L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del settore delle costruzioni e delle professioni tecniche per approfondire le conseguenze della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, le prospettive della riqualificazione del patrimonio esistente e le possibili risposte alle nuove esigenze dell’abitare.
Ad aprire e moderare il confronto è stato Severino Rigotti, presidente di FIMAA Trentino, che ha posto al centro dell’attenzione il rapporto tra gli obiettivi della transizione energetica e la tutela del patrimonio immobiliare delle famiglie, richiamando la necessità di valutare con attenzione i costi degli interventi e le loro possibili conseguenze sul mercato.
«La riqualificazione energetica degli edifici è una trasformazione importante, che dobbiamo affrontare con consapevolezza e con una visione di lungo periodo – ha osservato Rigotti –. In Italia la casa rappresenta una componente fondamentale del patrimonio delle famiglie e molti proprietari hanno ancora mutui in corso su immobili appartenenti alle classi energetiche meno efficienti. Dobbiamo quindi prestare grande attenzione al rischio che il divario tra edifici riqualificati e immobili meno performanti si traduca in una progressiva perdita di valore per questi ultimi. Gli obiettivi ambientali devono essere accompagnati da strumenti di sostegno e da tempi di attuazione realistici, perché gli investimenti necessari sono rilevanti e devono poter essere affrontati senza compromettere la sicurezza economica dei proprietari».
Per FIMAA Trentino, il tema assume una particolare rilevanza anche in relazione all’evoluzione della professione dell’agente immobiliare, sempre più chiamato ad affiancare proprietari e acquirenti nella valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici, dei possibili costi di riqualificazione e delle prospettive di valorizzazione degli immobili. Una funzione che richiede competenze aggiornate e una conoscenza approfondita delle trasformazioni normative, tecnologiche ed economiche in corso.
Le politiche provinciali per la casa
«La Provincia sta mettendo in campo risposte integrate e diversificate per ampliare l’offerta abitativa, dall’incremento del patrimonio ITEA al recupero degli alloggi sfitti, fino ai sostegni per l’acquisto della prima casa – le parole dell’assessore provinciali alle politiche per la casa, Simone Marchiori -. A queste misure si affianca Orizzonti dell’abitare, il percorso partecipato che contribuirà a definire il nuovo Piano casa provinciale. Allo stesso tempo credo sia opportuno individuare gli strumenti più efficaci e mirati per recuperare e riqualificare il patrimonio esistente anche dal punto di vista tecnologico ed impiantistico, adeguandolo alle nuove esigenze poste dai cambiamenti climatici. La sfida della casa si vince solo unendo le forze fra attori pubblici e privati, fra portatori di interesse e inquilini, non limitandosi solo a immaginare il miglior efficientamento energetico possibile, ma legare questo aspetto fondamentale per la vivibilità degli edifici».
La direttiva Case Green e le prospettive del mercato
Gli aspetti normativi sono stati approfonditi dall’avvocato Daniele Sorgente, titolare dello Studio Legally, che ha illustrato il quadro introdotto dalla direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici e le principali implicazioni per il mercato immobiliare. L’intervento ha chiarito la distinzione tra gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici assegnati agli Stati membri e le modalità attraverso le quali tali obiettivi dovranno essere tradotti nelle politiche nazionali. Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità finanziaria degli interventi, anche alla luce dell’esperienza degli incentivi edilizi degli ultimi anni, e alla necessità di fornire a proprietari e operatori informazioni corrette sulle caratteristiche energetiche degli immobili.
Riqualificazione edilizia, il ruolo delle imprese e degli incentivi
Il punto di vista del settore delle costruzioni è stato presentato da Andrea Basso, già presidente e consigliere di ANCE Trento, che ha illustrato le proposte dell’associazione per favorire il rilancio della riqualificazione energetica del patrimonio abitativo.
Al centro dell’intervento, la necessità di assicurare continuità e prevedibilità agli strumenti di incentivazione, superando le oscillazioni che hanno caratterizzato negli ultimi anni il quadro delle agevolazioni edilizie. Basso ha richiamato l’importanza di una programmazione pluriennale degli interventi, accompagnata da misure fiscali, strumenti di accesso al credito e semplificazioni amministrative capaci di sostenere gli investimenti delle famiglie e l’attività delle imprese. Una prospettiva che mette in evidenza il ruolo del comparto delle costruzioni nel percorso di miglioramento del patrimonio immobiliare, con ricadute sulla qualità degli edifici, sulla valorizzazione delle proprietà e sull’economia del territorio.
Valorizzare gli immobili inutilizzati e ampliare l’offerta abitativa
Alla dimensione sociale ed economica dell’abitare è stato dedicato l’intervento di Paolo Bellini, direttore della Fondazione Trentino Abitare, che ha illustrato le attività sviluppate per favorire l’immissione sul mercato degli alloggi sfitti o sottoutilizzati. La Fondazione opera attraverso strumenti di intermediazione e gestione delle locazioni che offrono garanzie ai proprietari e facilitano l’accesso all’abitazione per le famiglie che incontrano difficoltà nel mercato libero, pur non rientrando nei requisiti dell’edilizia pubblica.
Bellini ha presentato anche le possibilità di collaborazione con i proprietari per il recupero e la valorizzazione degli immobili, evidenziando come il patrimonio abitativo esistente possa rappresentare una risorsa importante per rispondere alla domanda di alloggi e favorire un utilizzo più efficiente degli edifici.
Efficienza energetiche e salubrità degli ambienti
A completare il programma è intervenuto Flavio Zanetti, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Trento, che ha approfondito il rapporto tra riqualificazione energetica e salute degli occupanti. Zanetti ha sottolineato come il miglioramento delle prestazioni energetiche debba essere accompagnato da un’attenta progettazione della qualità degli ambienti interni. L’aumento dell’isolamento e della tenuta all’aria degli edifici richiede infatti adeguati sistemi di ventilazione e una corretta valutazione dei materiali utilizzati, per evitare l’accumulo di sostanze potenzialmente nocive
Particolare attenzione è stata dedicata al gas radon, alla qualità dell’aria interna e all’importanza delle verifiche preventive, richiamando il ruolo delle competenze tecniche e della collaborazione tra professionisti nella realizzazione di edifici efficienti, sicuri e salubri.
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