Erice 2027, Scontrino si candida e spariglia il gioco. Safina lo chiama allo scoperto


Ad Erice si vota nel 2027, la sindaca uscente Daniela Toscano non è più ricandidabile. Ha terminato i due mandati consecutivi.

Ci sono già dei movimenti in corso. Riunioni che cercano di piazzare questo o quel candidato. Una parte di Fratelli d’Italia avanza con Livio Marrocco. Un’altra corrente guarda altrove.

 

Scontrino: «Sono in campo»

 

Vincenzo Scontrino è uno dei professionisti più quotati della provincia: avvocato affermato, dirigente di partito, prima nell’MPA e ora in Grande Sicilia, presidente dello IACP Trapani.

Ieri, dalla sua pagina Facebook, ha lanciato una probabile candidatura a sindaco di Erice, parlando di una mossa «irrituale in base a usi e consuetudini dello scacchiere politico locale, perciò manifesto la mia disponibilità a candidarmi a sindaco di Erice».

Scontrino lo dice chiaro: «Penso, invece, che rompere gli schemi serva ad aprire nuovi orizzonti e ad andare oltre quell’ordinarietà scontata che ha fatto avvitare su sé stesse le nostre comunità, rendendole incapaci di estrarre la ricchezza dai propri giacimenti.

Non mi voglio rassegnare a dover indicare la via dell’esilio ai nostri ragazzi che hanno cultura, competenza e intelligenza, perché chi governa spesso non è come loro colto, competente e intelligente. Così come avverto forte il richiamo di questa terra che diventa sempre più debole nelle sue radici e tradizioni culturali».

Nessuna presunzione per l’avvocato Scontrino: «Voglio soltanto dire che me la sento, che ne ho voglia e che, se dovesse accadere, non potrà mai essere per me un mestiere, ma un impegno civico fondato sull’etica della responsabilità, non condizionato da schemi precostituiti, da dietrologie di parte e soprattutto animato dalla voglia di ricucire quello strappo sociale, umano e politico che da tempo ci rende cittadini tristi e pessimisti.

Non ho più voglia di subire la storia! Se si può, voglio, con presunzione, pensare di poter mettere un tassello per modificarla».

 

 

 

Safina annusa la vittoria e si lancia

 

Il deputato regionale del PD cerca di mettere un cappello, ma non troppo. Pone delle domande a Scontrino, lo fa pubblicamente, come se la politica, quella vera, si decidesse a colpi di post. Manco le aperture ci sono. Ed ecco che proprio le uscite potrebbero essere concordate.

Il fatto, molto semplice, è questo: l’amministrazione uscente di Erice è del PD. Safina apre a Scontrino, cercando di mettere in campo la stessa strategia di Marsala: vincere con l’apparato di centrodestra e con le sigle di centrosinistra. Operazione spendibile per le regionali. Finché dura.

E quindi il deputato dem scrive: «Conosco Enzo da tantissimi anni. Ne ho sempre riconosciuto il profilo culturale, la sensibilità civile e il contributo che ha saputo offrire al nostro territorio. Per questo considero sempre un fatto positivo che una persona della sua levatura scelga di mettersi a disposizione della comunità. In una stagione in cui troppo spesso prevalgono disillusione e distacco, chi decide di assumersi una responsabilità pubblica merita rispetto e attenzione».

Continua, dopo l’apprezzamento, perimetrando l’impegno: «La politica, però, non è soltanto disponibilità personale. È soprattutto scelta di campo, visione e costruzione collettiva. Conta il progetto che si vuole realizzare e, soprattutto, conta con chi si intende costruirlo.

Per questa ragione credo che oggi sia legittimo chiedere a Enzo Scontrino un elemento di chiarezza in più. Cosa pensa dell’amministrazione che in questi anni ha governato Erice? Qual è il suo giudizio sul lavoro svolto? Quale idea ha del percorso politico e amministrativo che ha contribuito a rendere la nostra città più solida, più credibile e più capace di affrontare le sfide del presente? E ancora: quale rapporto immagina con quanti intendono continuare a spendersi per il territorio, portando avanti un progetto che sappia coniugare continuità, innovazione e capacità di rinnovamento?».

 

 

 

Gli errori di Safina

 

Il deputato chiede a Scontrino quale sia la sua bussola politica, ma Scontrino ha una matrice di centrodestra ed è vicino a Raffaele Lombardo.

Non è tenuto a dire cosa pensa dell’attuale amministrazione; altrimenti ne avrebbe sposato la continuità con altri esponenti. Invece ha deciso di metterci la faccia. Le domande sono lecite, ma interne al PD, a quel partito che, con i suoi rappresentanti ericini — Genco, Daidone e Cosentino — chiede le primarie.

Safina dice a Scontrino che «conta il progetto», ma quello del PD c’è? E qual è? Non può chiedere continuità a chi dentro l’amministrazione non è mai stato e che potrebbe candidarsi per scardinare il sistema.

Erice è passata da dieci anni di Giacomo Tranchida a dieci anni di Daniela Toscano.

Ma non finisce qui: Safina fa pure da guida turistica nel viaggio della politica. «Una candidatura può rappresentare una novità. Ma una novità ha valore se nasce per costruire, per aggregare energie, per rafforzare una prospettiva di crescita della comunità. Diversamente rischia di essere soltanto un fatto personale. In politica non esistono neutralità indefinite. Bisogna sempre scegliere da che parte stare. Essere partigiani della propria idea di città, del proprio progetto di società, dei valori che si intendono rappresentare. E forse non è casuale che questa disponibilità venga annunciata proprio il 2 giugno, nel giorno in cui celebriamo una scelta fondamentale compiuta dagli italiani: quella di assumersi una responsabilità collettiva e di indicare con chiarezza una direzione».

Infine l’apertura, per portare avanti magari un disegno simile a quello di Marsala: «Guardo con interesse alla candidatura di Enzo Scontrino. Ma credo che oggi, più che mai, sia il tempo della chiarezza. Perché le persone hanno il diritto di sapere non soltanto chi si candida, ma quale percorso intende costruire e insieme a chi».

 

Oddo: «Scontrino soggetto politico»

 

Il segretario regionale del PSI, Nino Oddo, centra il punto manifestando apprezzamento per Scontrino: «Devi chiarire meglio il contesto nel quale ti autocandidi. Al momento sei presidente dello Iacp, nominato dal governo Schifani in quota Mpa. Ma penso che quantomeno immagini una tua candidatura, se non dico civica, perché sei un soggetto politico, prima da segretario del movimento VIA e ora da presidente lombardiano dello Iacp, quantomeno trasversale alle coalizioni tradizionali. Chiarisci meglio i contorni della tua proposta politica, anche in termini programmatici. Penso alla questione dei confini con Trapani, perché in tanti potremmo essere interessati a valutarla con attenzione».

 

Scontrino insieme a chi?

 

Le ipotesi in campo che circolano a Trapani sono diverse e tutte guardano alle alleanze. Scontrino si è lanciato da solo o sta dialogando con altre forze, anche imprenditoriali, che potrebbero appoggiarlo alle amministrative di Erice?

Gode di buoni rapporti con Maurizio Miceli, segretario provinciale di Fratelli d’Italia. Era stato proprio Miceli, nel 2023, a indicarlo come suo potenziale assessore.




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