La Provincia di Perugia restituisce alla città di Spoleto due preziose testimonianze storiche. Vescovi: “Investire nella tutela del patrimonio significa custodire la nostra identità e consegnarla alle future generazioni”
Spoleto, 19 giugno 2026 – Due tra i manufatti più rappresentativi del complesso monumentale di Villa Redenta, il Tempietto Dorico e la Meridiana del parco, sono stati restituiti alla città di Spoleto grazie agli interventi di restauro conservativo promossi e finanziati dalla Provincia di Perugia. Testimonianze di particolare pregio storico, artistico e paesaggistico, i due beni – appartenenti al patrimonio provinciale dal 1973 – tornano oggi pienamente fruibili e nuovamente apprezzabili dalla comunità.
“Oggi riconsegniamo alla città di Spoleto due elementi che fanno parte della storia e dell’identità di Villa Redenta”, ha detto il vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, intervenendo questa mattina nella Sala Monterosso della Villa in occasione della presentazione degli interventi di restauro. “Questo risultato – ha proseguito – conferma l’attenzione che la Provincia riserva al proprio patrimonio storico e monumentale e la volontà di investire concretamente nella sua conservazione. Interventi come questo rafforzano il legame tra patrimonio culturale e territorio, restituendo a cittadini, studiosi e visitatori spazi di grande bellezza, conoscenza e aggregazione”.
Gli interventi sono stati finanziati interamente con risorse proprie dell’Amministrazione provinciale. Per il restauro del Tempietto Dorico è stato investito un importo complessivo di 100 mila euro, mentre per il recupero della Meridiana l’investimento è stato di 9 mila euro. I lavori hanno richiesto rispettivamente sei e nove mesi di attività.
Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, che ha sottolineato come “Villa Redenta rappresenti uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Spoleto. Il restauro del Tempietto e il recupero della Meridiana restituiscono valore a elementi che raccontano la storia della nostra città e il rapporto tra architettura, natura e conoscenza. I lavori sono il risultato di un impegno condiviso tra istituzioni, professionisti e competenze specialistiche, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare un bene che appartiene alla comunità”.
Presente anche il consigliere regionale Stefano Lisci, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire il lavoro di tutela e valorizzazione di Villa Redenta: “Si restituisce alla città una sua parte storica, grazie a un percorso avviato sotto la guida della precedente presidente della Provincia, Stefania Proietti, quando ero vicesindaco di Spoleto, e che ho continuato a seguire da consigliere regionale, grazie alla costante collaborazione dell’attuale amministrazione provinciale presieduta da Massimiliano Presciutti e dell’ingegnere Andrea Moretti. Ora è importante che si tutelino il Tempietto e la Meridiana, una delle pochissime in Italia di questo tipo, appena restaurati, affinché non vengano deturpati, attraverso un sistema di videosorveglianza. Villa Redenta nel suo complesso va valorizzata, attraverso un concorso di idee che possa proporre un progetto di gestione duraturo, solido e lungimirante, e attraverso iniziative culturali, come potrebbero essere concerti nell’ambito del Festival dei Due Mondi”.
Proprio sul fronte della tutela e della valorizzazione del complesso, il dirigente del Servizio Patrimonio della Provincia, Andrea Moretti, ha annunciato l’intenzione dell’Ente di proseguire il programma di investimenti su Villa Redenta. È infatti in fase di predisposizione una proposta da sottoporre al Consiglio provinciale per finanziare ulteriori interventi nel parco, tra cui il restauro del teatro, la realizzazione di una delimitazione a protezione della Meridiana e l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Un impegno che conferma la volontà della Provincia di continuare a destinare risorse proprie alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale.
Nel corso dell’incontro, l’architetto Mauro Monella ha illustrato il progetto e gli interventi di restauro del Tempietto Dorico, mentre la restauratrice e storica dell’arte Laura Zamperoni ha presentato il recupero conservativo della Meridiana. L’architetto e gnomonista Francesco Rosi ha infine approfondito le caratteristiche gnomoniche della Meridiana, mettendone in luce il valore storico, scientifico e culturale.
I lavori
Inserito nello straordinario contesto paesaggistico e monumentale della storica villa settecentesca, il Tempietto Dorico rappresenta uno degli elementi più significativi del giardino storico, concepito come fulcro scenografico di un percorso ornamentale di gusto neoclassico.
I lavori hanno interessato il recupero della copertura, delle murature e delle superfici storico-artistiche, compromesse dal trascorrere del tempo e dai naturali processi di degrado. Contestualmente sono stati eseguiti interventi di consolidamento strutturale e di miglioramento del comportamento statico dell’edificio, nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche, costruttive e materiche originarie.
Particolare attenzione è stata dedicata al restauro delle superfici in pietra sponga, degli intonaci e degli elementi decorativi, attraverso operazioni di pulitura, consolidamento, stuccatura e reintegrazione cromatica condotte secondo i principi della conservazione dei beni culturali. L’intervento ha consentito di recuperare la corretta leggibilità architettonica del manufatto e di garantirne una più efficace conservazione nel tempo.
“Come accade nei migliori cantieri di restauro – ha spiegato ai partecipanti l’architetto Monella –, anche a Villa Redenta il risultato finale è nato dall’incontro di competenze diverse e dalla capacità di interpretare il carattere del luogo. Restauratori, artigiani, tecnici e maestranze hanno operato come i musicisti di un’orchestra, ciascuno con un ruolo specifico ma orientato verso un obiettivo comune. Il coordinamento delle professionalità coinvolte e il continuo dialogo con la materia storica hanno permesso non solo di conservare un’importante testimonianza architettonica, ma anche di restituire al visitatore l’atmosfera, le suggestioni e il valore culturale che rendono unico questo angolo del parco di Villa Redenta”.
Per quanto riguarda la storica Meridiana del parco, l’intervento conservativo ha interessato sia il restauro delle superfici del bene sia la sua rifunzionalizzazione come orologio solare. Prima dei lavori, il manufatto presentava alcune criticità conservative, risultava in buona parte oscurato dalla vegetazione limitrofa ed era privo di una porzione dello gnomone. Le operazioni eseguite hanno riguardato tutte le fasi di restauro necessarie alla tutela del bene, fino alla sua restituzione estetica finale.
“L’opera d’arte, costituita da elementi diversificati sia per materia sia per periodizzazione, rappresenta un unicum di pregiato valore storico-artistico nel suo genere – ha evidenziato la restauratrice Zamperoni –. L’intervento di conservazione effettuato sotto la supervisione della SABAP Umbria ha permesso di rivalorizzare un bene culturale di notevole esecuzione e di grande particolarità, concepito con probabilità per Villa Redenta già nella seconda metà del XVIII secolo. La meridiana del parco, assieme alla fontana con obelisco, alla peschiera e alla quinta teatrale, si configura senz’altro come risultato di aggraziate ed ingegnose scelte da parte di sofisticati ed illuminati committenti del passato”.
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Gilberto Scalabrini
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