Emissioni nette di gas a effetto serra dell’upstream diminuite del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’upstream entro il 2030 e di Eni entro il 2035. Sono numeri importanti quelli che emergono dal report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A Just transition”, che illustra i risultati raggiunti nel corso dell’anno e le azioni intraprese verso la transizione energetica. Giunto alla ventesima edizione, il documento è pensato per accrescere la conoscenza da parte degli stakeholder della strategia e dell’impegno di Eni.
«In un contesto macroeconomico e geopolitico incerto e volatile, accentuato dal protrarsi del conflitto in Ucraina e dalla recente escalation delle tensioni in Medio Oriente, il sistema energetico globale sta attraversando una fase di profonda turbolenza, in cui diventa imprescindibile affrontare in modo integrato sicurezza degli approvvigionamenti, competitività economica e obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale» afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. «Il perseguimento bilanciato di questi obiettivi, senza i quali non c’è transizione giusta per le persone e i territori, richiede scelte industriali guidate da una visione di lungo periodo. Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente. Tutto ciò ci consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto e di proseguire con coerenza nel nostro percorso di trasformazione».
Eni for 2025 ripercorre i principali risultati conseguiti nel corso dell’anno secondo le cinque direttrici di integrazione della sostenibilità sociale ed ambientale nel modello di business: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. L’abbattimento delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’upstream è stato conseguito anche grazie al controllo costante delle emissioni di metano e al raggiungimento del target di zero routine flaring per le attività operate. Ancora, Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del 41% sull’anno precedente, proseguendo verso il target di 15 GW al 2030, oltre ad aver messo in esercizio in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, con una capacità di 200 MW. Enilive ha già realizzato tre bioraffinerie e sono in realizzazione tre ulteriori progetti in Italia e due all’estero, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 i 5 milioni di tonnellate di capacità di lavorazione, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di biocarburanti HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e Saf (Sustainable Aviation Fuel). Nel 2025 è stata inoltre costituita, in joint venture con il fondo di private equity Gip, la società satellite della Carbon Capture & Storage (Ccs) che valorizzerà i progetti di cattura e stoccaggio del portafoglio Eni.
Tecnologia e innovazione restano il motore del modello di transizione di Eni: nel 2025 l’azienda ha stanziato oltre 460 milioni di euro per attività di ricerca e sviluppo, open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera, con particolare attenzione alla fusione a confinamento magnetico e al supercalcolo, alle tecnologie di bioraffinazione, al riciclo chimico delle plastiche e alle soluzioni per la cattura e stoccaggio della CO₂.
Al centro del modello Eni restano le persone: l’azienda opera nel rispetto dei più elevati standard etici e dei principali framework internazionali, promuovendo sicurezza, diritti umani e inclusione. Eni si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere Uni PdR 125:2022. Nel corso dell’anno ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale per l’accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari, oltre che per la diversificazione economica, la formazione e salute delle comunità, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui opera tramite iniziative realizzate in partnership con gli stakeholder – partner, istituzioni, Ong, organizzazioni internazionali e comunità locali – per continuare a generare valore condiviso e duraturo.
L’impegno nella gestione e riduzione delle emissioni delle operazioni ha radici consolidate nel tempo: già dai primi anni 2000, le best practice adottate nella gestione degli asset hanno portato allo sviluppo di sistemi di monitoraggio e rendicontazione sempre più strutturati delle emissioni Ghg, accompagnati da iniziative volte a ridurre le emissioni dirette. A partire dal 2016, con l’evoluzione del contesto internazionale e delle aspettative degli stakeholder, tale approccio si è tradotto nella definizione dei primi target pubblici volti a migliorare le performance emissive degli asset operati. Dal 2020 Eni ha successivamente strutturato un percorso di decarbonizzazione estendendo gli obiettivi anche alle emissioni indirette lungo la catena del valore dei prodotti ener-getici al fine di raggiungere la Neutralità Carbonica al 2050.
Le leve e le tecnologie individuate da Eni nel piano di decarbonizzazione interessano in maniera trasversale i diversi business, e vengono adottate e modulate in maniera mirata e con orizzonti temporali che tengono conto della maturità tecnologica e commerciale delle singole soluzioni. Dal 2018 al 2025, Eni ha implementato azioni che hanno contribuito, da un lato, alla riduzione delle emissioni Scope 1+2, connesse alle proprie operazioni, agendo prioritariamente su flaring, metano e attraverso interventi di efficienza energetica volti alla riduzione dei consumi di fonti fossili. Dall’altro lato, tali azioni hanno inciso anche sulla riduzione delle emissioni lungo la catena del valore (Scope 3), in particolare attraverso sinergie tra le attività tradizionali e i business legati alla transizione, nonché interventi di portafoglio. Oltre a proseguire con tali azioni, le iniziative previste da Eni per ridurre nel tempo l’intensità emissiva netta (Scope 1+2+3) si articoleranno su più direttrici, che agiscono sia sulla riduzione delle emissioni operative sia sull’evoluzione del portafoglio energetico. Con riferimento al 2030, un importante contributo sarà dato dal miglioramento delle performance operative, una crescita del peso del gas rispetto al petrolio nel mix produttivo e il progressivo sviluppo di soluzioni a minore intensità carbonica, tra cui biocarburanti e rinnovabili. «Siamo convinti che solo attraverso un approccio integrato, capace di coniugare crescita, responsabilità e disciplina industriale, sia possibile generare valore duraturo. Continueremo quindi a operare con visione e pragmatismo, contribuendo alla costruzione di un sistema energetico più sicuro, inclusivo e progressivamente sempre più sostenibile» conclude l’a.d. Descalzi.
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