verso 39°C, caldo oltre il 28 giugno


Il pezzo pubblicato il 14 giugno seguiva la crescita termica fino al picco successivo al 17. L’emissione del 19 giugno estende ora la durata oltre il solstizio: il caldo mantiene una presenza nazionale fino alla chiusura del mese e conserva un’anomalia positiva all’inizio di luglio.

I prossimi giorni e il termine del mese appartengono a scale previsionali diverse. Le massime vicine a 39°C riguardano località interne nel breve periodo. Oltre una settimana il segnale esprime una maggiore probabilità di temperature sopra la norma su aree estese senza assegnare la stessa massima a ogni città e a ogni giornata.

Periodo coperto: le stime cittadine riguardano il fine settimana e l’inizio della prossima settimana. Dal 22 giugno in avanti la previsione assume forma probabilistica su zone vaste.

Sommario dei contenuti

Fra il 20 e il 22 giugno, massime verso 39°C

La fascia più calda attraversa la Pianura Padana e prosegue nelle valli interne di Toscana e Lazio. Umbria e Sardegna occidentale entrano nello stesso corridoio termico. Le massime diffuse si collocano fra 36 e 38°C. I 39°C restano punte locali legate a conche poco ventilate o pianure lontane dal mare. Meteo.it colloca nello stesso intervallo i settori interni maggiormente esposti.

Domenica il calore elevato raggiunge con maggiore continuità anche Marche interne e Abruzzo. Campania centro-settentrionale e zone interne di Puglia e Basilicata vedranno temperature molto alte. Calabria tirrenica settentrionale e Sicilia orientale mostreranno picchi nelle pianure lontane dalla costa. Il bollettino della Protezione Civile traccia questa progressione geografica fino al 21 giugno.

Costa, pianura e conca avranno temperature diverse

La distanza di pochi chilometri non garantisce la stessa massima. La brezza marina limita il riscaldamento pomeridiano sulle coste esposte. Nelle ore serali l’umidità resta alta e l’evaporazione del sudore rallenta. Una località costiera con 32°C e aria umida sottopone il corpo a un carico diverso da una conca interna con 38°C e aria più secca.

Le pianure chiuse e le valli raccolgono aria calda nei bassi strati. Una ventilazione debole prolunga il ristagno. I versanti elevati conservano temperature inferiori e ospitano la convezione pomeridiana. Le elaborazioni di 3Bmeteo confermano lo scarto fra litorali e interno insieme alla maggiore severità termica in Sardegna e nella Pianura Padana.

La subsidenza scalda la massa d’aria

Il promontorio subtropicale agisce su una vasta massa atmosferica. L’aria discende e incontra pressioni crescenti. La compressione ne alza la temperatura senza richiedere un apporto esterno di calore. La subsidenza ostacola la crescita delle nubi su grandi aree del Paese e lascia molte ore di irraggiamento al suolo.

Giugno aggiunge giornate prossime alla massima durata annua. Terreni e superfici urbane accumulano energia per molte ore e la cedono dopo il tramonto. Il Met Office illustra lo stesso processo fisico nelle fasi governate da alta pressione: discesa dell’aria e riscaldamento per compressione.

Il segnale caldo supera domenica 28 giugno

Dal 22 al 28 giugno la temperatura settimanale resterà sopra la media sull’intero territorio nazionale. L’anomalia avrà maggiore consistenza al Nord-Ovest. Fra il 29 giugno e il 5 luglio il promontorio sul Mediterraneo centro-occidentale manterrà una prevalenza di giornate stabili. Il calore sopra norma interesserà soprattutto il Centro-Nord e le aree interne di Campania e Basilicata.

Una proiezione settimanale parla per medie territoriali e probabilità. Non autorizza a riportare 39°C ininterrotti fino al 30 giugno. Le corse a breve termine fissano le massime di una città. Le elaborazioni oltre sette giorni riconoscono la persistenza della massa d’aria calda e lasciano aperta l’entità del singolo picco. ECMWF usa gli insiemi previsionali proprio per rappresentare l’intervallo degli esiti atmosferici. La WMO lega tale intervallo alla natura caotica dell’atmosfera.

Minime sopra 20°C e raffreddamento notturno ridotto

Le minime superiori a 20°C avranno un peso pari alle massime pomeridiane sulla durata dell’esposizione. Il corpo dispone di meno ore fresche per disperdere il calore accumulato. RaiNews e LaPresse riportano notti oltre questa soglia in numerose città durante la fase più calda.

Asfalto e coperture assorbono radiazione durante il giorno e restituiscono energia nelle ore buie. Le strade strette fra edifici rallentano la dispersione verso il cielo. Il divario fra centro urbano e campagne cresce soprattutto nelle serate serene con vento debole. La persistenza per più giorni alimenta un accumulo giorno dopo giorno nei quartieri densamente costruiti.

Cinque città rosse sabato, otto domenica

Sabato 20 giugno il bollino rosso riguarda Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Domenica la soglia rossa raggiunge anche Bolzano e Milano. Rieti porta il totale a otto. Roma resta arancione in entrambe le giornate. Il sistema del Ministero della Salute sorveglia 27 centri urbani. La temperatura apparente massima entra nella stima. La sequenza dei giorni influenza il colore atteso.

Il rosso segnala condizioni capaci di produrre effetti negativi anche su persone sane e attive quando l’esposizione si prolunga. L’arancione concentra l’allarme sanitario su anziani e bambini piccoli oltre alle persone con malattie croniche o autonomia limitata. Il colore appartiene alla città monitorata e non rappresenta ogni comune della provincia.

Bollino sanitario e allerta meteo-idro misurano fenomeni diversi

Il bollino caldo misura la minaccia per la salute nelle città sorvegliate. L’allerta meteo-idro riguarda piogge forti e temporali insieme a frane o allagamenti. Una città rossa per il caldo non richiede per forza un’allerta temporalesca. Una zona gialla per rovesci non quantifica lo stress termico della popolazione.

Confondere le due mappe è un errore comune nei contenuti condivisi online. Colori identici appartengono a bollettini indipendenti. Nome del bollettino e data di validità stabiliscono a quale fenomeno e giorno si riferisce la mappa.

Temporali pomeridiani su Alpi e Appennino

L’anticiclone non elimina ogni rovescio. Il forte riscaldamento diurno solleva bolle d’aria lungo i pendii. Sui rilievi alpini e prealpini nasceranno temporali sparsi nel pomeriggio con locali sconfinamenti verso le pianure settentrionali. L’Appennino tosco-emiliano e alcune zone interne del Centro conserveranno celle più isolate.

Un temporale circoscritto abbassa la temperatura nel luogo colpito per un intervallo breve. La massa d’aria nazionale rimane calda. Lunedì l’instabilità potrà interessare ancora l’arco alpino senza interrompere la fase anticiclonica sul resto d’Italia. Adnkronos colloca la stessa instabilità ai margini settentrionali del promontorio.

I 39°C riguardano l’aria schermata

La massima meteorologica misura la temperatura dell’aria in condizioni schermate dal sole. Un sensore lasciato sul cruscotto o appoggiato al balcone esposto al sole registra il riscaldamento dell’oggetto e non la massima confrontabile con le stazioni meteorologiche.

Asfalto e carrozzerie raggiungono temperature superiori a quelle dell’aria. L’abitacolo chiuso accumula calore molto rapidamente. Il numero previsto per una città riguarda l’aria e non ogni superficie presente nello spazio urbano.

Torrido nell’interno, afoso vicino al mare

Torrido si riferisce a caldo molto elevato con umidità relativa più bassa. Afoso nasce dalla presenza congiunta di temperatura e vapore acqueo che frena l’evaporazione del sudore. Durante le ore centrali entrambe le condizioni richiedono la stessa prudenza pur producendo sensazioni diverse.

La temperatura percepita non sostituisce quella misurata. Riassume la risposta del corpo in presenza di umidità e ventilazione. All’aperto intervengono anche l’esposizione solare senza schermatura e il lavoro muscolare. Una temperatura moderatamente più bassa lungo la costa non coincide sempre con un carico fisiologico inferiore.


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 Junior Cristarella

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