Un’istantanea della prima fila schierata nel palazzo del Consorzio di Bonifica Valle del Liri descrive lo scenario con precisione. È il giorno della presentazione dei nuovi commissari dei Consorzi di Bonifica in provincia di Frosinone. Non è un passaggio burocratico: è una sfida politica. Che l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini ha accettato mettendoci la faccia e le risorse. È lui ad avere scelto il presidente di Coldiretti Latina Daniele Pili e l’ex assessore all’Ambiente di Ceccano Riccardo Del Brocco.
Li ha messi in campo per arrivare entro il 2027 alla fusione dei tre consorzi che ancora esistono in Ciociaria: «A Sud di Anagni», «Conca di Sora» e «Valle del Liri» di Cassino, fino a creare il nuovo Consorzio unico del Lazio Sud Est.
L’istantanea
L’immagine è nitida. L’assessore Giancarlo Righini è in prima linea con i nuovi commissari e tutti i vertici delle Bonifiche provinciali. Di fronte a loro c’è il sindaco di Anagni Daniele Natalia. Non c’è il sindaco di Cassino Enzo Salera: lo ha incontrato poco prima al Varlese di fronte all’autostrada. Si sono fermati a chiacchierare a quattr’occhi: quando è chiaro che in sala qualcuno della Stampa li ha visti spiega «Mi ha detto che ha un altro impegno e farà di tutto per esserci». Manca il sindaco di Sora Luca Di Stefano: «È influenzato», fanno sapere.
È lo scenario che si profila in vista delle prossime elezioni Provinciali e delle votazioni che porteranno alla ridefinizione dell’attuale governance della SAF, la Società Ambiente Frosinone composta dai 91 Comuni ciociari per la gestione delle loro immondizie. (Leggi qui: SAF fa gola. Molto gola. E qualcuno vuole strangolarla. E qui: La guerra dei rifiuti: Trina, Saf e la partita da milioni sulla discarica di Roccasecca).
Con Righini ci sono Forza Italia, la parte della Lega che sta con Mario Abbruzzese , la parte di Fratelli d’Italia che non sta con Massimo Ruspandini. E c’è un’interlocuzione amministrativa con il PD di Enzo Salera. Non c’è con il sindaco di Sora: l’attuale presidente della Provincia che Righini vorrebbe venisse sostituito: perché è frutto di un accordo «spurio» tra centrodestra e centrosinistra «ed i numeri che l’elettorato ci ha dato dicono che abbiamo la possibilità di eleggerne uno chiaramente di centrodestra». Lo ha detto nei giorni scorsi intervenendo alla trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso. (Leggi qui: Righini, via libera a Mastrangeli, stop agli inciuci nei Comuni. E per la Provincia…).
Il centrodestra si sta confrontando: Salera o scenderà in campo (difficile) o sosterrà il ricambio (quasi certo). È questione che si sta definendo.
I Consorzi ed i bagni
Righini vuole i Consorzi di Bonifica efficienti: uno specchio dell’impegno del suo assessorato, la dimostrazione che si può prendere un carrozzone e trasformarlo in un bolide. Piacerebbe molto a Davide Cironi e la sua trasmissione cult su YouTube Dal Pollaio alla Pista.
Che ci creda davvero e non sia propaganda lo lascia intuire la deviazione improvvisa fatta mentre gli facevano visitare gli uffici: l’assessore vede le porte dei bagni, si stacca dal gruppo senza dire nulla, bussa alla porta con il simbolo degli Uomini ed entra. Tutti pensano ad un’improvvisa impellenza urologica. Invece no: entra, osserva e richiude. Poi entra negli uffici, fissa i soffitti e le prese, elettriche: si volta verso commissario e sub-commissario e dice: «Qui c’è bisogno di un urgente efficientamento energetico, questo palazzo non viene adeguato da almeno quarant’anni. In una sede moderna e messa a nuovo, il personale lavora meglio ed è più orgoglioso di appartenere ad una istituzione. Presentatemi il progetto e cerchiamo le risorse».
Rubata a Sergio Marchionne ma funziona sempre.
La scelta del fortino di Cassino
Le Bonifiche in provincia di Frosinone sono tre: c’è un motivo per cui Giancarlo Righini ha scelto di presentare commissario e sub commissario proprio al Valle del Liri di Cassino. Quello è stato per anni il fortino di Mario Abbruzzese: da lì è partito il suo balzo verso il Comune di Cassino, la Provincia di Frosinone, la Regione Lazio con la Presidenza del Consiglio Regionale. E poi lo è stato per il suo delfino Pasquale Ciacciarelli, issato lì al suo posto e balzato in Regione quando Abbruzzese ha affrontato la scalata dell’elezione a Montecitorio, fallita per un nulla.
La scelta del Valle del Liri è un messaggio politico. Forte. Chiarissimo. Dice agli uomini rimasti asserragliati nel fortino: da oggi il nuovo generale sono io. Vi piaccia o no, ho intenzione di portarvi in prima linea.
I commissari e la mission
Per questo ha voluto che il battesimo del fuoco avvenisse nella sede del Consorzio Valle del Liri: Daniele Pili commissario, Riccardo Del Brocco sub-commissario. Il compito è portare all’unificazione i tre consorzi — «A Sud di Anagni», «Conca di Sora» e «Valle del Liri» — creando il nuovo Consorzio unico del Lazio Sud Est. Il direttore provinciale Aurelio Tagliaboschi ha annunciato una sinergia immediata tra il personale dei tre enti per uniformare il modello operativo su tutta la provincia. Il sub commissario Riccardo Del Brocco ha evidenziato il nuovo ruolo dei Consorzi: non più gestori dei flussi dell’acqua per l’irrigazione ma prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici. L’assessore lo definisce «La cerniera tra il commissario e le amministrazioni sul territorio della provincia di Frosinone. Conosce il territorio come le sue tasche, conosce anche i vizi e i vezzi». Del Brocco mormora «Siamo sul campo da un po’».
Il commissario Daniele Pili ha sottolineato la mission che gli è stata affidata: portare i Consorzi della Provincia di Frosinone al voto per tornare finalmente ad una gestione ordinaria. È una sfida che accetta senza riserve. Anche perché è definita con chiarezza dalla Regione, come ha evidenziato il Direttore Regionale Anbi Andrea Renna. Che ha sottolineato il ruolo territoriale delle Bonifiche: la settimana scorsa è bastata una telefonata del sindaco di Sora ed un’area che non veniva toccata da 25 anni è stata bonificata.
Viene ricordato il lavoro silenzioso che sta svolgendo il Revisore dei Conti Silvestro Petrarcone: sta ripassando i conti con carta, penna e calcolatrice.
Adesso tocca a voi
Nel suo intervento Righini non ha lasciato dubbi né sull’autonomia dei nuovi commissari: «da oggi esco di scena e interverrò solo se chiamato». Nessun dubbio nemmeno sulle aspettative. Se Del Brocco è stato scelto per la sua conoscenza del territorio, Pili è stato scelto invece per la sua estraneità alle dinamiche locali.
Sul piano degli investimenti, Giancarlo Righini ha ricordato numeri senza precedenti nella storia dei Consorzi laziali: «15 milioni nel 2025, 18 milioni nel 2026», con ulteriori coperture in arrivo. Ma con una condizione esplicita: «nessuno si può permettere di utilizzare impropriamente queste risorse. Su questo Consorzio sono già dovuto intervenire. Su questo punto la mia tolleranza è pari a zero». Un passaggio non formale, riferimento diretto a criticità che l’assessore ha dovuto affrontare in questi mesi nel Consorzio Valle del Liri.
L’obiettivo temporale è il 2027 per restituire il governo ordinario a tutti e tre i consorzi. Con «Sud di Anagni» e «Conca di Sora» che potrebbero tornare alla guida elettiva prima, mentre la «Valle del Liri» richiederà qualche mese in più per completare la ricostruzione economico-finanziaria e la verifica sui contenziosi.
Righini ha anche annunciato il finanziamento da 5 milioni per il recupero della Sorgente Capodacqua a Castrocielo: intervento urgente su un’area prosciugata che rischiava di compromettere definitivamente flora e fauna di valore ambientale: «speriamo di essere riusciti ad intervenire in tempo».
Quattordici milioni già in strada
La missione ridefinita — «la risorsa idrica ha ormai lo stesso valore strategico del trasporto di energia o del trasporto di dati» — conferma che i Consorzi non sono più gli enti che «aprono e chiudono i rubinetti» ma la prima linea della risposta istituzionale ai cambiamenti climatici.
Sul fronte delle risorse europee, l’assessore ha segnalato una battaglia che la Regione Lazio sta conducendo insieme a tutte le regioni italiane per difendere i fondi agricoli nella prossima programmazione comunitaria. Il rischio concreto è che, con l’accorpamento in un fondo unico a livello europeo, «l’agricoltura faccia la parte del vaso di coccio». Per questo la Regione ha già mosso in autonomia, finanziando con 14 milioni di risorse proprie la viabilità rurale, esclusa dall’Unione Europea nella programmazione in corso. Lo ha fatto nella convinzione che «la viabilità rurale cammina lungo gli argini dei fossi e il parallelismo con i canali irrigui è in strettissima correlazione».
Infine, un dato storico passato quasi inosservato: la Regione Lazio ha firmato la convenzione anche con la Città Metropolitana di Roma — «cosa che non era mai accaduta nel passato», ha sottolineato Righini. Tutte le province laziali sono ora coperte. Un completamento che sembrava ovvio e che invece ha richiesto anni.
Da domani…
Nel 2027 si vota per i nuovi organi dei Consorzi di Bonifica della Ciociaria. Da oggi Pili e Del Brocco hanno il mandato, le risorse e l’autonomia per arrivarci. Righini ha fatto un passo indietro. Formalmente. La sua presenza nella prima fila di questa mattina dice che non si è allontanato poi così tanto.
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