C’è un filo sottile che unisce il passaggio di Francesco Trina a Fratelli d’Italia, il dialogo allacciato con Andrea Turriziani per fargli compiere lo stesso percorso, l’imminente rinnovo della governance di Saf, la trattativa per l’acquisto della discarica Mad di Roccasecca. Un filo intricato e complesso: seguendolo si arriva fino alla grande divisione che in questo momento attraversa i Fratelli d’Italia e la Lega in provincia di Frosinone. Separati da due diverse visioni della gestione dei rifiuti prodotti in Ciociaria. Il tutto in un momento nel quale si è arrivati ad un passo dal closing per la cessione della discarica provinciale.
L’operazione Trina
Nelle ore scorse è stato annunciato il passaggio di Francesco Trina in Fratelli d’Italia, nell’area che fa riferimento al Coordinatore provinciale Massimo Ruspandini. Chi è Trina? È stato vicesindaco di Frosinone durante una delle amministrazioni del sindaco Nicola Ottaviani; centrista di destra, alle elezioni Comunali del 2022 ha coordinato la civica con il nome dell’ex sindaco Pd Michele Marini contribuendo all’elezione di Andrea Turriziani nelle file della minoranza.
Turriziani in questi mesi ha cambiato Gruppo: è transitato nel Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli, la formazione che fa una bandiera della sua terzietà, cioè né di destra né di sinistra ma ad ogni elezione sceglie il programma elettorale che ritiene migliore e ne sostiene il candidato sindaco. Nel corso dell’attuale mandato del sindaco Riccardo Mastrangeli, Polo Civico ha avuto – per una fase – un ruolo determinante per garantire l’equilibrio della maggioranza, pur essendo un Gruppo di opposizione.
Portare via Francesco Trina ed Andrea Turriziani dal Polo Civico significa privare Gianfranco Pizzutelli della metà del suo Gruppo consiliare e di uno dei colonnelli più capaci nell’organizzazione politica. Perché l’onorevole Massimo Ruspandini ha autorizzato un’operazione del genere?
L’operazione Saf
Da alcuni giorni in provincia di Frosinone è cominciata la conta per la futura governance della Saf, la Società Ambiente Frosinone costituita in parti uguali dai 91 Comuni della Ciociaria per gestire lo smaltimento ed il riciclo dei rifiuti urbani. Oggi la guida un cartello trasversale che è la fotografia politica del territorio: centrodestra e centrosinistra insieme; l’ex vicepresidente della Provincia Fabio De Angelis (FdI) è il presidente, l’ex presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini (Pd) è amministratore, stessa carica ricopre la dottoressa Antonella Galante (indicata da Gianluca Quadrini quando era ancora nella Lega che però ha sempre rinnegato l’operazione).
Alla dottrina del dialogo tra centrodestra e centrosinistra nelle realtà sovracomunali (come la Saf ma anche come l’ente Provincia) si contrappone la dottrina della coerenza politica sostenuta dall’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini che è il capo delegazione FdI in Regione Lazio. Nella sua visione delle cose, gli elettori sono stati chiari e con il loro voto hanno dato una maggioranza al centrodestra affidandone la guida a Fratelli d’Italia. Per questo ritiene che il Partito debba esprimere un candidato presidente della Provincia di Frosinone ed anche un candidato presidente della Saf. Superando la fase di condivisione con il centrosinistra. (Leggi qui: Righini, via libera a Mastrangeli, stop agli inciuci nei Comuni. E per la Provincia…).
Una dottrina che lo ha portato ad intensificare il dialogo con il Coordinatore regionale Organizzazione della Lega, Mario Abbruzzese. E, insieme, ad incontrare i sindaci di centrodestra – soci della Saf, per proporre una governance alternativa. A farsene portatore è il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini: ha fatto sintesi tra diversi suoi colleghi, individuato lacune e criticità nella gestione, qualcuno ha parlato di una Saf a due velocità severa con alcuni e di manica larga con altri. I fatti? Sono stati raccolti in un documento che verrà poi sviluppato nel corso della prossima assemblea dei sindaci. il nome proposto è quello di Gianfranco Pizzutelli del Polo Civico.
I controrivoluzionari
Contro quell’operazione c’è mezza Fratelli d’Italia e mezza Lega. Nel Carroccio, l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli ha detto no con chiarezza. Lo ha fatto anche lunedì scorso a margine della riunione del Direttivo Provinciale leghista riunito a Frosinone. A margine e non in riunione perché durante i lavori non si è parlato della linea politica da tenere sul futuro della governance Saf.
Il no di Ciacciarelli è di natura strategica e non di natura politica. Ritiene che l’operazione di avvicendamento della governance Saf non porti benefici alla Lega, metta a rischio la stabilità del governo Mastrangeli nel Capoluogo, mandi all’aria il dialogo politico costruito faticosamente con i vertici provinciali FdI per orientarsi su un asse romano. Anche per questo, sono ridotti allo zero quasi assoluto rapporti tra lui ed il suo mentore Mario Abbruzzese (che lo ha scoperto e lanciato fin dagli anni in cui militavano entrambi in Forza Italia).
Ad aumentare le distante e portare la situazione al limite dalla rottura è stato anche quanto avvenuto all’inizio di questa settimana: ci sono stati incontri con amministratori leghisti per chiedergli di firmare il documento Saf per Pizzutelli e contro De Angelis assicurando che Ciacciarelli fosse informato. Lui nega.
Non meno profonda è la frattura in Fratelli d’Italia. Massimo Ruspandini giudica un’invasione di campo quella compiuta dall’assessore Righini. Ed un atto contro il Partito quello di provare a rimuovere un presidente Saf indicato da ed espressione di Fratelli d’Italia quale è Fabio De Angelis. L’operazione Trina – Turriziani si innesta qui: svuotare Gianfranco Pizzutelli per sostenere che non vale in alcun modo la pena di rinunciare ad una presidenza importante e strategica come quella Saf per darla a Pizzutelli.
Perché Saf è diventata strategica
Perché all’improvviso Saf è diventata così centrale? Lì devono arrivare i fondi regionali per il revamping dei macchinari e sostituirli con quelli di nuova generazione e meno impattanti. Inoltre i conti adesso sono in equilibrio, senza bisogno di far arrivare i rifiuti da Roma. E soprattutto: è stato azzerato l’uso delle discariche, perché i rifiuti che non vengono riciclati recuperando carta, plastica, vetro e metalli vanno al recupero energetico. Cioè si usano per produrre energia elettrica. E qui viene il punto.
Fino dalla nascita, Saf ha al suo fianco una discarica al suo servizio: appartiene alla società privata Mad di Roccasecca. Che da alcuni anni ha deciso di chiudere e non proseguire l’attività nonostante sia stata sollecitata più volte dalla Regione Lazio ad utilizzare il V Bacino che è già autorizzato.
Qual è il punto? Secondo alcune interpretazioni della norma regionale, Saf ha il diritto d’uso del 50% degli spazi Mad. Chiunque sia il proprietario della discarica, nella pratica potrà utilizzare solo metà dei volumi. Compra tutto ma sfrutta solo metà. Secondo l’interpretazione più restrittiva, solo l’uso da parte di Saf sblocca i volumi per i rifiuti prodotti da altri: Saf porta 1 tonnellata e solo così può entrare anche una tonnellata di altri rifiuti. Ma anche a voler rimanere alla lettura più estensiva: mezza discarica è per Saf. Che però non la usa, non ne ha più bisogno da quando è passata la recente norma sul Recupero Energetico dove tra l’altro si dispone la progressiva chiusura delle discariche.
Mad in questo periodo è al centro di una trattativa per la cessione. Ma, come detto, chiunque sia a comprarla ne avrà a disposizione solo la metà dei volumi.
Controllo della filiera
Nei giorni scorsi la Regione Lazio ha adottato un provvedimento che riassegna alle singole province le quantità di rifiuti (trasformati in combustibile per termovalorizzatore) che possono portare all’impianto di San Vittore del Lazio per produrre energia. Se ne sono occupati gli uffici dell’assessore Fabrizio Ghera. Dalla sera alla mattina, la provincia di Frosinone è passata dall’essere totalmente autonoma ed autosufficiente al vedersi più che dimezzare le quantità autorizzate. Quindi, si ritrova all’improvviso circa 45mila tonnellate annue di rifiuti da smaltire ma senza poterle portare a San Vittore? Alternative? In attesa di individuarle, la governance di Saf ha deciso di impugnare al Tar quel provvedimento. Qui il ragionamento si sdoppia.
Da un lato. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca appreso del ricorso al Tar ha chiesto chiarimenti. Ad elaborare quei calcoli è stata una dirigente di assoluto valore ed esperienza, al punto che viene considerata in maniera bipartisan un’eccellenza. Ha spiegato come si arriva al dato finale, ripercorso i conteggi e quadrano al grammo. Ha applicato in maniera rigorosa la norma.
Dall’altro lato. Lo smaltimento a San Vittore costa circa 160 euro a tonnellata, in altri impianti simili anche meno ma bisogna trasportare lì i materiali e questo fa salire i costi a circa 190 euro a tonnellata. Comprare questo di smaltimento dalle province vicine? È un’ipotesi, il costo non si conosce ma per logica sarà superiore a 160 euro a tonnellata dal momento che quello era il prezzo diretto ed un minimo di guadagno ci va messo. La discarica di Roccasecca? Si stima che possa costare dai 140 ai 150 euro a tonnellata. La scelta a questo punto è politica: smaltimento con recupero energetico o ricorrendo alla discarica? La decisione tocca al presidente Saf ed all’assemblea dei soci sindaci.
I 14 milioni di debito
Intanto, i sindaci cominciano ad essere preoccupati per i 14 milioni di arretrati che rischiano di piombare da un momento all’altro sulle loro spalle. Sono le quote per l’ingresso in discarica, rimaste arretrate negli anni a causa di alcuni ritardi delle varie amministrazioni regionali.
La soluzione l’ha individuata l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini: in principio era stata ipotizzata un’anticipazione della Regione che poi i Comuni avrebbero restituito comodamente a rate. A garantirla sarebbero stati i vari e diversi fondi regionali che l’ente avrebbe potuto trattenere se il Comune destinatario non avesse pagato. L’assessore Righini invece ha fatto un altro ragionamento: la Provincia di Frosinone si è fatta carico dell’emergenza rifiuti mettendo a disposizione la sua discarica. Che, per questo, è andata esaurita in breve tempo. Per Righini la Ciociaria aveva diritto ad un ristoro, con il quale pagare il maxi debito.
(Leggi qui: Rifiuti, salvataggio da 14 milioni: la Regione ci mette la faccia (e i soldi). Ed anche qui: Rifiuti, la Regione salva Saf e Comuni ciociari dal crac. E poi qui: Saf, ecco quanto si risparmierà Comune per Comune. E qui: Lazio, si all’assestamento da 180 milioni: coperto il debito dei Comuni verso Saf ).
Una lettera è stata inviata al presidente Rocca chiedendo perché quei soldi non arrivano ancora. Lamentando procedure molto complesse, alle quali solo pochi Comuni hanno risposto. Dagli uffici risulta che Saf ha consegnato i suoi documenti a fine aprile e che in due settimane la società di revisione esterna li ha certificati. Una parte dei Comuni ha inviato le sue risposte: ma fino a quando manca anche un solo Comune non si può chiudere la pratica. La Regione oggi ha deciso che snellirà l’iter: i Comuni dovranno autocertificare semplicemente di non avere già ricevuto altre sovvenzioni per pagare quel debito.
Per i sindaci che stanno con Saf, la Regione ha predisposto un modello lunare. Per i sindaci che stanno con Quadrini e vogliono un cambio di governance, la colpa sta nel ritardo di Saf. Ed anche questo finirà al centro della discussione in Assemblea dei sindaci.
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