La riconferma di Lucia Chiatti va letta dentro una scelta di continuità . Il rinnovo abbraccia l’intero assetto degli organi sociali dell’associazione per il triennio 2026-2029. In questa cornice il ruolo marchigiano assume un peso specifico: la presenza di una manager culturale nel Direttivo consolida un canale nazionale per due istituzioni che lavorano su produzione, programmazione lirica e festival multidisciplinare.
Aggiornamento redazionale: informazioni verificate al momento della pubblicazione, con attenzione a date, incarichi, composizione degli organi e contesto dell’assemblea milanese.
La decisione del 24 maggio al Teatro Grassi
Il passaggio formale si colloca nella giornata conclusiva dell’assemblea dei soci. Dopo l’esame dei progetti in corso e delle attività istituzionali previste nei mesi successivi, l’associazione ha approvato il bilancio consuntivo 2025 e ha rinnovato all’unanimità gli organi sociali per il mandato 2026-2029. La conferma di Chiatti entra quindi in un rinnovo complessivo della governance, con una linea di presidenza già definita e un Direttivo operativo per l’intero triennio.
Il luogo conta. Il Teatro Grassi, sede storica del Piccolo Teatro di Milano, ha ospitato il momento associativo dentro una due giorni costruita attorno ai festival e ai pubblici internazionali. La nomina arriva in un contesto in cui la rappresentanza dei festival viene collegata alla capacità di progettare su scala nazionale ed europea.
Il Direttivo 2026-2029: presidenza confermata e rete nazionale
Francesco Maria Perrotta è stato confermato presidente. Il Consiglio direttivo risulta composto da Franco Belletti per Ravenna Festival con funzione di vicepresidente; Cecilia Balestra per Milano Musica; Lucia Chiatti per Macerata Opera Festival e Fondazione Pergolesi Spontini Jesi; Maurizio Cuzzocrea per AREA SUD; Cristian Della Chiara per Rossini Opera Festival; Massimo Mercelli per Emilia Romagna Festival; Roberto Naccari per Santarcangelo dei Teatri; Onofrio Piccolo per Jazz Italian Platform; Michele Punzi per Festival della Valle d’Itria e Agata Tomsic per Polis Teatro Festival.
L’organo di controllo è stato rinnovato con Giuseppe Campana alla presidenza, insieme a Franco Calabretto per il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone e Augusto Masiello per il Festival Maggio all’infanzia di Bari. Come invitato permanente per il settore Musica è indicato Hermann Schnitzer del Südtirol Festival Merano. La composizione restituisce una mappa chiara: musica, teatro, arti performative e piattaforme multidisciplinari siedono nello stesso organismo decisionale.
Perché la conferma pesa per le Marche
Il dato marchigiano supera la sola presenza in consiglio. La rappresentanza affidata a Chiatti è ancorata a due piattaforme di produzione, Macerata Opera Festival e Fondazione Pergolesi Spontini Jesi. Per un network nazionale questo significa avere nel Direttivo una figura che lavora sul rapporto tra festival, teatro di tradizione, bilanci, programmazione artistica e relazioni istituzionali.
La conseguenza concreta riguarda la capacità di portare nei tavoli associativi una pratica quotidiana maturata tra due città con funzioni diverse. Jesi concentra il lavoro della Fondazione Pergolesi Spontini, Macerata porta il peso simbolico e produttivo dello Sferisterio. La riconferma rende stabile questo raccordo nel periodo in cui i festival italiani sono chiamati a rafforzare cooperazione, sostenibilità economica e pubblico internazionale.
Il profilo di Chiatti tra Jesi, Macerata e reti associative
Il percorso professionale spiega perché questa riconferma si innesta su incarichi già operativi. Dal settembre 2020 Chiatti è direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini; dal 1 gennaio 2022 dirige il Consorzio Marche Spettacolo; da gennaio 2025 ricopre anche la sovrintendenza a Macerata nell’ambito dell’accordo di partenariato tra i due teatri di tradizione marchigiani.
Il percorso nei network associativi precede il rinnovo attuale. Dal 16 maggio 2023 è nel Direttivo di Federculture e dal 24 giugno 2023 in quello di ItaliaFestival. La sequenza aiuta a leggere la decisione del 2026 come consolidamento di una funzione di rete più che come avanzamento curriculare. Qui sta il punto tecnico: il Direttivo agisce sulla posizione dei festival dentro i processi nazionali di rappresentanza, lasciando ai singoli enti la gestione dei cartelloni.
Il passaggio milanese e il tema dei pubblici internazionali
La due giorni milanese ha legato l’assemblea a un confronto più ampio. Il 23 maggio, dentro il programma Interesse Pubblico – Connecting International Audiences, il Piccolo Teatro ha messo al centro la platea internazionale, l’audience development e il modo in cui teatri e festival costruiscono relazione con comunità che attraversano lingue e circuiti artistici.
Il collegamento con la nomina è operativo. Un Direttivo chiamato a rappresentare festival italiani nel triennio 2026-2029 entra in funzione mentre il settore ragiona su accessibilità , traduzione, mobilità degli artisti e nuove abitudini del pubblico. La presenza di Chiatti in quel tavolo porta il punto di vista di istituzioni che lavorano tanto sulla produzione quanto sulla mediazione con i territori.
Cosa cambia adesso per Pergolesi Spontini e Macerata Opera Festival
La riconferma agisce sulla rappresentanza associativa, distinta da direzioni artistiche, cartelloni e assetti amministrativi dei singoli enti. Il suo effetto si misura nella possibilità di portare in sede nazionale questioni che incidono sul lavoro quotidiano dei festival: produzione, internazionalizzazione, sostenibilità economica e formazione del pubblico.
Per la Fondazione Pergolesi Spontini e per Macerata Opera Festival il beneficio potenziale è la continuità . Un mandato triennale consente di seguire dossier nel tempo, costruire alleanze e trasformare linee associative in progetti. Questo vale soprattutto per chi opera tra festival, teatro musicale e politiche territoriali, dove ogni decisione richiede programmazione anticipata e interlocuzioni solide.
Il punto da chiarire: una nomina di rete distinta dai cartelloni
La riconferma va separata da ogni lettura immediata sui programmi artistici. Chiatti siede nel Direttivo come rappresentante di festival e istituzioni culturali, al di fuori di annunci su nuove produzioni o variazioni nei calendari già presentati. La distinzione è importante perché evita di attribuire alla nomina effetti che appartengono invece alle singole governance locali.
La sua portata è più strutturale. Nei festival il valore della rete emerge quando un problema locale diventa tema nazionale: attrazione del pubblico giovane, equilibrio economico delle produzioni, rapporti con i partner europei e capacità di documentare l’impatto culturale. Il Direttivo serve proprio a tradurre queste esigenze in una posizione collettiva.
Una continuità che guarda oltre il mandato
Chiatti ha sintetizzato il senso del nuovo incarico con una frase essenziale: «Sono onorata e profondamente grata». La parte sostanziale della dichiarazione lega la fiducia ricevuta a un impegno verso Festival Pergolesi Spontini, Macerata Opera Festival e rete dei soci. È qui che la riconferma assume valore: come investimento sulla capacità di unire progettazione locale e rappresentanza nazionale.
Nel triennio 2026-2029 la partita sarà questa. I festival dovranno dimostrare di saper essere piattaforme culturali stabili, capaci di parlare ai territori e di muoversi dentro reti europee sempre più selettive. La presenza di una manager con incarichi paralleli tra Jesi e Macerata offre alle Marche un presidio già inserito in quella conversazione.
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 Junior Cristarella
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