Pino Monaco, Soglie da Civitella a Urbino


La mostra va letta come un dispositivo a due sedi. Civitella del Tronto offre il primo corpo dell’esperienza, con il rapporto fra fotografia e luogo di frontiera. Urbino aggiunge una seconda lettura, perché porta immagini contemporanee del paesaggio dentro uno spazio legato alla formazione artistica di Raffaello. La sequenza sposta Soglie dal calendario delle mostre al terreno della geografia culturale.

Dati consolidati: apertura a Civitella il 30 maggio alle 18, chiusura il 30 agosto 2026, tappa urbinate dal 5 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027, curatela di Umberto Palestini e catalogo cartonato di circa 200 pagine.

Sommario dei contenuti

Il calendario definisce già la struttura della mostra

Soglie inaugura sabato 30 maggio 2026 alle 18 a Palazzo De Thermes, a Civitella del Tronto. La tappa abruzzese prosegue fino al 30 agosto 2026. La data di chiusura ha un peso preciso: colloca l’esposizione dentro l’intera stagione estiva del borgo e consente una fruizione lenta, coerente con il tempo richiesto dalle immagini di Monaco.

La seconda fase è fissata a Urbino, nella Bottega Giovanni Santi della Casa Natale di Raffaello, dal 5 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027. La distanza fra estate e inverno cambia il modo di avvicinare le fotografie: a Civitella il paesaggio fotografato entra in risonanza con un borgo fortificato; a Urbino la stessa ricerca si misura con una casa museo in cui la storia dell’apprendimento artistico resta parte dello spazio.

Il ruolo attivo di Palazzo De Thermes

Palazzo De Thermes è centrale perché il tema della soglia precede l’allestimento. L’edificio ha visto concludersi lavori di rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione della vulnerabilità sismica su una porzione dell’immobile. Una mostra dedicata ai margini e agli attraversamenti entra quindi in uno spazio che ha già attraversato una trasformazione concreta: da immobile da recuperare a presidio civile e culturale.

La sede rende leggibile anche la scelta di Civitella del Tronto. Il borgo è associato alla sua fortezza e a un’idea di limite territoriale. Collocare qui fotografie dedicate a spazi abbandonati, altopiani e orizzonti marini significa far dialogare il paesaggio rappresentato con il paesaggio storico della visita. La mostra comincia prima della sala, nel tragitto che porta al palazzo.

Che cosa entra in mostra

Il percorso raccoglie fotografie di grande formato dedicate in prevalenza al paesaggio. La selezione comprende lavori inediti realizzati negli ultimi anni e opere già riconosciute nella ricerca dell’autore sul tema della natura. Il nucleo visivo attraversa spazi abbandonati e superfici montane, fino alla linea marina, con una tensione costante verso la percezione rallentata.

Il titolo Soglie va preso alla lettera. Monaco non fotografa il passaggio come semplice varco fisico: lo tratta come condizione dello sguardo. Un altopiano può diventare superficie mentale, un orizzonte marino può diventare esercizio di distanza, un luogo residuale può produrre una forma inattesa di vitalità. La mostra organizza queste condizioni senza ridurle a tema decorativo.

Dal Terzo paesaggio a Soglie: la continuità più importante

Il precedente decisivo è Terzo Paesaggio, esposto nel 2025 a L’Arca, Laboratorio per le arti contemporanee di Teramo. Quel progetto era dedicato ai luoghi residuali, interpretati come spazi di biodiversità e nuova vitalità. Il percorso comprendeva 22 opere stampate su carta cotone 100%, una video intervista all’artista e un’articolazione su sale espositive affiancate da uno spazio multimediale.

Soglie riprende quel baricentro e lo allarga. Il residuo, prima osservato come area lasciata ai margini dell’intervento umano, entra ora in rapporto con superfici più estese e con orizzonti di confine. La continuità sta nel metodo: Monaco cerca il punto in cui il paesaggio smette di essere scenario e diventa un organismo percettivo.

Perché Gilles Clément aiuta a capire il lavoro

Il riferimento al Terzo paesaggio nasce dal pensiero del paesaggista francese Gilles Clément. Nella ricerca di Monaco il concetto assume una forma fotografica precisa: il luogo marginale viene osservato come deposito di possibilità ecologica, non come semplice area degradata. Questo passaggio spiega perché la bellezza delle immagini non coincide con il pittoresco.

La fotografia agisce qui come selezione e responsabilità. Tagliare una porzione di spazio significa attribuirle un valore, sottraendola all’invisibilità. In questo senso il lavoro di Monaco è culturale prima ancora che estetico: obbliga il visitatore a riconsiderare ciò che di solito resta fuori dal centro dell’immagine.

Campo Imperatore e Adriatico, due modi di misurare il confine

Le serie più recenti portano dentro Soglie due registri distinti. Campo Imperatore viene affrontato come superficie altra, quasi planetaria, con una qualità metafisica che allontana l’altopiano dalla consueta iconografia naturalistica. Gli orizzonti del mare Adriatico lavorano invece sulla linea e sulla sospensione, trasformando la distanza in un’esperienza visiva.

La forza del progetto nasce dal confronto fra questi due poli. L’altopiano costringe a perdere familiarità con la terra; il mare chiede di abitare la linea. In entrambi i casi la fotografia documenta un luogo e registra il momento in cui quel luogo modifica la postura di chi guarda.

La cronologia dei progetti recenti chiarisce il passaggio

La scansione dei lavori recenti dell’autore aiuta a leggere il nuovo percorso. Nel repertorio pubblico dei progetti compaiono Pianeta nel 2025, Terzo Paesaggio nel 2024 e Ultramar nel 2024. Questa sequenza mostra una ricerca che passa dalla materia terrestre alla linea marina, con un’attenzione sempre più marcata per ambienti percepiti come soglie dello sguardo.

Da qui deriva una deduzione solida: Soglie si presenta come ricomposizione ragionata di immagini. Riordina traiettorie già presenti e le porta dentro un racconto espositivo unitario, dove il paesaggio è inteso come campo di trasformazione visiva.

Chi è Pino Monaco e perché questa mostra arriva ora

Pino Monaco è nato a Zurigo nel 1964 e vive a Giulianova. Inizia a fotografare nel 1982 con una macchina a telemetro del padre; nel 1987 acquista una reflex e l’anno successivo espone per la prima volta a Teramo. La formazione include corsi di fotografia creativa a Roma e Milano con Franco Fontana e Giuliana Scimè.

La biografia conta perché restituisce un autore cresciuto dentro pratiche fotografiche differenti. Nel 1992 il progetto Sulla Strada viene pubblicato su Ottagono con un testo di Biagio Cepollaro. Nel 1993 Reportage urbano usa diapositive senza macchina fotografica, con incarti trasparenti di caramelle e trasferibili di ambito architettonico inseriti nei telai. Questa fase sperimentale spiega la libertà con cui Monaco tratta oggi il paesaggio: l’immagine è sempre costruzione, scelta e dispositivo mentale.

La curatela di Umberto Palestini pesa sulla forma del percorso

Umberto Palestini, storico della fotografia e critico d’arte, ha un profilo che rende la curatela particolarmente coerente con il progetto. È stato titolare della cattedra di Teoria e Metodo dei Mass Media all’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1984 al 2020 e ha diretto l’istituzione dal 2000 al 2010 e dal 2014 al 2020.

La sua esperienza sulle arti visive permette di collocare il lavoro di Monaco dentro una tradizione precisa, evitando una lettura soltanto atmosferica del paesaggio. Soglie richiede esattamente questo: dare ordine a immagini che funzionano per campi larghi e mutamenti minimi della percezione.

La tappa di Urbino cambia la temperatura storica del progetto

La Casa Natale di Raffaello offre al progetto una sede densa. Il museo si trova in via Raffaello 57 e comprende sale espositive nella Bottega di Giovanni Santi. La dimora fu acquistata nel 1460 dal padre di Raffaello, che vi organizzò la propria bottega; in quel contesto il giovane Raffaello apprese le prime nozioni di pittura.

Portare lì fotografie contemporanee di paesaggio crea un incontro netto tra memoria figurativa e percezione attuale. Il visitatore passa da un luogo associato all’origine della formazione pittorica a immagini che interrogano la crisi dello sguardo contemporaneo. L’effetto curatoriale è preciso: la soglia supera il ruolo di soggetto delle fotografie e diventa il passaggio tra due modi di pensare l’immagine.

Il Festival del Giornalismo Culturale rende esplicito il tema dei confini

La speciale presentazione collegata al Festival del Giornalismo Culturale 2026 inserisce Soglie in un contesto tematico già dichiarato. L’edizione urbinate è dedicata ai confini e si svolge dall’8 all’11 ottobre 2026. Il tema intercetta direttamente il lavoro di Monaco, perché la sua fotografia lavora proprio sul punto in cui un paesaggio cambia natura percettiva.

Il festival allarga il discorso dalle arti visive all’informazione culturale. Per la mostra questo significa uscire dalla sola dimensione espositiva e diventare materia di riflessione pubblica: che cosa accade quando una linea geografica o mentale modifica il nostro modo di leggere il territorio?

Il catalogo cartonato di circa 200 pagine, annunciato da Edizioni Arti Grafiche della Torre, rappresenta una parte strutturale del progetto. La fotografia di paesaggio ha bisogno di sequenza: nello spazio espositivo l’opera si impone per scala, nel libro si verifica per ritmo e relazione fra immagini.

La pubblicazione permette di confrontare serie diverse e di ricostruire il passaggio dai luoghi residuali agli orizzonti aperti. La visita offre l’urto della presenza fisica; il catalogo consente un secondo tempo dello sguardo, indispensabile per un lavoro costruito sulla lentezza.

Guida pratica senza dati non confermati

Per Civitella del Tronto sono confermati sede, inaugurazione e periodo di apertura. Gli orari settimanali di visita non risultano ancora consolidati nel perimetro pubblico verificabile e vanno controllati vicino alla data di ingresso. Questa distinzione evita di trasformare un dato organizzativo mobile in informazione definitiva.

Per Casa Raffaello, gli orari ordinari indicati oggi per la fascia 1 novembre-28 febbraio prevedono apertura dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, con ultimo ingresso nei trenta minuti finali e chiusura il 25 dicembre e il 1 gennaio. Trattandosi di una tappa futura, la verifica della sede resta necessaria prima della visita.


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 Junior Cristarella

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