A San Francisco si è aperto lo Snowflake Summit 2026, l’evento annuale in cui la multinazionale leader nel data management svela le proprie strategie a clienti e partner. Questo evento rappresenta l’occasione ideale per scoprire le principali innovazioni dell’anno e comprendere le direttrici su cui il gigante americano si muoverà nei prossimi dodici mesi.
Il CEO, Sridhar Ramaswamy, è salito sul palco inaugurando l’incontro con i numeri record della manifestazione. Ha parlato di oltre 20.000 partecipanti, 500 sessioni e 700 relatori in rappresentanza di 250 aziende. Ramaswamy non ha esitato a definire questo summit il più grande e meglio riuscito di sempre. Il merito lo ha attribuito a partner strategici del calibro di Canva e Nestlé ma anche, se non soprattutto, alla solida community cresciuta attorno a Snowflake.
L’intelligenza artificiale che scende in campo
Il perno su cui ruota questa edizione dello Snowflake Summit è l’intelligenza artificiale intesa come strumento pratico, superando la dimensione puramente concettuale o di visione futura. La AI moderna è ormai in grado di generare un cambiamento tangibile nel business quotidiano.
Questo cambio di passo è stato definito da Ramaswamy come l’inizio dell’era delle Agentic Enterprise. Nel prossimo futuro, secondo la visione di Snowflake, le grandi aziende fonderanno gran parte della propria operatività sull’integrazione di agenti AI intelligenti all’interno della loro infrastruttura software.
Per raggiungere questo traguardo sono tuttavia necessari quattro elementi fondamentali. Innanzitutto i dati aziendali, indispensabili poiché definiscono il contesto e l’identità stessa dell’azienda e del suo business. In secondo luogo i modelli AI; questi ultimi stanno registrando un’evoluzione straordinaria, ma da soli non bastano a garantire un vantaggio competitivo, dato che saranno accessibili anche alla concorrenza. Il terzo elemento è il software, ovvero l’insieme di strumenti già in uso per la produttività: l’intelligenza artificiale, combinando modelli e dati, permetterà di ottimizzare l’utilizzo di questi applicativi. Manca però un quarto e importante elemento centrale, per fare da punto di gravità tra questi tre.

Snowflake Intelligence
Il quarto elemento è un orchestratore, ovvero un sistema in grado di connettere e valorizzare i primi tre per realizzare concretamente una Agentic Enterprise. Si tratta di un componente fondamentale che assicura che ogni decisione sia controllata, affidabile e basata sui dati reali dell’azienda.
La soluzione di Snowflake per questo elemento unificante si chiama Snowflake Intelligence. Per chi lavora con i dati, Snowflake Intelligence rappresenta un assistente personale evoluto che supporta l’operatività quotidiana. Questo strumento consente non solo di accedere a tutte le informazioni necessarie, ma anche di compiere azioni dirette attraverso gli applicativi aziendali già in dotazione, interagendo semplicemente in linguaggio naturale.
Per chi crea contenuti e applicazioni, la novità è Cortex Code — o CoCo, come viene definito internamente —, l’agente AI dedicato all’assistenza nella programmazione. Il sistema aiuta gli sviluppatori ad attingere da qualsiasi sorgente dati e a realizzare soluzioni software in modo rapido e sicuro. Le idee possono trasformarsi velocemente in pipeline di lavoro, applicazioni o agenti intelligenti, sempre attraverso il linguaggio naturale.
In realtà, CoCo si spinge ben oltre le funzioni di un comune assistente di codice. Si configura infatti come un agente conversazionale avanzato capace di fare da intermediario tra i dati e i testi finalizzati alla loro gestione, anche al di fuori dei tradizionali linguaggi di programmazione. È possibile utilizzarlo per gestire migrazioni di dati, valutare i carichi di lavoro o rilasciare applicazioni in produzione. Al suo interno, CoCo interpreta l’ambiente aziendale a cui si interfaccia Snowflake, le tabelle e i protocolli di sicurezza per supportare l’utente nella creazione di soluzioni rapide e ad alta affidabilità.

Il problema della frammentazione dei dati
Ma a questo punto, incalza il CEO, si presenta un altro ostacolo da superare: la frammentazione dei dati. Negli anni, infatti, le informazioni aziendali si stratificano in silos applicativi a causa dei differenti formati imposti da software, sistemi legacy e cloud provider che qualche volta sono progettati per non comunicare tra loro. Mettere insieme e uniformare tutto questo patrimonio informativo è un’operazione estremamente difficoltosa. Tuttavia, è anche uno degli obiettivi principali che Snowflake si pone nel supportare le imprese per diventare delle Agentic Enterprise.
Tuttavia, unificare i dati risolve solo metà del problema; è altrettanto fondamentale renderli pronti per essere utilizzati dalle applicazioni enterprise. Questo comporta l’integrazione di una serie di funzionalità cruciali che spaziano dal controllo dei dati alla compliance, passando per l’auditing e la cybersecurity. La data platform di Snowflake parte proprio da questi presupposti. Le informazioni non vengono semplicemente centralizzate, ma vengono rese anche sicure, certificate e pronte per alimentare l’intelligenza artificiale.

A supporto di questa visione è stata presentata la testimonianza di Julie Sweet e Manish Sharma, rispettivamente CEO e Chief Strategy and Services Officer di Accenture. Il colosso della consulenza non solo propone la tecnologia di Snowflake ai propri clienti, ma la applica anche internamente per ottimizzare la produttività. Sharma ha infatti evidenziato come oggi l’intera infrastruttura software di Accenture si appoggia sullo stack tecnologico di Snowflake. Questa sinergia ha permesso alle due aziende, nel contesto di un’importante partnership strategica, di sviluppare una serie di soluzioni personalizzate. Tali soluzioni sono state capaci di generare valore concreto grazie alla combinazione tra intelligenza artificiale e gestione avanzata dei dati.
La testimonianza di Anthropic
Verso la fine della presentazione è salita sul palco un’ospite importante: Daniela Amodei, co-fondatrice e presidente di Anthropic. Anthropic, racconta Amodei, è un fornitore di intelligenza artificiale su larga scala che si fa promotore di un’innovazione tecnologica in grado di evolvere a una velocità senza precedenti. Fino a cinque anni fa nessuno utilizzava l’AI generativa o i Large Language Model. Oggi, invece, le aziende leader li considerano una parte integrante della propria strategia di business. Uno dei motivi di questa rapida diffusione è legato proprio al continuo miglioramento dei modelli di intelligenza artificiale guidato da organizzazioni in prima linea, come Anthropic.

La discussione è passata poi rapidamente su un argomento che molti attendevano: il futuro dell’intelligenza artificiale. Amodei ha affrontato la questione con una prospettiva originale, spiegando che Anthropic non suggerisce mai ai propri clienti di sviluppare un prodotto o un servizio basandosi esclusivamente sulle capacità attuali dei modelli, sia suoi che di altri. Piuttosto, considerata la rapidità con cui la tecnologia sta progredendo, consiglia di focalizzarsi su quale debba essere la migliore versione possibile del servizio per l’utente finale e lavorare già in quella direzione. La vera sfida diventa però riuscire a conciliare un’innovazione che sia veloce e sicura al tempo stesso. Ed è soprattutto per questa problematica che Anthropic ha scelto di rivolgersi principalmente al mercato enterprise.
In realtà, continua la discussione tra Ramaswamy e Amodei, risulta estremamente difficile fare una previsione di crescita, anche sulla scorta dell’esperienza diretta delle due aziende. Anthropic è nata cinque anni fa con un team di sole 15 persone e oggi ne conta circa 3.500. Dell’azienda, così come della tecnologia, tutto è cambiato radicalmente. Non solo i modelli, ma anche i prodotti, fino alle modalità di gestione dell’infrastruttura e all’approccio al mercato. Quello che Anthropic ha cercato di mantenere immutato, tuttavia, è l’empatia verso il cliente; un elemento chiave per comprenderne i problemi e identificare le soluzioni più efficaci. Anche perché, come sottolineato in chiusura, il percorso di forte crescita vissuto da Anthropic assomiglia spesso a quello dei suoi stessi clienti.
Lo Snowflake Summit 2026 è appena cominciato, ma promette già di essere dirompente sotto molti punti di vista. Se non avete avuto la possibilità di partecipare, potete seguire tutti gli annunci sul nostro sito e sulla pagina dedicata all’evento.
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Dario Maggiorini
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