Come pulire la vaschetta della condensa del condizionatore — idealista/news


Tra i componenti del condizionatore che più facilmente vengono dimenticati durante la manutenzione ordinaria, uno occupa un posto di rilievo: si tratta della vaschetta della condensa e si trova all’interno dell’unità interna. Se ignorata, può trasformarsi in una fonte di problemi piuttosto seri. Sapere come intervenire, e soprattutto come pulire la vaschetta della condensa del condizionatore, permette di mantenere l’impianto efficiente e l’aria di casa più salubre.

A cosa serve la vaschetta per la raccolta della condensa 

Il compito della vaschetta per la raccolta della condensa che si trova nello split del condizionatore è quello di andare a raccogliere tutta l’acqua prodotta dalla condensazione per poi convogliarla verso un tubo di scarico, che la porta all’esterno dell’edificio o verso un sistema di drenaggio.

Perché il sistema funzioni correttamente, la vaschetta deve però rimanere libera da incrostazioni, depositi e ostruzioni: qualsiasi accumulo di sporcizia può impedire il regolare deflusso, causando il traboccamento dell’acqua verso l’interno dell’unità o, nei casi più gravi, perdite d’acqua dallo split del condizionatore verso le pareti e il soffitto della stanza.

La vaschetta, dunque, rappresenta un punto critico dell’impianto: è un componente di raccordo tra il processo fisico del raffreddamento e la gestione pratica dell’acqua che ne deriva.

Dove si trova la vaschetta raccogli condensa del condizionatore

La posizione della vaschetta varia a seconda della tipologia di condizionatore installato; nella maggior parte dei casi si trova nell’unità interna, nella parte inferiore del vano che ospita l’evaporatore. Per raggiungerla, è generalmente sufficiente aprire il pannello frontale del condizionatore, rimuovere i filtri dell’aria e individuare la vaschetta collocata subito al di sotto delle bobine.

Nei condizionatori a cassetta, installati a soffitto nei controsoffitti, la vaschetta si trova nella parte centrale dell’unità e può essere più difficile da raggiungere senza smontare parte del rivestimento. Nei climatizzatori portatili, invece, la raccolta dell’acqua avviene in un serbatoio estraibile, solitamente accessibile da un pannello laterale o posteriore della macchina.

Come si pulisce la vaschetta della condensa

Pulire la vaschetta raccogli condensa del condizionatore non richiede attrezzature particolari né competenze tecniche specifiche, poiché è sufficiente disporre di pochi prodotti comuni e seguire una procedura ordinata:

  • spegnere il condizionatore e scollegarlo dalla presa di corrente, per operare in sicurezza;
  • aprire il pannello frontale dell’unità interna e rimuovere i filtri dell’aria;
  • individuare la vaschetta e, se possibile, estrarla dall’alloggiamento per agevolare la pulizia;
  • eliminare l’acqua stagnante e i residui solidi con uno straccio o della carta assorbente;
  • trattare le superfici con una soluzione di acqua e aceto bianco in parti uguali, o con un detergente antibatterico specifico per impianti di climatizzazione, e lasciare agire il prodotto per qualche minuto;
  • strofinare delicatamente con una spazzola morbida o un vecchio spazzolino da denti;
  • sciacquare abbondantemente con acqua pulita e asciugare bene prima di rimontare tutto;
  • controllare il tubo di scarico soffiando aria compressa o versando un po’ di acqua per controllare che non sia ostruito e che il corretto deflusso dell’acqua sia assicurato.

Al termine dell’operazione, dopo aver rimontato filtri e pannello, collegare l’unità alla corrente e avviare il condizionatore per verificare che tutto funzioni regolarmente. Se dovessero persistere tracce di muffa o cattivi odori provenienti dal condizionatore, potrebbe essere necessario ripetere il trattamento o ricorrere a prodotti specifici per la disinfezione profonda.

Ogni quanto va pulita la vaschetta di raccolta condensa

La frequenza della pulizia della vaschetta di raccolta della condensa dipende dall’intensità d’uso del condizionatore e dalle caratteristiche ambientali della casa; in linea generale, una pulizia approfondita all’inizio dell’estate, prima di rimettere in funzione l’impianto dopo i mesi di inattività, è il minimo indispensabile.

Chi utilizza il condizionatore anche in modalità riscaldamento durante l’inverno dovrebbe prevedere un secondo intervento a fine stagione. In ambienti particolarmente umidi, polverosi o con animali domestici, è consigliabile un controllo mensile durante i periodi di uso intenso, intervenendo con una pulizia rapida ogni volta che si notano depositi, aloni bianchi o tracce scure di muffa.

L’importanza di una vaschetta di condensa sempre pulita

Una vaschetta di raccolta della condensa trascurata è molto più di un semplice problema estetico: l’acqua stagnante che vi si accumula costituisce un ambiente ideale per la proliferazione di muffe, alghe e batteri all’interno dello split del condizionatore, tra cui il batterio Legionella pneumophila, agente patogeno che può causare gravi infezioni respiratorie.

Questi microrganismi, una volta insediati nella vaschetta, possono essere veicolati nell’aria della stanza attraverso il flusso d’aria del condizionatore, con effetti diretti sulla qualità dell’aria respirata.

Sul piano prettamente tecnico, poi, una vaschetta raccogli condensa sporca o ostruita impedisce il corretto deflusso dell’acqua; il conseguente accumulo può causare perdite d’acqua dall’unità interna verso pareti, soffitti o pavimenti, con danni strutturali anche rilevanti. L’acqua in eccesso può anche raggiungere i componenti elettronici del condizionatore, provocando cortocircuiti e guasti che richiedono riparazioni costose.

Neutralizzatore di condensa? Quando è indispensabile

Il neutralizzatore di condensa è un dispositivo che viene installato lungo la linea di scarico dell’acqua prodotta dal condizionatore; il suo compito è quello di correggere l’acidità dell’acqua prima che venga smaltita nei sistemi di scarico domestici. L’acqua prodotta dalla condensazione dell’aria è di norma leggermente acida, con un pH che può scendere intorno a 4-5 e, in ambienti con tubature sensibili o impianti di scarico in materiali che reagiscono all’acidità, può causare corrosione nel tempo.

Quindi, il neutralizzatore di condensa è sostanzialmente indispensabile quando lo scarico della condensa confluisce in una rete fognaria comune o in impianti con caldaie a condensazione, dove le normative tecniche impongono uno scarico con pH neutro.

Esso contiene generalmente granuli di calcare o carbonato di calcio che, a contatto con l’acqua acida, neutralizzano il pH portandolo a valori accettabili. Il suo utilizzo è generalmente richiesto per i sistemi di climatizzazione centralizzati o per le unità ad alta produzione di condensa.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Tiziana Morganti

Source link

Di