La serata milanese ha messo nello stesso spazio due cronologie. San Siro ha inserito l’heavy metal nella propria storia concertistica e gli Iron Maiden hanno riportato sul palco il nucleo discografico che li ha condotti dagli esordi londinesi agli stadi.
Il repertorio è riportato nella successione effettiva del concerto. Le registrazioni diffuse nell’arena prima dell’esibizione sono separate dai 17 brani suonati dal gruppo.
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Il 17 giugno 2026 il Meazza ha aperto il proprio calendario all’heavy metal con gli Iron Maiden come headliner. La data era l’unico appuntamento italiano annunciato per il 2026 e ha avuto i Trivium come gruppo di apertura. La pagina del tour degli Iron Maiden e l’agenda di MC2 Live coincidono su sede, giornata e abbinamento artistico.
Il primato riguarda il genere dell’evento ospitato dallo stadio. San Siro aveva già accolto grandi produzioni rock. Il 17 giugno è arrivata la prima serata costruita attorno a un headliner heavy metal. ANSA e Rockol hanno registrato la stessa circostanza nelle cronache dal Meazza.
Diciassette brani dal catalogo 1980-1992
Il Run For Your Lives World Tour delimita il repertorio ai primi nove album in studio, da Iron Maiden a Fear of the Dark. Milano ha rispettato quel confine. Nessuna canzone pubblicata dal 1995 in avanti è entrata nel concerto.
Il tour è nato per celebrare i cinquant’anni della band fondata a Londra nel 1975. La scelta copre dodici anni di pubblicazioni. Riff gemelli e cambi di tempo dominano la scrittura di quel periodo, accanto ai racconti storici e alle composizioni estese. La formula dei primi nove dischi indica l’intervallo disponibile. Non assegna una quota a ogni album.
La successione dei 17 brani al Meazza
Dopo Doctor Doctor degli UFO e The Ides of March diffusi dall’impianto, gli Iron Maiden hanno iniziato con Murders in the Rue Morgue. Sono seguite Wrathchild, Killers, Phantom of the Opera, The Number of the Beast, Infinite Dreams, Powerslave e 2 Minutes to Midnight.
La seconda metà del set principale ha raccolto Rime of the Ancient Mariner, Run to the Hills, Seventh Son of a Seventh Son, The Trooper, Hallowed Be Thy Name e Iron Maiden. Il bis ha disposto Aces High, Fear of the Dark e Wasted Years come finale. Il corpo principale comprende quattordici canzoni. L’encore ne aggiunge tre.
La successione coincide nelle schede di Setlist.fm e nelle cronache di Metal Hammer Italia, Newsic e Musica Dal Palco. Le due tracce riprodotte prima dell’ingresso non rientrano nel conteggio dei 17 pezzi eseguiti dal vivo.
Il set apre nel biennio 1980-1981
I primi quattro brani appartengono ai due album con Paul Di’Anno: tre arrivano da Killers e Phantom of the Opera proviene dal debutto. Bruce Dickinson interpreta il materiale precedente al suo ingresso nel gruppo. The Number of the Beast introduce poi il catalogo inciso con lui.
I primi cinque titoli provengono dai dischi pubblicati fra il 1980 e il 1982. Il salto al 1988 arriva con Infinite Dreams. Nel conteggio finale cinque pezzi appartengono all’era Di’Anno e dodici agli album registrati con Dickinson.
La successione non segue l’ordine discografico. Dopo il quinto brano alterna pubblicazioni del 1988 e del 1984, poi colloca nella parte finale le canzoni più adatte alla risposta collettiva dello stadio.
Powerslave occupa quattro posizioni
La ripartizione per album assegna quattro brani a Powerslave. Killers e The Number of the Beast ne forniscono tre ciascuno. Il debutto omonimo e Seventh Son of a Seventh Son arrivano a due.
Piece of Mind, Somewhere in Time e Fear of the Dark compaiono una volta. No Prayer for the Dying, pur incluso nell’arco 1980-1992, non compare. Tredici brani su diciassette provengono dai primi cinque album pubblicati fra il 1980 e il 1984.
The Trooper rappresenta da sola Piece of Mind. Wasted Years è l’unica scelta da Somewhere in Time. Fear of the Dark è l’unica canzone degli anni Novanta presente a Milano e occupa la sedicesima posizione. L’encore parte dal 1984. Fa tappa nel 1992 e termina nel 1986.
Infinite Dreams ritorna dopo trentotto anni
Infinite Dreams, sesta canzone del concerto milanese, proviene da Seventh Son of a Seventh Son del 1988. Il tour 2026 l’ha riportata in scaletta per la prima volta dalla fine del ciclo live dello stesso album, dopo un’assenza di trentotto anni.
Nel repertorio del 2025 occupava quella zona The Clairvoyant. La sostituzione conserva nello stesso tratto del concerto un brano proveniente dal settimo album. Il ritorno è documentato anche da LouderSound e SpazioRock.
Simon Dawson alla batteria del tour
Simon Dawson ha suonato la batteria a San Siro. Il musicista, già nei British Lion di Steve Harris, è stato scelto per le date 2025-2026 dopo il ritiro di Nicko McBrain dall’attività in tournée annunciato nel dicembre 2024. McBrain rimane legato agli Iron Maiden e non partecipa alle lunghe tournée.
L’assetto sul palco conserva Steve Harris al basso e Bruce Dickinson al microfono. Dave Murray e Adrian Smith condividono le chitarre con Janick Gers. La formazione impiegata nel tour coincide con quella riportata da Sky TG24.
Trivium apre il programma al Meazza
I Trivium hanno occupato lo slot precedente agli Iron Maiden. Il loro set ha collocato il metal statunitense dei Duemila prima del repertorio britannico 1980-1992 scelto dall’headliner.
L’accoppiamento ha reso percepibile la distanza generazionale fra i due gruppi senza spezzare la continuità del genere. La scheda di Vivaticket registra l’ordine degli artisti nel programma del 17 giugno.
Dal Vigorelli del 1980 al San Siro del 2026
Milano era già entrata nella storia italiana degli Iron Maiden il 2 settembre 1980. La band suonò al Velodromo Vigorelli come gruppo di supporto dei Kiss durante il tour del primo album.
Fra il Vigorelli e il Meazza passano 16.724 giorni, pari a quarantacinque anni, nove mesi e quindici giorni. Nel 1980 gli Iron Maiden aprivano per una band già affermata. Nel 2026 sono arrivati come headliner del primo concerto heavy metal ospitato da San Siro.
Poe e Coleridge dentro la scaletta
Murders in the Rue Morgue prende il titolo dal racconto di Edgar Allan Poe pubblicato nel 1841. Rime of the Ancient Mariner riprende il poema di Samuel Taylor Coleridge. L’apertura e il segmento centrale portano al Meazza due riferimenti letterari già iscritti nella scrittura degli Iron Maiden.
Le due canzoni appartengono a dischi diversi e occupano posizioni lontane. La prima apre l’esibizione. La seconda arriva al nono posto ed è la composizione più estesa del programma milanese.
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Junior Cristarella
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