quanto pesano e come ridurle — idealista/news


Quando si decide di stipulare un finanziamento per l’acquisto di una casa, bisogna prendere in considerazione tutti i costi accessori legati all’operazione. Fra questi, vi rientrano anche le spese di incasso della rata del mutuo: degli oneri fissi previsti dalla banca per ogni versamento periodico. 

Indicativamente fino a 5 euro per ogni operazione, per quanto singolarmente irrisori possono pesare in modo sensibile sul bilancio complessivo del piano di finanziamento. Per questo, è utile informarsi preventivamente, sia presso la banca che utilizzando strumenti online per trovare il mutuo migliore.

Cosa sono le spese di incasso rata?

Quando si sottoscrive un mutuo, oltre al tasso nominale annuo – ovvero il TAN – bisogna considerare anche tutti i costi accessori. Ma cosa sono le spese per l’incasso delle rate? In linea generale, si tratta di commissioni ricorrenti che l’istituto di credito applica per gestire tutte le operazioni amministrative legate alle rate. Entrando maggiormente nel dettaglio, possono coprire:

  • l’attivazione e il mantenimento dei flussi telematici necessari al trasferimento dei fondi;
  • la contabilizzazione, automatica o manuale, della quota capitale e della quota interessi versate;
  • l’aggiornamento del piano di ammortamento, progressivo nel tempo;
  • l’emissione delle quietanze di pagamento, la rendicontazione annuale e altre necessità informative previste per legge.

È importante sapere che le spese d’incasso non sono legate al tasso d’interesse né incluse nel calcolo degli interessi passivi, ma contribuiscono al TAEG, cioè al costo totale del finanziamento. Per questo, può essere utile effettuare una simulazione del mutuo, per conoscere quanto effettivamente si andrà a pagare nel tempo. 

Ma le spese d’incasso del mutuo sono illegali? Nonostante questa convinzione si sia diffusa rapidamente sui social network negli ultimi tempi, questi addebiti sono legittimi. È però indispensabile che vengano indicati in modo chiaro e trasparente nel contratto, nel Foglio Informativo e nel PIES, come previsto dalla normativa sulla trasparenza bancaria.

Quali sono le spese d’incasso della rata del mutuo?

È inoltre utile conoscere quali siano le principali tipologie dei costi per l’incasso delle rate. Come precedentemente accennato, questi oneri rientrano tra le spese ricorrenti del mutuo e possono comprendere:

  • le commissioni d’incasso della rata standard, cioè l’addebito più comune, applicato a ogni scadenza della singola rata;
  • le spese di avviso o di quietanza di pagamento, spesso abbinate all’incasso, per l’invio di comunicazioni da parte della banca;
  • le spese di gestione pratica dell’incasso delle rate, come l’aggiornamento dei sistemi informativi, il dossier del mutuo, la progressione del piano d’ammortamento. 

Ancora, è bene sapere che i costi d’incasso possono variare anche a seconda di specifici canali di pagamento: generalmente sono più contenuti con addebito diretto automatico SEPA, mentre alcune banche applicano condizioni diverse per bonifici o pagamenti manuali o telematici.

Da cosa dipendono le spese d’incasso

Per valutare correttamente la sostenibilità di un piano di finanziamento, ed evitare di trovarsi con esborsi non previsti, è necessario valutare tutti i costi di un mutuo. A questo scopo, da cosa dipendono le spese d’incasso per la rata?

L’ammontare di questi oneri può variare in funzione di molti fattori. In particolare, a determinare le maggiori fluttuazioni sono:

  • la tipologia di mutuo, perché finanziamenti a tasso fisso, tasso variabile o con condizioni speciali – come i mutui under 36 – possono presentare condizioni diverse di pagamento;
  • le politiche commerciali della banca, perché ogni istituto di credito definisce in autonomia le proprie tariffe;
  • le modalità di pagamento, perché alcune banche prevedono sconti o operazioni gratuite utilizzando specifici metodi, come ad esempio l’addebito diretto;
  • la durata e l’importo del finanziamento, che possono influenzare il peso delle condizioni accessorie, comprese appunto le rate d’incasso.

Quanto costano le spese d’incasso sul mutuo

Passando a un piano maggiormente pratico, quanto effettivamente costano le spese d’incasso sulle rate del mutuo? Sebbene ogni istituto di credito sia libero di impostare le proprie tariffe, generalmente la media oscilla dagli 1 ai 5 euro per ogni rata mensile, con picchi di 8 euro in casi meno frequenti.

Per quanto possano sembrare costi irrisori, bisogna valutare che:

  • più le rate sono frequenti, maggiori sono i costi da sostenere. Di conseguenza, il peso delle spese d’incasso e maggiore per mutui con scadenza mensile, anziché trimestrale o semestrale;
  • l’effetto cumulativo nel tempo è significativo, tanto da comportare un esborso di diverse centinaia di euro aggiuntive per l’intera durata del mutuo.

Qual è il peso di queste spese nel tempo

Per comprendere realmente l’impatto dei costi d’incasso della rata, è utile considerare la loro evoluzione nel tempo. Se si considera un finanziamento con rate mensili, e delle spese d’incasso di 2 o di 5 euro, si arriva a spendere:

  • in 10 anni, tra i 240 e i 600 euro;
  • in 20 anni, dai 480 ai 1.200 euro;
  • in 30 anni, dai 720 ai 1.800 euro.

In altre parole, su un mutuo trentennale, la differenza tra un istituto di credito che chiede un euro per ogni incasso di rata e una banca che ne esige invece 5, comporta una differenza totale di 1.440 euro complessivi. 

Ma le spese d’incasso del mutuo sono detraibili? A discapito delle credenze comuni, questi costi non rientrano nelle agevolazioni sugli interessi passivi e le spese accessorie legate ai mutui: non concorrono, quindi, al 19% di detrazione IRPEF.

Come non pagare le spese d’incasso della rata del mutuo?

Infine, è bene verificare se esistano delle modalità che permettano di ridurre – o, addirittura, eliminare – le spese d’incasso della rata del mutuo. Sebbene le condizioni siano differenti a seconda dell’istituto di credito, è possibile:

  • prediligere offerte promozionali o mutui online, perché molte banche azzerano o riducono fortemente questo costo per determinate categorie di clienti o con pacchetti dedicati;
  • procedere a una negoziazione mirata in sede d’istruttoria, chiedendo la possibilità di azzerare o ridurre queste spese, anche in virtù di una forte solidità creditizia;
  • aprire un conto corrente interno alla banca, con addebito automatico, che spesso garantisce l’eliminazione delle spese d’incasso, sempre a seconda delle condizioni offerte;
  • valutare la surroga verso un altro istituto di credito, che potrebbe offrire condizioni migliori anche sul fronte delle spese d’incasso;
  • richiedere formalmente alla banca una rinegoziazione bilaterale, proponendo la riduzione o l’eliminazione di tali oneri.

In linea generale, è decisamente più semplice ottenere condizioni più vantaggiose con un’attenta ricerca prima della sottoscrizione del mutuo, mentre in itinere il processo è più complesso. In questo caso, un’ottima posizione reddituale e una costante precisione nei pagamenti possono essere fondamentali nel convincere la banca a una rinegoziazione.


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 Marco Grigis

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