Il sisma ha coinvolto due ambienti con vulnerabilità diverse. Nei centri abitati le ricognizioni hanno cercato lesioni e disservizi. Nel canyon di Samaria il compito immediato riguardava la caduta di massi lungo un itinerario stretto con centinaia di persone già in cammino. Separare i due piani consente di capire perché l’assenza di danni agli edifici abbia convissuto con una chiusura preventiva del parco.
Magnitudo: i cataloghi hanno pubblicato stime discordanti. Il testo conserva la cronologia condivisa e non attribuisce alla sequenza un numero definitivo che le reti strumentali non condividono.
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Una sequenza locale nel mare a est di Gavdos
Le localizzazioni strumentali collocano entrambi gli epicentri a est di Gavdos. La vicinanza nello spazio e nel tempo permette di trattare i due episodi come una sequenza locale. Il movimento più energetico ha prodotto l’avvertimento più esteso nella parte meridionale di Creta.
I controlli sono partiti subito a Gavdos e nei comuni cretesi che avevano avvertito le oscillazioni. Le segnalazioni raccolte non hanno portato a un bilancio di feriti o danni strutturali. La risposta locale si è concentrata sugli ambienti esposti alla caduta di roccia, dove una scossa avvertibile richiede un’ispezione anche quando gli edifici non mostrano lesioni.
Le magnitudo pubblicate dai cataloghi non coincidono
La stima più alta circolata nei primi lanci italiani proveniva dal catalogo EMSC. Reuters lo ha ripreso nel proprio dispaccio e Adnkronos lo ha inserito nella notizia dedicata alla Creta. Il National Observatory of Athens ha assegnato una stima inferiore. Anche USGS e GFZ hanno collocato il terremoto sotto la cifra iniziale diffusa in Italia.
La divergenza nasce dalla scala adottata e dalla parte di segnale disponibile oltre che dalla geometria delle stazioni e dal momento in cui il calcolo viene riesaminato. Una scheda automatica usa i primi arrivi registrati. Il riesame successivo aggiunge forme d’onda e correzioni strumentali. Due agenzie possono così rappresentare lo stesso terremoto con numeri diversi senza che una delle due stia localizzando un altro evento.
Fare una media aritmetica tra cataloghi sarebbe scorretto. Le stime non sono misure omogenee raccolte con la stessa procedura. Il dato editoriale corretto è la forchetta tra le reti insieme all’orario e alla localizzazione condivisi.
Nei centri abitati non sono stati accertati danni
Le verifiche svolte dopo le scosse non hanno individuato lesioni strutturali né persone ferite. La percezione di un terremoto e il danno prodotto misurano fenomeni diversi. La prima dipende dall’energia arrivata in superficie e dalla distanza. Il secondo dipende anche dalla risposta degli edifici e dalle condizioni del terreno.
La distinzione conta nel caso di Gavdos. Un’oscillazione nettamente avvertita non obbliga a presumere danni costruiti. In una gola rocciosa la stessa oscillazione impone invece di controllare pareti e passaggi perché piccoli distacchi possono interessare il sentiero senza lasciare tracce nei centri abitati.
Samaria, i due percorsi assegnati ai 566 visitatori
Al momento delle scosse nella gola di Samaria si trovavano 566 visitatori. Il sentiero attraversa il canyon da Xyloskalo verso Agia Roumeli e non offre un’uscita laterale rapida lungo ogni tratto. L’allontanamento è stato organizzato secondo la posizione già raggiunta da ciascun gruppo.
Circa 100 persone che non avevano superato il sesto chilometro sono tornate verso l’ingresso settentrionale. Gli altri visitatori si trovavano più vicini all’abitato di Samaria e hanno proseguito verso l’uscita meridionale di Agia Roumeli. La ripartizione riduceva la distanza residua dentro il canyon per entrambi i flussi. Kathimerini ha registrato la stessa suddivisione degli accessi.
Tutte le 566 persone hanno lasciato la gola senza ferite. Durante l’uscita non sono state osservate cadute di massi sul tracciato. ERT News ha documentato il termine dell’operazione e LiFO ha confermato che nessun visitatore era rimasto all’interno.
Il 21 giugno senza ingressi nella gola di Samaria
La gola resterà chiusa ai visitatori domenica 21 giugno 2026. L’ente OFYPEKA ha adottato la sospensione degli accessi seguendo le indicazioni dell’OASP, l’organismo greco che si occupa di pianificazione e protezione antisismica. La disposizione riguarda l’intero itinerario del parco.
Sabato erano già presenti centinaia di escursionisti e la scelta più sicura consisteva nell’accompagnarli verso l’uscita raggiungibile con il tragitto minore. Domenica l’assenza di nuovi ingressi permette ai tecnici di percorrere il canyon senza gruppi esposti sotto le pareti. Si tratta di due decisioni adottate in momenti diversi della stessa emergenza.
L’ispezione riguarda il sentiero e i versanti che lo sovrastano. La chiusura deriva dalla necessità di osservare zone non controllabili a distanza anche se l’evacuazione si è conclusa senza distacchi lungo il tracciato. Cretalive ha registrato la sospensione per l’intera giornata di domenica.
“Foreshock” e scossa principale sono nomi assegnati dopo la sequenza
Il primo evento viene indicato come foreshock soltanto dopo la comparsa di un terremoto più energetico nella stessa area. Prima delle 12:37 era una scossa autonoma. La terminologia descrive l’ordine osservato a posteriori e non una previsione effettuata sei minuti prima.
IRIS usa questa classificazione retrospettiva per distinguere la scossa precedente dal mainshock. La stessa regola vale per gli aftershock, riconoscibili come repliche dopo un evento maggiore. Le etichette aiutano a ordinare una sequenza già registrata e non anticipano la sua evoluzione.
Gavdos sopra il sistema di subduzione ellenico
Gavdos si trova nell’avanarco ellenico, il settore del Mediterraneo orientale dove la litosfera africana scende sotto il dominio egeo. La deformazione distribuita lungo questo margine alimenta la sismicità a sud di Creta. Uno studio pubblicato su Scientific Data colloca l’isola nella fascia di avanarco compresa tra Creta e la fossa ellenica.
L’assetto regionale non identifica da solo la faglia responsabile delle scosse del 20 giugno. Per assegnare il movimento a un segmento servono localizzazioni ipocentrali ben vincolate e meccanismi focali compatibili. I bollettini disponibili descrivono la posizione del terremoto e non autorizzano un’attribuzione più stretta.
Ierapetra in aprile e Gavdos in giugno appartengono a settori distinti
Il terremoto del 24 aprile vicino a Ierapetra interessò il settore sudorientale di Creta. La sequenza del 20 giugno è localizzata presso Gavdos a sud dell’isola. I cataloghi registrano i due episodi separatamente e non li uniscono in una sola serie sismica.
La distinzione geografica evita di trattare ogni terremoto percepito a Creta come la replica di quello precedente. L’isola affaccia su un margine esteso dove eventi diversi possono interessare settori lontani del sistema tettonico.
Kourtaliotiko chiuso domenica per il pericolo di distacchi
Anche la gola di Kourtaliotiko, nel territorio di Rethymno, resterà chiusa domenica 21 giugno. Il Comune di Agios Vasileios e OFYPEKA hanno adottato congiuntamente la sospensione dopo la sequenza sismica a est di Gavdos.
La motivazione riguarda il pericolo di caduta massi e altri fenomeni lungo le pareti. L’avviso vieta l’ingresso nel canyon per la giornata di domenica. RethNea ha registrato la stessa disposizione e la data indicata dall’amministrazione locale.
Samaria e Kourtaliotiko ricadono sotto decisioni emanate da autorità diverse. La ragione comune è l’esposizione dei visitatori sotto versanti ripidi che richiedono ricognizioni sul posto dopo una sollecitazione sismica.
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Junior Cristarella
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