borse di studio e contributi sanitari


Cassa Forense ha pubblicato i nuovi bandi assistenziali per il 2026. Previsti sussidi per spese sanitarie e borse di studio per figli universitari e orfani.

Il sistema previdenziale dei liberi professionisti sta mutando pelle, trasformandosi sempre più in un hub di servizi integrati. La novità che emerge dalle recenti pubblicazioni di Cassa Forenseconferma una regola generale ormai consolidata nell’architettura finanziaria delle casse di previdenza private: l’assistenza non si limita al momento del pensionamento, ma accompagna l’iscritto in ogni fase della sua vita personale e familiare, subordinando però l’erogazione dei benefici alla stretta regolarità degli obblighi dichiarativi e contributivi. Nelle ultime ore, l’ente previdenziale dell’avvocatura ha reso operative le piattaforme per la partecipazione a tre nuovi bandi assistenziali 2026, focalizzati sul sostegno alla salute e sul diritto allo studio. Attraverso questa iniezione di liquidità, il welfare per avvocati si declina in sussidi per l’ospitalità in strutture di lungodegenza, aiuti agli orfani e ricche borse di studio per i figli universitari più meritevoli.

Rimborso delle spese di ospitalità e lungodegenza

Il primo provvedimento operativo è il bando numero 12/2026, un intervento strutturale inserito nel quadro delle prestazioni a tutela della salute degli iscritti. L’ente ha deliberato uno stanziamento complessivo di 150 mila euro destinato ad alleggerire il carico finanziario derivante dai ricoveri in case di riposo, istituti pubblici o cliniche private specializzate nella gestione di malati cronici, anziani e lungodegenti.

L’architettura finanziaria della misura prevede l’erogazione di un contributo corrisposto in un’unica soluzione, il cui tetto massimo è fissato a 10 mila euro qualora il ricovero copra l’intera annualità 2026. Nel caso in cui il periodo di permanenza nella struttura sanitaria o assistenziale risulti inferiore ai dodici mesi, l’importo subisce una proporzionale riduzione.

Il perimetro dei beneficiari è ampio ma rigorosamente delimitato. Possono inoltrare la richiesta gli avvocati iscritti all’ente, i soggetti che hanno una procedura di iscrizione in corso di perfezionamento, nonché i titolari di pensione diretta o di inabilità. Il requisito inderogabile per accedere ai fondi rimane la perfetta regolarità rispetto agli adempimenti fiscali e contributivi verso la Cassa. Le istanze possono essere trasmesse a partire dal 10 giugno 2026 e fino al termine perentorio del 20 gennaio 2027. Dal punto di vista procedurale, la documentazione, compilata sull’apposito modulo scaricabile dal portale istituzionale, deve essere inoltrata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure avvalendosi della Posta Elettronica Certificata all’indirizzo bandi@cert.cassaforense.it.

Sostegno allo studio per gli orfani dei professionisti

Il comparto delle prestazioni a tutela della famiglia si arricchisce con il bando numero 14/2026. Questa specifica misura si concentra sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, assegnando borse di studio esclusivamente in favore degli orfani che risultano già titolari di una pensione di reversibilità oppure indiretta erogata dall’ente.

L’obiettivo programmatico dell’istituto è quello di garantire una continuità al percorso formativo e scolastico dei beneficiari, applicando pedissequamente i criteri e i requisiti tracciati dal Regolamento dell’assistenza vigente. A differenza del bando sanitario, l’iter di presentazione per questa agevolazione è totalmente digitalizzato. Le richieste devono essere caricate in via esclusiva attraverso l’apposita procedura telematica presente all’interno dell’area riservata del sito internet istituzionale, entro e non oltre la data del 30 novembre 2026.

Borse di studio universitarie per i figli degli iscritti

Il terzo pilastro di questa tranche di interventi è rappresentato dal bando numero 15/2026, che mobilita risorse per mezzo milione di euro (500 mila euro) a favore degli studenti universitari figli di avvocati iscritti. Il contributo monetario è di assoluto rilievo: la borsa di studio garantisce un assegno una tantum pari a 2.000 euro lordi. Esiste tuttavia una clausola di salvaguardia per ampliare la platea dei nuovi beneficiari: per gli studenti che hanno già incassato il medesimo sussidio nell’anno 2025, il valore dell’erogazione viene decurtato del 50%.

L’accesso a questi fondi è subordinato a parametri di merito accademico e a precisi limiti di reddito estremamente selettivi. I candidati devono rispettare simultaneamente i seguenti requisiti:

  • risultare regolarmente iscritti all’anno accademico 2025/2026;

  • non aver superato il primo anno di iscrizione fuori corso;

  • possedere un’età anagrafica inferiore ai 26 anni;

  • aver superato e verbalizzato almeno i quattro quinti degli esami previsti dal proprio piano di studi universitario;

  • vantare una media ponderata dei voti non inferiore alla soglia di 27/30;

  • appartenere a un nucleo familiare il cui indicatore ISEE dell’avvocato iscritto non oltrepassi il limite massimo di 30 mila euro;

Anche in questo caso, la dematerializzazione della pratica è totale. Le domande devono essere formalizzate collegandosi all’area riservata del portale web di Cassa Forense. Il sistema informatico accetterà l’inserimento della modulistica e dei relativi allegati documentali fino allo scoccare delle ore 24 del 30 novembre 2026.

La panoramica completa delle agevolazioni in corso

Il quadro del welfare forense per l’anno in corso si presenta particolarmente articolato. Oltre ai tre bandi appena analizzati, l’istituto previdenziale ricorda che la finestra temporale è aperta anche per altre misure di sostegno. L’offerta assistenziale copre, di fatto, l’intero ciclo di vita professionale e personale dell’avvocato.

Tra i sussidi già attivati spicca il bando numero 1/2026, focalizzato sull’erogazione di prestiti a condizioni agevolate per i professionisti under 35. Sul fronte della genitorialità, il bando 13/2026 garantisce contributi economici per ogni figlio nato, adottato o preso in affidamento nel corso del 2025. Non mancano tutele specifiche per la fragilità sanitaria e lavorativa: il bando 2/2026 offre supporto per il mantenimento dell’attività professionale durante le delicate fasi di follow up oncologico, mentre il bando 5/2026 si rivolge espressamente alle avvocate e alle praticanti che abbiano subito episodi di violenza. Infine, un supporto strutturale per l’esercizio della professione deriva dai bandi 3 e 4, dedicati al miglioramento e all’organizzazione degli studi legali. L’intera architettura normativa, comprensiva dei testi integrali e della modulistica di riferimento, rimane sempre accessibile navigando nella sezione “Ricerca bandi assistenza” all’interno del sito istituzionale della Cassa.

Quale di queste misure ritieni possa avere l’impatto più significativo sulla gestione finanziaria e familiare di un libero professionista oggi?




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 Angelo Greco

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