Il mappamondo delle panchine: ecco l’identikit dei tecnici delle top leghe

Novantasei è il numero delle squadre nei Top 5 campionati d’Europa. Novantaquattro invece è il numero delle caselle-allenatori già riempite, se vogliamo un record al 18 giugno. Due virgola zero otto è la percentuale di tecnici (2) ancora appesi ad un punto interrogativo: entrambi nella ricchissima Premier League, in Inghilterra, dove balla nell’incertezza la panchina del Fulham che si è diretta da giorni sull’ex allenatore del Real Madrid, lo spagnolo Alvaro Arbeloa e dove da appena una settimana a sorpresa è rimasta vacante la panchina dell’Ipswich Town, club che si accinge ad essere ‘gemellato’ con il Frosinone (il comune denominatore è il Fondo statunitense che 5 anni fa ha acquisito il pacchetto di quote del club inglese e che prepara lo sbarco anche all’ombra del Campanile), dopo le dimissioni del tecnico McKenna.

Dipanata sempre in Premier invece la matassa del Crystal Palace dove approda Pierre Sage, francese, in sostituzione di Oliver Glasner che è stato a lungo nell’orbita del Milan.Sage è reduce dal secondo posto alla guida del Lens e dalla vittoria in Coppa di Francia. Ma andiamo per gradi, sarà una camminata lunga in giro per l’Europa pallonara. Senza tralasciare le cose di casa nostra.

Età media sul filo dell’equilibrio

Dei 5 Top campionati europei presi a confronto, è interessante il dato che emerge quanto all’età media degli allenatori. Ma prima di scendere nel dettaglio va detto che 3 campionati (Serie A, Premier e Liga) sono a 20 squadre, mentre Bundesliga e Ligue 1 sono tornati a 18. Germania e Francia si sono mosse per tempo con le riforme, perché anche Bundesliga 2 e Ligue 2 sono a 18 squadre.

Bundesliga

SquadraAllenatore 2026-27Età
Bayern MonacoKompany (c)46
Borussia DortmundKovac55
LipsiaOemichels (n)45
StoccardaHoeneß (c)44
HoffenheimIlzer (c)48
Bayer LeverkusenMartínez (n)42
FriburgoSchuster (c)41
Eintracht FrancoforteHütter (n)56
AugustaBaum (c)47
MainzFischer (c)60
Union BerlinoLustenlind (n)50
Borussia M.Polanski (c)40
AmburgoPolzin (c)36
ColoniaWagner (c)38
Werder BremaThioune (c)57
Schalke 04*Muslic (c)44
Elversberg*Wagner (c)40
Paderborn*Kettemann (c)39

Età media: 46,82 (838/18)
Allenatori nuovi: 4
Allenatori confermati: 14

Luciano Spalletti

Torniamo alla media-età dei tecnici. La spagnola Liga 1 (a 22 squadre) batte tutte: al momento è di 50.04, in attesa che si conosca la terza squadra promossa che uscirà fuori dai playoff che si sono disputati tra Almeria, Malaga, Las Palmas e Castellon. Il 20 giugno è in programma Almeria-Malaga, atto finale. Un inciso. La Spagna sfata anche il tabù che impone ai campionati italiani un calendario compresso in occasioni di Europei e Mondiali.

In Spagna giocano sempre. Già 40 anni fa le partite del massimo campionato venivano disputate all’ora di pranzo. Torniamo alla media-età. In Serie A è di 49.65, in Premier è 47.35 (dando per fatto Arbeloa al Fulham), in Bundesliga 46, la più bassa è in Ligue 1 con 45.83.

Liga

SquadraAllenatore 2026-27Età
AlavésFlores (n)61
Athletic BilbaoTrezic (n)43
Atlético MadridSimeone (c)56
BarcellonaFlick (c)61
Real VigoGiráldez (c)38
Las PalmasHidalgo (c)47
ElcheAnselmi (n)40
EspanyolGonzález (c)47
GetafeBordalás (c)62
LevanteCastro (c)45
OsasunaRamis (n)56
R. Santander*López (c)44
ValenciaArrasate (c)48
Real BetisM. Pellegrini (c)73
Real SociedadP. Matarazzo (c)49
Real MadridMourinho63
SivigliaI. García Pimienta (c)54
ValenciaCorberán (c)43
VillarrealPérez (n)38
Malaga*

Età media: 50,04 (954/19)
Allenatori nuovi: 7
Allenatori confermati: 12

I decani della panchina in Europa

Dei 96 allenatori (pardon, al momento 95) lo scettro del più anziano spetta di diritto al cileno Manuel Luis Pellegrini Ripamonti (approdato in Spagna nel 2004, ha allenato in Inghilterra il City e West Ham e in Cina), 73 anni a settembre, confermato sulla panchina del Real Betis. Come riporta il sito del club spagnolo “Pellegrini è entrato a far parte del club nell’estate del 2020. Dal suo arrivo, il Real Betis ha conquistato la Copa del Rey nel 2022 e si è qualificato per le competizioni europee per cinque stagioni consecutive…”.

Nella speciale classifica troviamo poi tre italiani: Giampiero Gasperini (68 anni), Maurizio Sarri e Luciano Spalletti (67 anni) con il neo atalantino più anziano di 2 mesi. Quindi con 63 anni passiamo in Spagna dove c’è Josè Mourinho, di 3 mesi più anziano di David Moyes, head coach scozzese dell’Everton, confermato sulla panchina della formazione di Premier. Per il Mou, eroe del Triplete dell’Inter, c’è stato il ritorno al Real Madrid con un triennale a 16 anni di distanza dalla prima volta (nel palmares una Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa spagnola). Il club presieduto da Florentino Perez – appena rieletto – ha pagato una clausola rescissoria di 15 milioni di euro al Benfica.

Con 62 anni c’è l’allenatore del Paris FC, la prima squadra (per nascita) della capitale francese, Antoine Kombouaré, anche se nelle ultime ore il tecnico – che dovrà sottoporsi ad un intervento ad un ginocchio – non appare più saldo sulla panchina della squadra dove gioca Ciro Immobile. Si fa il nome di Liam Rosenior, ex Chelsea. Kombouaré celebre perla frase detta nello scorso mese di aprile: “Ci sono più italiani che giocano al Paris FC che in squadre come la Juventus o il Milan. Ecco perché non andranno ai Mondiali”.

Il riferimento era alle presenze di Immobile (rimasto sulle sponde della Senna), Koleosho e Coppola. Con 61 anni, ancora in Liga 1, ci sono Enrique Sanchez Flores dell’Alaves e Hans-Dieter Flick del Barcellona, pluridecorato allenatore tedesco tra i trionfi con il Bayer e i Blugrana. Chiude lo speciale club dei sessantenni delle panchine appunto il 60enne svizzero Urs Fisher, subentrato in corsa nello scorso novembre 2025 traghettando alla salvezza la formazione del Mainz in Bundesliga.

La meglio gioventù

Abbiamo provato a setacciare tra i 95 tecnici finora accasati, la percentuale di cosiddetti emergenti e cioè i tecnici tra i 30 e i 40 anni. E’ pari al 17 %. Sono 16, dei quali 10 confermati dopo l’ultima stagione. Il record lo detiene la Serie A con 5, poi la Ligue 1 con 4, la Bundesliga con 3, quindi 2 a testa per la Liga e Bundesliga. C’è da dire che sono rimasti fuori dal capitolo ‘emergenti’ allenatori appena al di sopra dei 40 anni come, in Italia, De Rossi (42), Aquilani (41), Amorim (41) ma anche Schuster del Friburgo (41) ad esempio.

Ligue 1

SquadraAllenatore 2026-27Età
AuxerreStill (n)33
AngersGilli (c)52
MonacoPochettino (n)38
Troyes*Dumond (c)43
LorientDujecux (c)50
Le HavreDigard (c)40
Le Mans*Videira (c)49
LilleD. Ancelotti (n)36
Olympique LioneFonseca (c)53
NizzaPuel (c)65
Olympique MarsigliaBeye (n)48
Paris FCKombouaré (c)62
Paris Saint-GermainLuis Henrique (c)56
LensTouzel (n)45
Stade BrestoisRoy (n)58
Stade RennaisHaise (n)54
StrasburgoO’Neil (n)43
TolosaNovell (c)42

Età media: 45,83 (825/18)
Allenatori nuovi: 10
Allenatori confermati: 8

Alberto Aquilani

Vediamo allora chi sono. Si parte dall’enfant prodige Cuesta (31, Parma), si sale con Hurzeler (Brighton) e Still (Auxerre) entrambi 33enni, quindi a 36 c’è l’italianissimo figlio d’arte Davide Ancelotti (Lille), a 38 anni ci sono R. Wagner (Colona), Giraldez (Celta Vigo) e Pocognoli (Monaco), a 39 anni Abate (Torino), Fabregas (Como) e Kettermann (Padeborn). Infine tra i 40enni della panchinaci sono Tedesco (Bologna), Pisacane (Cagliari), Anselmi (Elche), V, Wagner (Elversberg), Polanski (Borussia M.) e Digard (Le Havre).

A come… esordienti in Serie A

Serie A

SquadraAllenatore 2026-27Età
AtalantaSarri (n)67
BolognaPioli (c)40
CagliariTedesco40
ComoFabregas (c)39
FiorentinaGrosso (c)49
FrosinoneAlvini (c)56
GenoaDe Rossi (c)42
InterChivu (c)45
JuventusSpalletti (c)67
LazioGattuso (n)48
LecceDi Francesco (c)57
MilanAmorim (n)41
NapoliAllegri (c)57
ParmaCuesta (n)31
RomaGasperini (c)68
SassuoloAquilani (n)41
TorinoAbate (n)39
UdineseRunjaic (c)55
VeneziaStroppa (c)58
Monza*Juric (n)51

Età media: 49,65 (993/20)
Allenatori nuovi: 9
Allenatori confermati: 11

Sono 4, 3 di questi hanno in comune la prima lettera dell’alfabeto: Amorim del Milan, Abate del Torino e Aquilani del Sassuolo. A questi si aggiunge Tedesco del Bologna. E poi c’è una pattuglia già passata indenne al gran ballo dei debuttanti. Parliamo di tecnici alla seconda stagione nella massima serie: Fabregas del Como (all’esordio i lariani qualificati in Champions, prima volta in Europa nella storia), Pisacane (all’esordio ha condotto alla salvezza il Cagliari), Grosso (la buona stagione col Sassuolo gli è valsa la Fiorentina) e Cuesta (salvezza in cassaforte con il Parma).

Fabio Grosso

Sarà alla sua seconda stagione in Serie A anche il tecnico del Frosinone Massimiliano Alvini che il terreno dell’Olimpo del calcio italiano lo aveva calcato nella stagione 2022-’23, 18 partite alla guida della Cremonese. Alvini dovrà anche vincere la sua prima partita in Serie A, in quella sfortunata esperienza con i grigiorossi 11 sconfitte (4 all’inizio del campionato e 4 prima dell’esonero) e 7 pareggi.

Come scritto, sarebbe stato alla sua seconda stagione in Premier League, anche Kieran McKenna, da 8 giorni ex tecnico dell’Ipswich Town, irlandese del Nord. Ma il 10 giugno scorso si è dimesso: “Mi prendo una pausa, sento che questo sia il momento giusto per farmi da parte”. La squadra inglese che adesso cerca un tecnico è prossima al ‘gemellaggio’ calcistico con la Società giallazzurra. Il 1 luglio prossimo probabilmente sarà il classico ‘the d-Day’, il giorno della conferenza stampa del presidente Maurizio Stirpe svelerà i contorni di quello che sarà il Frosinone targato United States of America.

Premier League

SquadraAllenatore 2026-27Età
ArsenalArteta (c)44
Aston VillaEmery (c)56
BournemouthRos (c)49
BrentfordAndrews (c)45
BrightonHürzeler (c)33
ChelseaXabi Alonso (n)44
Crystal PalaceSagné (n)47
Coventry*Lampard (c)47
EvertonMoyes (c)63
FulhamArbeloa (n)?43
Hull City*Jakirovic (c)49
Ipswich Town*
LeedsFarke49
LiverpoolIraola (n)43
Man UnitedCarrick (c)45
Man CityMaresca (n)46
NewcastleHowe (c)49
N. ForestV. Pereira (c)57
SunderlandLe Bris (c)51
TottenhamDe Zerbi (c)47

Età media: 45,35 (907/19)
Allenatori nuovi: 6
Allenatori confermati: 13

Panchine girevoli alla prova del… nove

Sempre dalle parti nostre, rispettando l’ordine alfabetico delle squadre, è successo più o meno questo: l’Atalanta ha ufficializzato Sarri dopo aver esonerato Palladino (che trascorrerà un’altra estate sotto l’ombrellone dopo quella post-Fiorentina, quelle dimissioni ancora avvolte nel mistero ombroso della Caserma Calcio), il Bologna ha chiuso i ponti con Italiano (che credeva di aver convinto De Laurentiis, rimanendo beffato ma ha subito trovato la panchina del Besiktas) ed ha ufficializzato… Giacomo Tedesco ovvero l’italiano – originario di Cosenza – di Germania (la scorsa stagione al Fenerbahce e nei due anni precedenti ct della nazionale belga).

Claudio Lotito (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

La Fiorentina ha messo in canna il colpo Grosso dopo aver salutato Vanoli, la Lazio ha chiamato ‘Ringhio’ Gennaro Gattuso nella speranza che scocchi la scintilla del doppio desiderio di rivalsa (Lotito contro una piazza infuocata che sputa veleno e fuoco e il tecnico contro i denigratori post flop con la Nazionale). Un salto in avanti, tralasciando volutamente le caselle M e N che meritano un discorso a parte.

E allora c’è il Sassuolo che si è buttato su un altro esordiente, Alberto Aquilani, reduce dalla serie A accarezzata col Catanzaro, c’è il Torino che ha flirtato con il ritorno di Juric e la carta Di Francesco per poi virare deciso su un altro esordiente nella massima serie, Ignazio Abate, artefice del miracolo-Juve Stabia e appena 1 anno fa in Lega Pro alla Ternana dove pensarono bene di esonerarlo due volte mentre era in piena corsa per il primato.

E poi c’è il Monza della proprietà americana che sta per annunciare nientepopodimeno che Ivan Juric, croato di Spalato, 51 anni, uno dei Gasperini-boy’s, che si porta sulle spalle le esperienze chiuse anzitempo con Roma, Southampton (nella stessa stagione) e Atalanta. Il Monza però deve definire il Bianco-affaire, ballano 2 anni di contratto rinnovati con la promozione. L’ad Baldissoni era stato tranchant: Bianco deve dimettersi…”. Ma si troverà una soluzione. All’italiana. Un po’ a me, un po’ a te. E così via libera per l’ex tecnico del Frosinone verso la Torre Pendente e per Juric sulla panchina dei brianzoli.
Ed eccoci alle lettere… mancanti. Il Milan.

Massimiliano Allegri (Foto: Sergio Oliverio / Imagoeconomica)

Il patron Gerry Cardinale – dopo aver esonerato con 20 righe di comunicato il tecnico Allegri, il ds Tare, l’ad Furlani e il dt Moncada – ha valutato a lungo (circa 3 settimane di contatti) e si è mosso: ecco il tecnico Ruben Amorim, ex tecnico di ManUnited e Sporting Lisbona. Tre anni con opzione per il quarto per il 41enne portoghese. Cambio di spartito totale in casa rossonera: il neo allenatore del Diavolo dovrà lavorare anche guardando con attenzione al settore giovanile e al Milan Futuro. Prossime mosse il dt e il ds ma al momento Cardinale ha ricevuto un no secco, da Krosche e al suo uomo di fiducia Hardung. Caos.

Si vociferano i nome di Ozek, ex Bayer Leverkusen e Fenerbahce e Boto già al Flamengo. Da Milano a… Napoli è giusto un attimo. Distanza a parte, DeLa ancora deve mettere nero su bianco con Max Allegri perché il tecnico livornese attende a sua volta di chiudere (stavolta economicamente) la parentesi con il Milan. Tutto fatto, si attende il classico nero su bianco.

Le conferme

Sono invece 11 le squadre che hanno mantenuto la guida tecnica della passata stagione. E tra queste il Frosinone (confermato Massimiliano Alvini) e il Venezia (confermato Giovanni Stroppa), due delle tre neopromosse in Serie A. Dallo scorso 26 maggio (leggi qui: La Serie A apre le danze con il valzer degli allenatori) si sono aggiunti Cuesta (trovata l’intesa di rinnovo con il Parma) e come detto lo stesso Di Francesco a Lecce.

Eusebio Di Francesco (Foto: Roberto Bregani © Ansa)

Martedi infatti si è risolta anche la ‘querelle’ in casa-Lecce. Di Francesco messo in stand by dal patron Sticchi Damiani (“debbo prima individuare il direttore sportivo, poi parlo con Di Francesco”) ma rilanciato dal ds Trinchera appena incoronato (“penso che ci sia un’altissima possibilità che Eusebio resti…”). Detto, fatto: DiFra deve solo formalizzare, a meno di cataclismi, ancora due anni col club salentino.

Si muovono pure le… scrivanie e fanno rumore

Occhio perché non è stata solo una diaspora di allenatori. C’è stato anche un discreto movimento di scrivanie, aperto da una che invece è rimasta completamente vuota. Un addio che ha fatto fragore: Pantaleo Corvino, l’uomo delle promozioni e delle salvezze a Lecce ma anche l’uomo delle plusvalenze tra Firenze e lo stesso Lecce ha messo la freccia. Mi debbo riposare…”, ha detto un bel giorno.

Guido Angelozzi

Il riposo fa bene al corpo e allo spirito ma Corvino forse è rimasto ferito da qualche contestazionenei suoi confronti e i soliti striscioni apparsi al Via del Mare quando la stagione dei giallorossi sembrava infilata nel tunnel. Non ha lasciato ma lo hanno invitato alla porta invece l’ormai ex plenipotenziario della Juventus, Damien Comolli, al quale la Proprietà della Real Casa ha dato il più classico dei benserviti. Rapporti logorati con Spalletti, si dice.

Ma anche scelte tecniche – fatte in estate quando l’allenatore era Tudor – che si sono rivelate non all’altezza. Al suo posto arriva Giovanni Carnevali che dopo 12 anni al Sassuolo (dove nel frattempo Veronica Squinzi è il nuovo dg e ad del club mentre Francesco Palmieri sarà il neo ds con Carlo Rossi presidente), uomo di fiducia dell’indimenticato patron Squinzi e poi degli eredi, ha scelto di fare il grande salto.

Anche la Roma, chiuso il rapporto con Frederic Massara, ha annunciato nel ruolo di ds Tony D’Amico, persona di fiducia di Gasperini, in uscita dall’Atalanta. Alla Roma hanno lavorato in controtendenza: il tecnico, sempre più saldo dopo la conquista del posto Champions e senza più ombre (Ranieri), ha espresso il suo gradimento per il direttore sportivo col quale aveva lavorato nell’Atalanta. Dove è arrivato quel Cristiano Giuntoli che dopo un anno di ‘pausa’ dall’esperienza alla Juventus chiusa per volere del club sabaudo, si rimette in pista.

Abbastanza a sorpresa si sono separate le strade tra Guido Angelozzi (5 stagioni al Frosinone per lui e un legame con il presidente Maurizio Stirpe sempre moto saldo) e il Cagliari dove è sbarcato Pietro Accardi, già alla Sampdoria (periodo niente affatto felice per lui all’ombra della Lanterna) e prima ancora all’Empoli di patron Corsi che sfornava campioni e plusvalenze. Angelozzi sembrava ad un passo dalla Cremonese che poi ha dirottato sull’ex Mantova, Botturi, ed ora è in attesa che la Proprietà americana dello Spezia decida se avvalersi di quello che sarebbe il suo terzo ritorno sul Golfo dei Poeti dove tutti spingono per l’Angelozzi-ter.


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