una fotografia della rete culturale civica


A Milano, gli spazi culturali permanenti di pertinenza comunale disegnano una geografia diffusa che attraverso il centro e i diversi quartieri della città: 29 biblioteche, 4 depositi, 32 tra musei e spazi espositivi, 22 teatri e 1 parco urbano d’arte contemporanea (ArtLine, nel parco di CityLife). Oltre 300mila metri quadrati per custodire il patrimonio, ospitare attività, contribuire alla qualità dello spazio pubblico e all’aggregazione sociale. È il sistema che il primo Annual Report redatto da Palazzo Marino, relativo all’anno 2025 e appena presentato in Sala Fontana al Museo del Novecento dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e dal Direttore Centrale Cultura Domenico Piraina, definisce Hardware culturale.

Il sistema culturale civico di Milano. Tra spazi e attività diffuse in città

Sulla rete materiale dei luoghi della cultura si innesta una componente non meno essenziale per profilare il lavoro della Direzione Cultura di Milano, il cosiddetto Software culturale, cioè l’insieme delle attività che animano ogni anno la rete culturale milanese. Nel 2025 sono state realizzate 72 mostre temporanee negli spazi civici, oltre a spettacoli, festival, progetti di arte pubblica, iniziative nei quartieri, palinsesti cittadini e attività didattiche per famiglie e scuole, con oltre 12mila appuntamenti che hanno coinvolto più di 450mila partecipanti, e l’obiettivo di raggiungere pubblici diversi e rendere la cultura sempre più aperta e accessibile.

A cosa serve e come si legge l’Annual Report della Direzione Cultura di Milano

Del resto, lo scopo del Report è proprio quello di fornire a chiunque voglia consultarlo (è disponibile online, in versione integrale in formato PDF, con le sue 100 pagine) uno strumento agile e immediato per comprendere la dimensione reale del sistema culturale civico. Come funziona la macchina della Direzione Cultura (che conta 910 dipendenti, pari al 6,7% del personale del Comune di Milano)? E come vengono investite le risorse stanziate per alimentare il sistema? Il Report prova a fornire tutte le risposte. “La Direzione Cultura è una struttura complessa, composta da sedi, servizi, processi e professionalità molto diverse, che ogni giorno rendono possibile il funzionamento del sistema culturale civico” spiega Tommaso Sacchi “Questo documento aiuta a vedere l’insieme, a comprendere le connessioni e a valorizzare il lavoro spesso invisibile che sostiene l’offerta culturale della città”.

Gli investimenti per la cultura a Milano. Tra spettacolo dal vivo e biblioteche

Nel 2025, il bilancio complessivo della Direzione Cultura ha raggiunto quasi 73 milioni di euro, con un incremento significativo degli investimenti in conto capitale, pari a circa 30 milioni di euro. Un dato da leggere in prospettiva, visto l’impegno profuso nel rafforzamento delle infrastrutture culturali del futuro.
Scomponendo il computo delle risorse impiegate, infatti, lo spettacolo riveste un ruolo centrale, assorbendo circa il 64% della spesa corrente non vincolata; ma sul fronte degli investimenti, circa metà delle risorse in conto capitale 2025 è destinata al settore delle biblioteche, con gli allestimenti della nuova biblioteca Lorenteggio (1,3 milioni di euro) e la realizzazione del deposito robotizzato della futura BEIC. Anche le entrate registrano una crescita del 17,6% rispetto al 2024, grazie all’aumento dei proventi delle biglietterie museali, che superano i 3 milioni di euro, e delle royalties legate alle mostre, che passano da circa 605mila a oltre 805mila euro.

Progetti realizzati e da realizzare per la cultura a Milano

Tra i contenuti più significativi del 2025 emergono l’apertura del CASVA negli spazi dell’ex mercato coperto del quartiere QT8, come nuovo polo dedicato alla memoria progettuale e alla cultura contemporanea; ma anche, come detto, il consolidamento delle biblioteche (prossimamente anche a beneficio della biblioteca di Quarto Oggiaro, con il contributo di Vogue World) e il sostegno al sistema dello spettacolo, dalle rassegne alla programmazione dei teatri stabili cittadini. Poi il rafforzamento del patrimonio civico, attraverso restauri, digitalizzazioni, acquisizioni e donazioni. E gli interventi per la sicurezza, con oltre 1,5 milioni di euro spesi nel solo 2025, oltre a quelli per l’accessibilità delle sedi. Sono 17 i cantieri aperti segnalati nel report, accanto a numerosi riallestimenti e restauri. Si segnala, inoltre, l’aumento degli investimenti europei destinati a progetti infrastrutturali in ambito culturale: dalla BEIC alla nuova Biblioteca Lorenteggio, dalla Magnifica Fabbrica – Laboratori e Depositi del Teatro alla Scala (il primo stralcio del progetto, con l’incredibile are verde sotto all’impalcato del vecchio stabilimento della Lambretta sarà pronto già a settembre) all’estensione del Museo del Novecento alla seconda torre dell’Arengario con tanto di passerella sospesa tra le due ali.

Cos’è il Soft Power culturale

E un focus è dedicato proprio al Soft Power culturale, cioè la capacità della produzione culturale civica di generare attrazione, reputazione, relazioni nazionali e internazionali. “Anche i numeri delle mostre temporanee” spiega Sacchi “confermano la capacità attrattiva del sistema. Nel 2025 i visitatori delle mostre negli spazi espositivi civici sono 949.812. Se a questo dato sommiamo quello dei visitatori dei musei civici, che è 1.774.510, vediamo che il sistema culturale civico ha accolto nei propri musei e spazi espositivi ben 2.724.322 visitatori”. E la corrispondente crescita dei proventi museali “dimostra una valorizzazione economica più efficace delle produzioni culturali, quindi una maggiore capacità del sistema di sostenere nuove progettualità, partnership e investimenti”. Perché il report del 2026 possa consegnare dati ancora più incoraggianti.

Livia Montagnoli

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