La stagione 2026/2027 della Giovine Orchestra Genovese va letta come un programma di ascolto progressivo. L’inaugurazione bachiana non è un semplice titolo di richiamo: colloca subito il pubblico davanti a una scrittura in cui i ruoli strumentali cambiano di concerto in concerto. Il programma istituzionale della GOG fissa date, interpreti e nuclei tematici; il perimetro della presentazione pubblica resta coerente con l’avvio bachiano del 19 ottobre e con la partecipazione all’ottobre paganiniano.
Nota di servizio: i programmi indicati come in via di definizione restano tali fino a nuova comunicazione dell’organizzazione. Date, orari e modalità di vendita possono essere modificati dalla GOG per esigenze artistiche, tecniche o per causa di forza maggiore.
Sommario dei contenuti
Le coordinate essenziali: sede, durata e prima serata
Il cartellone principale si svolge al Teatro Carlo Felice di Genova da lunedì 19 ottobre 2026 a lunedì 24 maggio 2027. La sede unica non è un dettaglio logistico: dal 1991 la stagione della GOG si svolge al Carlo Felice e questo rapporto stabilizza una forma di ascolto cittadino che unisce società concertistica e grande sala teatrale. La prima serata è alle 20:30, orario che torna come riferimento di tutto il calendario.
L’apertura è affidata all’Akademie für Alte Musik Berlin. L’ensemble è stato fondato a Berlino nel 1982 e lavora sulla prassi storicamente informata. Il programma inaugurale è dedicato a Johann Sebastian Bach con i Concerti Brandeburghesi. La scelta di Akamus rende concreta la natura dell’avvio: non una lettura genericamente barocca, bensì un ingresso nella stagione attraverso equilibrio timbrico, mobilità dell’organico e attenzione alla funzione interna di ogni strumento.
Perché i Brandeburghesi sono la chiave della stagione
I Concerti Brandeburghesi funzionano come una dichiarazione di metodo. Bach non costruisce sei pagine equivalenti per brillantezza esterna: mette in gioco assetti strumentali diversi, rapporti mutevoli tra solo e tutti e un’idea di virtuosismo che nasce dalla struttura. L’ascoltatore non segue soltanto un tema riconoscibile; osserva come il concerto prende forma attraverso il dialogo degli strumenti.
Questo avvio permette di leggere meglio anche ciò che segue. Il cartellone insiste sul virtuosismo, sull’accostamento fra opere celebri e pagine meno consuete, sulla presenza di interpreti chiamati a far emergere la logica profonda dei programmi. In questa prospettiva Bach non resta confinato al 19 ottobre. Diventa la prima lente per interpretare una stagione che alterna orchestra da camera, recital pianistico, voce, quartetto e programmi di confine.
Il secondo lunedì porta Paganini dentro il cartellone
Il 26 ottobre 2026 la GOG entra nell’ottobre paganiniano con Giuseppe Gibboni e i Ventiquattro Capricci per violino solo op. 1 di Niccolò Paganini. La sequenza Bach-Paganini cambia subito il peso del primo segmento: dopo il virtuosismo concertante dei Brandeburghesi arriva una prova di esposizione assoluta affidata a un solo violinista.
Gibboni ha vinto nell’ottobre 2021 il Primo Premio al 56° Premio Paganini di Genova, ottenendo anche il premio del pubblico e due riconoscimenti speciali per le interpretazioni dei Capricci e del Concerto di Paganini. Portarlo al Carlo Felice con l’integrale dei Capricci significa ricondurre la stagione a un nodo identitario della città, perché il repertorio non viene evocato in modo celebrativo: viene messo davanti alla sua prova più esigente.
Novembre costruisce il corpo cameristico della stagione
Il mese di novembre è il primo vero banco di lettura del cartellone. Il 2 novembre Marco Rizzi e Andrea Lucchesini accostano Scarlatti, Respighi, Bartók e Ravel, con un programma che passa dalla tastiera al duo violino-pianoforte e arriva alla scrittura novecentesca attraverso il Tempo di Ciaccona dalla Sonata per violino solo. Il 9 novembre i Festival Strings Lucerne, con Daniel Dodds violino e direttore e Xavier De Maistre all’arpa, aprono Händel alla dimensione dell’arpa, includono Dowland, Boieldieu e la Serenata per archi op. 48 di Čajkovskij.
Il 16 novembre il Wanderer Trio porta Mendelssohn, Liszt e Ravel; il 23 novembre il Fauré Quartet con Janne Saksala attraversa Schumann, Volker David Kirchner e il Quintetto Die Forelle di Schubert. Il 30 novembre Lucas Debargue sposta il pianoforte fra Gershwin e Musorgskij, con Rapsodia in Blu, una rielaborazione legata a Summertime e i Quadri di un’Esposizione. Il mese non procede per semplice alternanza di nomi: mette in fila modi diversi di intendere la camera, dal trio ottocentesco alla trascrizione pianistica di grande respiro.
Da dicembre a gennaio: jazz, giovani solisti e Beethoven pianistico
Il 14 dicembre 2026 Enrico Pieranunzi torna nel suo terreno più riconoscibile con Pieranunzi plays Morricone, insieme a Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. L’inserimento del trio jazz dentro una stagione di classica non è una deviazione: la GOG ha una storia che include aperture al jazz e ad altri repertori quando il progetto artistico mantiene qualità di scrittura e responsabilità interpretativa.
Il 21 dicembre Alexandra Dovgan affronta Bach, Schubert, Chopin e Rachmaninov, passando dalla Toccata in mi minore BWV 914 alla Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36. Dopo la pausa, il 18 gennaio 2027 Ettore Pagano e Maximilian Kromer lavorano su Beethoven e sulla Sonata per arpeggione D 821 di Schubert. Il 25 gennaio Nelson Goerner colloca la Hammerklavier op. 106 al centro di un recital che comprende Janáček e Schumann. In tre settimane il pianoforte passa così da colore novecentesco e memoria romantica a una delle architetture più severe del repertorio beethoveniano.
Il 2027 è il segmento beethoveniano più denso
Il bicentenario della morte di Beethoven nel 1827 dà al 2027 una funzione specifica. La GOG inserisce due appuntamenti con Ilya Gringolts e Peter Laul, il 1° febbraio e il 10 maggio, dentro un progetto di integrale delle Sonate per violino e pianoforte destinato a proseguire nella stagione successiva. La scelta di non comprimere tutto in una sola annata valorizza l’ascolto nel tempo e consente di seguire il ciclo come costruzione progressiva.
Il 22 febbraio arriva Sir András Schiff con programma ancora in via di definizione. L’8 marzo Frieder Bernius dirige Stuttgart Hofkapelle und Kammerchor nella Missa solemnis in re maggiore op. 123, pagina che sposta il focus dal recital alla dimensione corale e orchestrale. Il 15 marzo la Stuttgart Philharmonic Orchestra con Ymar Caguing e Simon Zhu è indicata con programma da definire; il dato già rilevante è la presenza di Zhu, vincitore del Premio Paganini 2023 e autorizzato a misurarsi anche con il simbolo materiale della tradizione violinistica genovese, il Cannone di Guarneri del Gesù del 1743 in occasioni legate al concorso.
Aprile e maggio aprono il cartellone al presente
Il 22 marzo Alexander Gadjiev chiude il mese con un recital che accosta Beethoven, Takemitsu, Debussy, Liszt e Schumann. Il 12 aprile Clayton Stephenson propone Ravel, Nina Simone, Schumann, Albéniz, Oscar Peterson e Gershwin: il percorso mette sullo stesso asse acqua, danza, jazz e repertorio americano senza sciogliere tutto in un programma di facile effetto.
Il 19 aprile VOCES8 porta Give Me Your Stars, itinerario vocale che va da Orlando di Lasso e Bach a Lucy Walker e Nat King Cole. Il 26 aprile l’Alinde Quintet mette a confronto Ligeti, Reicha e Schönberg, con una linea dedicata al quintetto di fiati come laboratorio di colore. Il 3 maggio Grigory Sokolov torna al Carlo Felice con programma in via di definizione. Dopo la seconda data Gringolts-Laul del 10 maggio, il 17 maggio An Irish Night introduce musica, song e dance irlandesi con Caitlin Nic Gabhann, Aoife Ní Bhriain, Derek Hickey e Birkin Tree. La chiusura del 24 maggio è affidata a Brooklyn Rider con Citizenship Notes, programma che collega Haydn, Matana Roberts, Gabriel Kahane, Bob Dylan e Beethoven.
Abbonamenti e biglietti: la struttura dei prezzi
Gli abbonamenti alla stagione GOG 2026/2027 sono acquistabili da mercoledì 3 giugno 2026. La prelazione sul posto scade venerdì 31 luglio e da martedì 1° settembre sarà possibile cambiare posto. L’abbonamento a tutti i concerti costa 410 euro in primo settore, 360 euro in secondo settore e 290 euro in terzo settore; la tariffa ridotta per chi sottoscrive entro il 31 luglio scende rispettivamente a 400 euro, 350 euro e 280 euro. Per il pubblico over 65 la griglia è 370 euro, 325 euro e 260 euro, con riduzione anticipata a 360 euro, 315 euro e 250 euro.
Gli abbonamenti liberi partono anch’essi dal 3 giugno: 5 concerti a 110 euro, 8 concerti a 170 euro e 12 concerti a 225 euro. Le riduzioni per abbonati di istituzioni convenzionate, soci Coop, tessere Basko e Unigesenior portano gli stessi pacchetti a 100 euro, 150 euro e 200 euro. La scelta dei posti per questi pacchetti è prevista dal 21 settembre. La fascia A comprende Akamus, Festival Strings Lucerne, András Schiff, Stuttgart Hofkapelle und Kammerchor, Stuttgart Philharmonic Orchestra e Grigory Sokolov; il limite massimo di concerti di fascia A cresce con la dimensione del pacchetto.
I biglietti singoli saranno acquistabili da lunedì 5 ottobre. Per la fascia A i prezzi sono 50 euro, 40 euro e 30 euro secondo il settore; under 30 e possessori di Carta Giovani Nazionale pagano 15 euro e gli under 18 10 euro. Per la fascia B i prezzi sono 30 euro e 20 euro, con tariffa giovani a 12 euro e under 18 a 6 euro. Il diritto di prevendita è indicato in 1 euro; i biglietti ridotti per giovani si acquistano esclusivamente la sera del concerto.
GOG Card e Abbonamento Giovani: accesso agevolato senza perdere il posto numerato
La GOG Card costa 50 euro ed è riservata agli spettatori under 20, agli studenti di Conservatorio e agli studenti dell’Università di Genova under 30. Permette l’accesso ai 24 concerti della stagione e richiede documento d’identità insieme all’attestato di iscrizione quando necessario. L’acquisto parte da martedì 1° settembre 2026.
L’Abbonamento Giovani costa 110 euro ed è rivolto agli under 30 e ai possessori della Carta Giovani Nazionale. I posti, in poltrona numerata, potranno essere scelti da lunedì 14 settembre 2026. La differenza pratica è chiara: la GOG Card massimizza l’accesso all’intera stagione per chi rientra nei requisiti più stretti, l’Abbonamento Giovani dà una formula di ingresso più ampia e strutturata per un pubblico under 30.
Il peso storico della GOG dentro questa stagione
La Giovine Orchestra Genovese nasce a Genova nel 1912 come orchestra giovanile e nel tempo sposta il proprio baricentro verso l’organizzazione di concerti di musica classica e da camera. L’atto di fondazione viene fatto risalire al 5 gennaio 1912, con Padre Giovanni Semeria e Mario Barbieri. Dal dopoguerra la GOG ha consolidato la propria identità di società organizzatrice, fino a costruire un archivio di quasi duemila concerti e una storia attraversata da interpreti di primo piano.
Il rapporto con il Teatro Carlo Felice pesa in modo particolare. Il teatro ospita la stagione GOG dall’ottobre 1991 e offre alla società concertistica una sala stabile in cui la programmazione può misurarsi con pubblici diversi. Nel nostro archivio, l’approfondimento Carlo Felice, Samuel Lee guida Shostakovich a mani nude racconta lo stesso spazio da una prospettiva sinfonica. Qui la funzione cambia: la GOG usa il Carlo Felice come luogo di continuità cameristica e come piattaforma per ensemble internazionali.
La lettura complessiva del cartellone
Il disegno della stagione è più compatto di quanto possa sembrare dalla sola successione dei nomi. Bach stabilisce la grammatica dell’ascolto, Paganini radica il cartellone nella città, Beethoven dà al 2027 una tensione storica precisa. Intorno a questi poli ruotano programmi pianistici, formazioni cameristiche, voce, jazz e tradizione irlandese.
La vera informazione utile per il pubblico è la leggibilità anticipata del percorso. Chi vuole costruire un abbonamento libero può individuare subito le serate di fascia A e scegliere come distribuire i programmi più esposti; chi segue i giovani interpreti trova Gibboni, Dovgan, Pagano, Gadjiev, Zhu e Stephenson dentro contesti diversi; chi preferisce gli ensemble può orientarsi su Akamus, Festival Strings Lucerne, Stuttgart Hofkapelle und Kammerchor, VOCES8, Alinde Quintet e Brooklyn Rider. Il cartellone non somma presenze: organizza un anno di ascolto con soglie riconoscibili.
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Junior Cristarella
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