ChatGPT al 46,4%, Gemini al 27,7%


La parola quota diventa ambigua appena cambia il denominatore. Qui indica la parte di persone uniche raggiunte da ciascun assistente. Una classifica delle visite al sito oppure dei rinvii verso pagine esterne produce numeri differenti perché osserva azioni diverse.

Perimetro: le percentuali principali non comprendono ricavi, richieste API, uso incorporato in prodotti terzi o qualità delle risposte.

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Maggio lascia a ChatGPT un margine di 18,7 punti

Gemini e Claude insieme arrivano al 38,0%. Rimangono 8,4 punti sotto ChatGPT. Gli altri assistenti raccolgono il 15,6% e i primi tre concentrano l’84,4% della platea misurata. La maggioranza assoluta è terminata. La concentrazione rimane alta.

La terna numerica pubblicata da Sensor Tower coincide con quella ripresa da ANSA. Il confronto aritmetico aggiunge un’informazione decisiva: nessun singolo rivale è vicino al sorpasso e la somma dei due inseguitori principali si colloca già a meno di dieci punti dal leader.

True Audience conta una persona una sola volta

True Audience unisce gli utenti delle applicazioni mobili con quelli del web e deduplica le sovrapposizioni. Chi apre lo stesso assistente dallo smartphone e dal browser entra una sola volta nel conteggio. La procedura evita che un servizio molto usato su più superfici sembri più grande soltanto per la moltiplicazione degli accessi.

La percentuale deriva da una stima di mercato. Non equivale a un registro universale di ogni account attivo. Acquista senso soltanto accanto al nome della metrica e al mese osservato.

Marzo segna il passaggio sotto la metà

ChatGPT era ancora sopra il 50% in gennaio. Il primo mese sotto soglia è marzo. A maggio l’app ha oltrepassato un miliardo di utenti attivi mensili in circa tre anni, primato temporale riportato anche da Reuters. Le due serie convivono senza contraddizione.

Una quota relativa scende quando il denominatore cresce più in fretta del numeratore. ChatGPT ha continuato ad aggiungere utenti. Gemini e Claude hanno ampliato la propria base a un ritmo superiore. La perdita della maggioranza descrive la redistribuzione della crescita e non una fuga generalizzata dal prodotto.

Gemini cresce dentro Android e i servizi Google

Gemini dispone di ingressi già presenti nei servizi Google e nell’ambiente Android. L’utente incontra l’assistente durante attività che svolge già e deve compiere meno passaggi per provarlo. La distribuzione anticipa la scelta del prodotto e amplia la platea anche senza una ricerca volontaria di una nuova applicazione.

La quota misura l’adozione e non assegna un voto alla qualità delle risposte. Un servizio già distribuito raggiunge persone che non avrebbero scaricato un’app separata. Il vantaggio di Google nasce dal numero di occasioni di accesso oltre che dalle capacità del sistema.

Claude intercetta chi abbandona un altro servizio

Il 28 febbraio le disinstallazioni statunitensi dell’app ChatGPT sono salite del 295% in un giorno dopo l’accordo di OpenAI con il Pentagono. TechCrunch ha riportato lo stesso scarto. Claude ha poi superato temporaneamente ChatGPT nei download quotidiani negli Stati Uniti.

L’episodio dimostra che una decisione societaria produce spostamenti misurabili fra servizi. Quel sorpasso temporaneo non basta a spiegare la quota mondiale di maggio. Mostra però quanto sia breve la distanza fra dissenso, disinstallazione e prova di un concorrente.

Utenti, visite e rinvii non sono intercambiabili

Similarweb misura il peso dei principali chatbot attraverso le visite ai rispettivi siti. Le applicazioni mobili e la deduplicazione fra dispositivi appartengono a un altro conteggio.

Statcounter osserva invece i rinvii dai chatbot verso pagine esterne attraverso le stringhe di provenienza. Un assistente molto usato che raramente indirizza il lettore altrove pesa poco in quella serie. Un servizio orientato alla ricerca sul web pesa di più.

Le tre basi rispondono a domande separate. True Audience riguarda persone uniche tra app e web. Il traffico dei domini riguarda visite. I rinvii descrivono passaggi verso altri siti. Sostituire una percentuale con un’altra altera il confronto.

Il tempo d’uso supera il raddoppio annuale

Le ore trascorse nelle applicazioni di IA generativa sono stimate a 36 miliardi nel primo semestre 2026 contro 17,2 miliardi nello stesso semestre del 2025. L’aumento è di 18,8 miliardi di ore e vale circa il 109%. TechRadar ha riportato la medesima progressione.

Gli acquisti dentro le applicazioni sono attesi oltre 4 miliardi di dollari nel semestre con un aumento del 36% sul secondo semestre 2025. La crescita delle ore e della spesa allarga lo spazio economico disponibile. I concorrenti guadagnano terreno dentro una categoria che assorbe più tempo e più denaro.

Il primato di utenti non coincide con quello dei ricavi

La parte di persone raggiunte non dice quanti utenti acquistano un abbonamento. Non misura neppure il ricavo medio per utente o la spesa di calcolo sostenuta dal fornitore. Un assistente con una platea minore incassa di più quando vende più abbonamenti oppure serve impieghi professionali disposti a pagare.

Per giudicare la tenuta di una piattaforma servono almeno quattro grandezze: persone raggiunte, ritorno degli utenti, ricavo medio e spesa di erogazione. La quota di maggio copre soltanto la prima. Le altre decidono quanta crescita diventa margine.

L’uso parallelo di più assistenti diventa normale

Passare da un assistente all’altro richiede pochi secondi quando l’attività consiste in una domanda, una ricerca o la revisione di un testo. La cronologia, le impostazioni personali e gli archivi caricati aumentano invece la spesa di trasferimento nei lavori continuativi. Il mercato combina sostituzione rapida con legami più forti nei progetti lunghi.

La perdita della maggioranza accelera la specializzazione. Un utente assegna compiti diversi a servizi diversi e conserva quello che offre la resa più adatta a ciascun bisogno. La fedeltà riguarda il singolo lavoro più del marchio.

Per le imprese il fornitore unico diventa una dipendenza

Una quota elevata fra i consumatori non garantisce continuità contrattuale, prezzo stabile, residenza dei contenuti o clausole di uscita favorevoli. Le aziende devono separare la popolarità dell’assistente dalla tenuta del servizio acquistato.

I processi aziendali più esposti richiedono portabilità delle consegne, test di accettazione, registri delle risposte e regole di accesso. Conservare questi materiali fuori dal singolo fornitore abbassa la spesa di trasferimento quando cambia il prodotto oppure cambia la politica commerciale.


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 Junior Cristarella

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