Bilancio Ue 2028-2034, Irlanda al lavoro sulle entrate


La riunione di giugno ha conservato gli importi ciprioti come base provvisoria. La prossima bozza dovrà collegare ogni richiesta di spesa alla relativa copertura. Il mandato all’Irlanda nasce da questa esigenza.

Precedente interno: il nostro articolo del 12 giugno ha esaminato la bozza cipriota con le cifre e la ripartizione fra programmi. Il testo odierno parte dalla decisione assunta dai leader il 19 giugno.

Sommario dei contenuti

All’Irlanda la bozza del 15 ottobre

Il testo pubblicato da Consilium assegna alla presidenza irlandese la revisione della bozza negoziale entro il Consiglio europeo del 15 ottobre 2026. Il testo dovrà portare le posizioni nazionali verso una cifra comune e una formula condivisa per le entrate.

Costa ha reso esplicita la consegna sulle risorse proprie. Servono ricavi aggiuntivi per chiudere l’accordo di dicembre. L’Irlanda assume la presidenza del Consiglio il 1° luglio e presenterà il testo in ottobre. La presidenza coordina i gruppi di lavoro e redige le versioni successive. Ogni cifra rimane sottoposta all’unanimità dei governi.

Dicembre riguarda l’intesa dei leader

L’accordo indicato da Costa è politico. Il regolamento del bilancio pluriennale non nasce dalla conferenza stampa e il vertice non ha approvato alcuna cifra finale. La formula registrata anche da ANSA fissa il termine entro il quale i ventisette intendono sciogliere i veti sui massimali di spesa e sui ricavi europei.

Il mese di dicembre è il termine politico indicato per la trattativa fra governi. L’adozione giuridica prosegue nel 2027 attraverso il regolamento MFF e la decisione sulle risorse proprie. Gli atti dei singoli programmi seguono la stessa intesa politica.

Il 2027 è riservato agli atti dei programmi

Le norme dei singoli fondi devono essere approvate e i programmi devono ricevere una base giuridica. Le amministrazioni nazionali e regionali devono predisporre bandi e piani. Il Consiglio europeo collega la scadenza del 2026 a questa catena di atti.

Senza quel margine l’Unione arriverebbe al gennaio 2028 con stanziamenti autorizzati e canali di spesa ancora incompiuti. Il riferimento di Costa alla continuità dei flussi riguarda l’intervallo fra decisione politica e avvio amministrativo.

Il Trattato contiene una clausola tampone: se il nuovo MFF non è adottato entro il 31 dicembre 2027, i massimali dell’ultimo anno precedente continuano. La clausola non istituisce i programmi 2028-2034. La continuità evocata da Costa riguarda l’avvio delle nuove regole e la capacità di assumere impegni nel nuovo ciclo.

La bozza cipriota non vincola i governi

Il documento dell’11 giugno è una base di trattativa. Non contiene un accordo. Il Consiglio dell’Unione europea attribuisce al testo natura non vincolante e richiama la regola secondo cui nessuna partita si chiude finché l’intero pacchetto non riceve l’assenso dei governi.

La riunione del 19 giugno ha prodotto uno scambio di vedute e un mandato alla presidenza irlandese. Nessun importo è stato adottato. Gli scostamenti inseriti da Cipro conservano natura negoziale fino all’intesa unanime.

Le entrate proprie decidono il compromesso

Il bilancio Ue è finanziato soprattutto dai versamenti nazionali calcolati sul reddito nazionale lordo. Fra le altre entrate figurano i dazi doganali e una componente IVA. A queste si affianca il contributo sulla plastica non riciclata. Il negoziato sulle risorse proprie riguarda il peso dei bilanci statali e il rimborso del debito NextGenerationEU.

La proposta della Commissione comprende quote dei proventi ETS e CBAM. Prevede contributi legati ai rifiuti elettronici non raccolti e al tabacco. La Corporate Resource for Europe, sigla CORE, aggiunge una somma annuale per le imprese con fatturato netto superiore a 100 milioni di euro nell’Unione. Nessuna delle cinque voci ha ancora ottenuto l’unanimità.

Le cinque voci incidono in modi differenti sui conti nazionali. La base e-waste misura il materiale non raccolto in ciascuno Stato e genera un contributo nazionale. ETS e CBAM trasferiscono all’Unione quote di ricavi oggi nazionali. Il capitolo tabacco segue le accise minime. CORE ricade sulle imprese comprese nel perimetro. Le capitali non hanno accettato il pacchetto e la Commissione ha chiesto altre proposte nazionali, richiesta registrata da Euractiv.

La frattura fra contributori netti e beneficiari registrata da Reuters nasce qui. I primi chiedono una bolletta nazionale più bassa. Gli altri difendono stanziamenti per agricoltura e coesione. Il mandato irlandese cerca entrate capaci di accorciare quella distanza senza abbassare ulteriormente la spesa.

Due Consigli con compiti diversi

Il Consiglio europeo riunisce i leader e orienta il compromesso. Il Consiglio dell’Unione europea riunisce i ministri e porta il regolamento all’adozione. Le due istituzioni hanno nomi simili e competenze distinte.

L’articolo 312 del Trattato richiede l’unanimità in Consiglio e il consenso del Parlamento europeo per il regolamento MFF. La decisione sulle risorse proprie segue l’articolo 311, con voto unanime dei governi e approvazione nazionale secondo le rispettive regole costituzionali. EUR-Lex raccoglie i due articoli dei Trattati.

Il Parlamento difende un bilancio più alto

Strasburgo ha contestato il taglio inserito nella bozza cipriota e difende un volume superiore alla proposta della presidenza. Euronews ha documentato la posizione dei relatori del bilancio. Il consenso parlamentare impedisce ai governi di trattare dicembre come una partita soltanto fra capitali.

Una cifra unanime fra i ventisette dovrà ottenere anche la maggioranza dei componenti dell’Eurocamera. Il voto alza il prezzo politico di un compromesso che riduca programmi già difesi dal Parlamento o separi la spesa dalle entrate richieste.

Governi divisi sul peso dei contributi

La bozza di Cipro colloca il totale sotto la proposta della Commissione. Alcuni contributori netti chiedono un taglio più profondo. Paesi beneficiari e governi che difendono agricoltura o coesione giudicano già stretta la cifra.

Le posizioni più dure espresse al vertice, raccolte anche dal Financial Times, mostrano quanto sia stretta la mediazione fra il volume di spesa e la quota finanziata fuori dai contributi nazionali. La cifra di ottobre non esiste ancora.

L’Italia negozia entrate e allocazioni

Per l’Italia il mandato irlandese porta il capitolo delle entrate dentro il confronto sulle allocazioni. Roma deve negoziare la propria contribuzione insieme ai fondi destinati ai territori. La struttura delle risorse proprie entra nel saldo finale del Paese.

Una risorsa europea che limita il ricorso ai versamenti nazionali altera l’onere lordo anche con una dotazione di programma invariata. Un taglio alla spesa abbassa l’importo destinato ai beneficiari. Il peso assegnato a ciascuna strada orienterà la posizione italiana in autunno.


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 Junior Cristarella

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