Retrosi bacchetta Pizzutelli e gli ricorda 15 anni di batoste elettorali del Pd

Niente spettacolo dopo cena. Chi aveva preparato i pop corn li ha dovuto mangiare guardando altro. Sul web non è andato in onda alcun reel con il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli in blazer blu e cravatta in tinta impegnato a rispondere al Segretario cittadino Dem Stefano Pizzutelli. Non lo ha degnato della sua risposta, non l’ha ritenuto all’altezza del confronto. Così, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi, la difesa dell’azione amministrativa è stata subappaltata all’assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Retrosi. (Leggi qui: De Matthaeis simbolo dello scontro con Mastrangeli: il PD torna a fare il PD).

Un dettaglio che pesa: significa che la campagna elettorale per le Comunali del prossimo anno è ormai iniziata. E che tutta la squadra di governo è chiamata a metterci la faccia. Ma soprattutto non si vuole dare legittimazione a Stefano Pizzutelli considerandolo un interlocutore del sindaco. Ci sta, anzi è fisiologico.

Due tempi distinti ma complementari

Angelo Retrosi (Foto © Massimo Scaccia)

Retrosi costruisce il suo intervento in due tempi, distinti ma complementari. La prima parte è tutta politica. Qui non usa mezzi termini: usa un uno-due da Tyson dei tempi migliori. Dice testualmente: «il risveglio dal letargo degli ultimi quattro anni del circolo cittadino del Partito Democratico». Una frase che merita di essere messa in evidenza perché rappresenta il cuore dell’affondo politico. Il Partito Democratico, secondo l’assessore, è rimasto ai margini del confronto amministrativo per gran parte della consiliatura, riscoprendo soltanto adesso il dovere di fare opposizione.

Poi arriva il secondo colpo, un vero touchéil richiamo ai 15 anni di batoste elettorali subite dal PD nel capoluogo. Un affondo che non ha bisogno di ulteriori sottolineature. In soldoni, Retrosi manda un messaggio chiaro: prima di parlare dei cantieri, il Pd dovrebbe fare i conti con la propria irrilevanza politica degli ultimi anni.

Stop legittimo, varianti, nessun ritardo colpevole

La rotatoria di De Matthaeis a Frosinone

Poi l’assessore passa alla parte tecnica: snocciola atti, protocolli, norme e procedure. Carte alla mano, difende l’operato dell’amministrazione Mastrangeli e smonta le tesi del PD che nelle ore scorse aveva pubblicato la data prevista per la fine dei lavori rilevndo che fosse superata mentre il cantiere è ancora lì.

Le sospensioni del cantiere di De Matthaeis? «Pienamente legittime e documentate». Prima il maltempo invernale, poi l’attesa della variante della Regione Lazio per i lavori notturni, necessaria per «evitare ulteriori congestioni del traffico» e tutelare gli operai dal caldo, in linea con l’ordinanza regionale del 22 maggio 2025 sulle ondate di calore.

Nessun ritardo colpevole: il termine contrattuale è stato posticipato a fine luglio e «non risulta alcuna violazione dei tempi di esecuzione». E soprattutto: «L’intervento non ha comportato alcun incremento di spesa rispetto al quadro economico approvato». I lavori riprenderanno nell’ultima settimana di giugno per chiudersi nei tempi. Con un dettaglio urbanistico non irrilevante: il cantiere ha previsto anche nuovi marciapiedi collegati alla Fontana Bussi.

L’inaugurazione dei Piloni

Retrosi conclude ricordando che soffermarsi su un cantiere in fase di finitura è «riduttivo» rispetto alle opere consegnate negli ultimi quattro anni: dal Teatro Vittoria a Largo Turriziani, dai Piloni a Piazza Salvo D’Acquisto, dalla nuova scuola di Madonna della Neve alla Palestra Maiuri, fino alla Piazza dello Scalo, tornata a vivere con migliaia di persone nelle ultime settimane. La chiosa finale è un avviso ai naviganti«Ritengo giusto che dopo quattro anni qualcuno si ricordi della città, ma noi non cadiamo in facili strumentalizzazioni». Tradotto: astenersi perditempo, noi continuiamo a cambiare il volto di Frosinone.

La lettura politica: due significati, entrambi pesanti

Fin qui le dichiarazioni dell’assessore. C’è poi la lettura politica. La nota di Retrosi è rilevante non solo per ciò che dice ma anche per chi la dice. Fino ad oggi, ogni volta che c’è stato bisogno di difendere un cantiere, un progetto o una scelta dell’amministrazione (alcune anche impopolari) il sindaco Mastrangeli è stato sempre in prima linea. Ci ha messo sempre la faccia. Oggi no. Oggi parla l’assessore ai lavori pubblici Angelo Retrosi, uno che ha sulla scrivania i dossier più pesanti e caldi della consiliatura.

Angelo Retrosi

Questo, politicamente, significa due cose. Prima: la maggioranza Mastrangeli sta entrando in modalità campagna elettorale, distribuendo ruoli e responsabilità comunicative tra tutti i suoi effettivi. SecondaRetrosi non si limita alla replica tecnica a Pizzutelli ma rilancia anche dal punto di vista politico, mettendo in evidenza le oggettive contraddizioni del Partito Democratico.

Vedere il PD frusinate accusato di «letargo» fa effetto, ma solo fino a un certo punto. Perché il Partito, in tutta la consiliatura, non ha certamente brillato per attivismo, presenza e occupazione dello spazio dell’opposizione. Né per condivisione dell’azione politica unitaria tra gruppo consiliare e segreteria cittadina. Una criticità che non sembra affatto risolta, come dimostrano le dinamiche degli ultimi giorni in casa Dem. Stefano Pizzutelli si è assunto un compito ingrato e smisurato: superare anni di smobilitazione ed inattività che affondano le loro radici nella rovinosa spaccatura con il sindaco Michele Marini quindici anni fa. Con ogni probabilità, nessuno più di lui era adatto a svolgere questo compito: ma non essendo Mago Merlino ha bisogno dei tempi necessari: non si recuperano 15 anni di assenza in soli 15 giorni di lavoro.

Stefano Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

Se i Dem, promotori del necessario Campo Largo Riformista, vogliono davvero provare a vincere le elezioni del prossimo anno, non possono limitarsi a fare solo il «comitato di controllo dell’esecuzione dei lavori». Devono proporre anche una visione della città. Che oggi, oggettivamente, non c’è. 

Come ammoniva il teologo olandese Erasmo da Rotterdam«Le idee migliori non vengono dalla ragione ma da una lucida, visionaria follia». A Pizzutelli non manca.


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