Di Filippo Piccione
Gentile Direttore, come in precedenti analoghe occasioni, ho sentito il bisogno di partecipare personalmente alla campagna elettorale, conclusasi con la trionfale vittoria di Andreana Patti, eletta sindaca al primo turno con il 50,5 per cento dei consensi. La generale percezione, che ce l’avrebbe fatta senza il ballottaggio, è stata sancita dall’ultimo confronto fra i candidati, organizzato dal suo giornale e condotto con grande perspicacia e professionalità dalla giornalista Rossana Titone. Seguo le vicende della nostra città attraverso la lettura quotidiana del suo giornale, al quale di tanto in tanto invio le mie considerazioni, che puntualmente vengono pubblicate. Per questo anche qui voglio esprimerle la mia gratitudine. Nel corso della mia recente permanenza a Marsala, ho potuto rendermi conto che il clima politico era radicalmente cambiato rispetto a circa sei anni fa. La metafora utilizzata dalla sindaca sul “vento” regge fino a un certo punto. Più che il fenomeno atmosferico, a determinare la direzione verso cui si intendeva andare, è stata impressa da Andreana Patti, protagonista assoluta di questa campagna elettorale. Devo aggiungere che, con tutto il rispetto per il cognome, il solo nome Andreana ha avuto il sopravvento su tutti gli altri nomi e cognomi che si contendevano i voti, divenuto subito familiare, producendo così un formidabile effetto di trascinamento e di entusiasmo senza uguali nei confronti della cittadinanza marsalese e oltre i confini del nostro comune. Certo, avrà senz’altro concorso la sua indiscutibile empatia, che potrebbe essere un fatto congenito. Ma più ancora, secondo me, ha influito la sua preparazione e puntigliosità, il rigore e la profondità dell’analisi con cui costruiva il suo ragionamento. Non c’è stato intervento sguarnito di alcun elemento essenziale capace di rendere lucidamente incisiva e tangibile la sua linea politica e programmatica che si proponeva di realizzare. Anche il modo stesso con cui spiegava indirizzi e contenuti del progetto di città evoluta e all’avanguardia, non era mai improvvisato, ma figlio di accurata elaborazione. Nei suoi incontri quando parlava dell’Amministrazione e dei problemi e delle difficoltà a essa connessi, lo faceva sempre con serietà e responsabilità, ritenuti come i prerequisiti indispensabili che servono a migliorare le condizioni materiali, culturali, economiche, civili e sociali delle sue concittadine e concittadini. Dimostrando, se ce fosse stato bisogno, di avere chiaro nella mente come muoversi in un groviglio di norme e disposizioni, di cui conosce a perfezione il significato dell’ordine e della gerarchia, i suoi confini e l’ambito entro cui è consentita la rispettiva applicazione e la sua piena osservanza. Anche dal lato eminentemente politico e istituzionale, la sindaca Andreana ha dimostrato e sono sicuro dimostrerà di essere all’altezza dell’incarico che ricopre.
Detto tutto questo, devo tuttavia rilevare che come in altre città, anche a Marsala il voto ha espresso sentimenti e “convenienze” locali. Le liste civiche hanno avuto un peso preponderante rispetto a quello fatto valere dai partiti. Nella maggioranza, i partiti che si sono presentati alle urne, sono stati tre e soltanto il Pd è riuscito a eleggere tre consiglieri. Nelle elezioni precedenti nessun candidato ha varcato l’ingresso del Palazzo VII Aprile. Ho voluto fare questo riferimento per sottolineare, con le dovute distinzioni, che l’altra donna protagonista di questa straordinaria avventura, si chiama Linda Licari. La sua popolarità, associata al binomio Linda Licari, aveva in comune con Andreana, la stessa cifra dell’affabilità. La segretaria del circolo Pd di Marsala si è presentata come capolista, ottenendo 970 voti di preferenza, la prima eletta, distanziando significativamente tutte le consigliere e tutti i consiglieri delle liste sostenitrici della candidata sindaca.
Va subito evidenziato il fatto che di fronte alla debacle di sei anni fa, nel Pd ci sono stati diversi contrastanti generi di reazioni. Chi ha cercato di rialzarsi dopo la caduta, facendo dei fallimenti, degli errori e della sconfitte l’occasione per trovare uno spiraglio e un appiglio tali da coinvolgere e riottenere la fiducia degli iscritti e gli elettori; chi ha preferito la resa, la rinuncia e l’abbandono; chi non ho travato di meglio che mettersi di traverso per ostacolare questo percorso alimentando lo scontro, privilegiando il preconcetto, arroccandosi nel pregiudizio e nell’ostracismo: tratto caratteristico questo, quasi fisiologico, della sinistra e del centro sinistra, che mostra di essere il più tenace e resistente nel panorama politico nazionale, regionale, periferico, oltre che europeo. Linda Licari e un gruppo di donne e di uomini appartiene al primo tipo sopra indicato, tanto che nei momenti più acuti e drammatici dello sbandamento e dello sconforto, dovuto allo shock delle elezioni amministrative e ai conseguenti ostacoli e malumori createsi all’interno del partito, con la sconfitta del sindaco uscente e la vittoria del sindaco subentrante, questi “volenterosi” hanno dato vita al Circolo online intitolato a Nilde Iotti, (prima presidente della Camera dei deputati e una delle 21 Madri costituenti della Repubblica) che ha in parte supplito alla mancanza di una rappresentanza del Pd nell’assemblea consiliare. Uno sforzo immane compiuto attraverso la messa in campo di una politica attiva e di mobilitazione nel territorio. Fatto con proposte e iniziative concrete e sempre accompagnate da una serie di denunce documentate ed esplicite, scevre da intenti propagandistici e strumentali, nei confronti della giunta Grillo che, fin dal suo insediamento, ha mostrato gravi deficienze e lacune della sua gestione, di cui ne ha pesantemente risentito la stragrande maggioranza della comunità, la quale, ha saputo dare quella risposta netta e inequivocabile eleggendo una nuova maggioranza civica e progressista in maniera convinta per una vera, reale svolta, lungamente attesa.
All’indomani delle elezioni, esaurite le prime formalità, secondo il mio modestissimo avviso, occorrerebbe procedere innanzitutto per far funzionare la macchina amministrativa. Ma per farlo come Dio comanda bisogna partire dalle attribuzioni da conferire ai rappresentati eletti e non eletti, che faranno parte della Giunta. A questo punto si pone un problema che, in particolare, riguarda il ruolo e il compito che saranno assegnati a Linda Licari. Poiché è stata indicata, insieme a Daniele Nuccio, non eletto, nella lista AVS, (al quale mando i miei più fervidi auguri di buon lavoro) come assessore, la sua diventa una scelta dirimente e problematica. Ma per affrontare e risolvere la questione in maniera tale da poter trarre un comune giovamento, è necessario, sempre secondo me, sciogliere alcuni nodi. Il primo è quello di trovare le ragioni valide per rispondere ai lettori che l’hanno votata così numerosi. Spiegare che abbandonerà il mandato di consigliere per dedicarsi a compiti esecutivi, non sarà un esercizio semplice, per la semplice ragione che durante la campagna elettorale alcuni elettori facevano notare che essendo Linda Licari stata preventivamente nominata assessore non avrebbe avuto bisogno di chiedere i voti per essere eletta. Il secondo, non meno importante del primo, è che bisogna tener conto che i voti raccolti sono anche legati, oltre alle sue capacità di persuasione, anche alla carica di segretario del Pd di Marsala, che ha svolto con grande efficacia e con ottimi risultati puntando sui giovani e su nuove adesioni. Ed è proprio in forza di questo suo ruolo rivestito, il fatto stesso di entrare nel nuovo consiglio comunale di Marsala, significherà anche far valere le ragioni di un partito politico che rivendica legittimamente di far parte integrante della maggioranza, sebbene in prevalenza formata da forze civiche. In terzo luogo non le rimane altro che decidere e nel decidere considerare la circostanza che essere la rappresentante eletta del consiglio è oltremodo gratificante, date le premesse e le condizioni da cui è partita e l’eccezionale risultato conseguito venuto dalle urne. Per dare il meglio di sé con tutta la forza del partito che ha al suo fianco, che costituisce la base necessaria per battersi e affermare i diritti contenuti nell’articolo 3 della
Costituzione che ancora purtroppo attendono di fatto (questa locuzione avverbiale è stata proposta dalla giovane Teresa Mattei e approvata dai Settantacinque della Sottocommissione) essere garantiti nella sua pienezza. Un partito che ha bisogno di consolidare e potenziare la sua consistenza. L’autentica e sincera offerta di generosità venuta dalle tantissime cittadine i dai tantissimi cittadini hanno voluto premiare la sua passione, la sua dedizione, e la sua disponibilità, che ha saputo e saprà ancora con maggiore slancio mettere al servizio della città e dei suoi abitanti.
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