Cosenza Calcio. La Bandiera Rossoblu: “La società di Guarascio è un morto che cammina: non può vendere!”



NON PUO’ VENDERE!! – Fonte: La Bandiera Rossoblu

Su questa affermazione penso che la maggior parte di noi sia d’accordo.
D’altronde il blog in tutti questi anni, ha fatto scuola.
Dall’ “almeno non ha debiti” all’ “almeno paga tutti” non di vecchissima data, ci si è resi conto che la società è, o meglio era, tutt’altro che florida, la situazione finanziaria era pesante e ogni anno che passava peggiorava, ma di contraltare avevamo la serie B e con essa i 10/12 milioni che si incassavano ogni anno solo perché si partecipava al torneo (ristorni lega, diritti tv) con una marginale percentuale di ricavi variabili tra sponsor e botteghino. Così che che più volte su questo blog si è scritto che, seppur la situazione non era per niente buona, le difficoltà finanziarie a breve e la posizione debitoria non erano preoccupanti finché si rimaneva in Serie B.
Ma una volta retrocessi la situazione finanziaria è diventata insostenibile, dato che in Serie C una società ha la prospettiva di fatturare si e no 1/5 del fatturato che si realizzava in Serie B. La società in Serie C quindi è diventata un peso per chi indegnamente ne detiene la proprietà, e certamente non un buon affare per chi si dovesse avvicinare e mostrare interesse all’acquisto delle quote.
È recente l’interessamento dell’imprenditore Vincenzo Rota (a cui si accoda un gruppuscolo di altri imprenditori) avvicinato tempo fa dall’indegno presidente onorario solo per sondare il terreno e offrigli “l’opportunità di sponsorizzare in esclusiva il Cosenza Calcio”, discorso poi tramutatosi in interessamento suo, di Vincenzo Rota, e di altri, all’acquisizione dell’intero pacchetto di quote.
Allora, premesso che notizie ed indiscrezioni giornalistiche vanno prese non con due ma con venti pinze, date anche le voci che si rincorrono incontrollate, proviamo insieme ad esaminare, in parte in base alle notizie giornalistiche che rimbalzano a tutto spiano, la situazione nel suo complesso.

Di documenti ufficiali ne abbiamo solo uno, il bilancio al 31/12/2025. Ma da allora sono passati quasi 6 mesi e la situazione può essere migliore rispetto a quella al 31/12/25, oppure peggiore. Qui siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente nessuno ha visto o esaminato una situazione contabile ad oggi, non io ma tantomeno i giornalisti (essendo documenti assolutamente privati), che però non perdono occasione di affermare “sono assolutamente sicuro che la situazione debitoria del Cosenza Calcio è notevolmente migliorata rispetto a prima”.
Bene, diamo fiducia a chi afferma, in questo modo o in un altro, che la situazione debitoria del Cosenza Calcio sia davvero migliorata rispetto a cinque mesi e mezzo fa. Anche se non riesco a capire come, dopo che nel 2025 (da bilancio, documento pubblico ed ufficiale) si evince di aver usufruito di un flusso finanziario positivo (INCASSI) di più di 22 milioni, i debiti siano diminuiti solo di 1,8 milioni, a fronte di nessuna spesa per rnforzare la squadra (anzi) e nessuna spesa per edificre strutture o stadi di proprietà (figuriamoci). I soldi sono entrati, non sono usciti per le tipiche spese di una società di calcio, ma i debiti sono rimasti quasi invariati. Ora ci dicono che però in meno di sei mesi sono molto migliorati?
Ma va bene lo stesso, ci crediamo.

Analizziamo le due possibili modalità di cessione.
Prima ipotesi: ammettiamo che i debiti da 10,8 milioni a fine anno precedente, siano diminuiti a 7 milioni per effetto soprattutto dell’incasso di quasi tutti i crediti assommanti, sempre lo scorso 31/12, a poco più di 4 milioni. Quindi partiamo da una situazione debitoria netta pari a circa 7 milioni, di cui ovviamente gli eventuali imprenditori decisi a rilevare le quote dovranno farsi carico.
Da più parti, si legge anche che l’attuale proprietario vorrebbe incassare, per la cessione della società a terzi, un corrispettivo non inferiore a 4 milioni (anche se un organo di stampa parla anche di “offerta migliorativa” che si aspetterebbe il Guarascio). Ma restiamo pure ai 4 milioni.
Sommiamo dunque 4 milioni di corrispettivo ai 7 milioni di posizione debitoria (anche se 2,5 di posizione debitoria sono rappresentati da debiti tributari da pagare dall’esercizio 2027 in poi): il conto fa la bellezza di 11 milioni.

Una volta raggiunto l’accordo, poi, i nuovi proprietari si troveranno di fronte al deserto più arido, nessuna struttura societaria (e non parlo di strutture fisiche ma professionali e decisionali), ritiro, quadri tecnici, quadri sportivi, squadra che almeno sia costruita per un campionato non dico di vertice ma un tantinello più che decoroso, un settore giovanile almeno minimamente presentabile. Posso ipotizzare che servano altri 4/5 milioni per questa nuova stagione? Secondo me è il minimo.
Dunque, in totale siamo di fronte ad una operazione che costerebbe tra i 15 e i 16 milioni di euro, da qui ad un anno. Per poi ritrovarsi l’anno dopo, probabilmente, ancora in C, a spendere altri 5/6/7 milioni come minimo per la squadra, senza parlare di un minimo di infrastrutture. Operazione che costa immensamente e porta scarsissimi risultati in termini di ritorno finanziario – economico – d’immagine. Per molto meno negli ultimi cinque anni sono scomparse squadre come Ternana, Lucchese, Taranto, Rimini, Turris, Catania, Spal, Trapani, Cesena, Triestina (2 volte se contiamo i 1.216 punti di penalizzazione di questo campionato), Siracusa, Reggina, Siena, Pordenone, Campobasso. E mi fermo qui.
Con l’aggravante che il Cosenza Calcio non ha un briciolo di asset attivo: neanche un campetto spelacchiato dove poter far allenare i giocatori, nulla, zero. Dopo aver fatturato nei 7 anni di serie B quasi 100 milioni di euro non ha investito neanche un centesimo in QUALCOSA. Ripeto: nulla. Zero. E la Squadra? Il valore dei giocatori non è fisso, non è quotato (a dispetto di chi crede che Transfermarkt sia Wall Street). Il valore del giocatore è principalmente dato da quanto gli altri sono disposti a spendere.
In pratica, il Cosenza di Guarascio è un morto che cammina (e sul fatto che cammini, in realtà, ho forti dubbi). Una scatola vuota, che solo un pazzo comprerebbe, almeno alle condizioni di Guarascio, che per cedere una scatola vuota che porta solo debiti e problemi pretende milioni.

Seconda ipotesi: e se io, futuro acquirente, dopo aver ben esaminato la contabilità degli ultimi 3 anni, piuttosto che darti soldi di cui non si capisce perché li pretendi, mi facessi carico dei debiti escluso i 2 milioni di finanziamento effettuato dal socio unico, 1) perché se non controllo bene i documenti contabili e gli estratti conto, non posso essere certo dell’avvenuto finanziamento e 2) perché era più corretto effettuare il finanziamento ad incremento del patrimonio netto e non trattarlo come un mero prestito di terzi, ti riconoscessi i 2 milioni del contenzioso legale con il Comune di Cosenza, se e quando riuscirò ad incassarli (ovviamente le spese legali toccherebbero a te), e come corrispettivo un prezzo simbolico di 1 € perché ciò che sto acquistando è una scatola vuota eccetto il diritto di partecipare al campionato di serie C che vale si e no 1 milione (e io te lo sto pagando accollandomi 5 milioni di debiti)?
Così sarebbe una operazione certamente più accettabile rispetto alla prima ipotesi. Sempre impegnativa ma più accettabile. Anzi, probabilmente l’unica vera ipotesi di trattativa accettabile: se compro i tuoi debiti e non acquisto un asset decente che sia uno, è assurdo che tu invece di baciare per terra voglia anche altri soldi da metterti in tasca, come se non bastasse il fatto che i soldi che normalmente dovrebbero uscire dalle tue tasche per pagare i tuoi creditori ce li metterei io. Dici di avanzare soldi dal Comune? Benissimo, se e quando si dovessero incassare te li girerei senza problemi.
Questa sarebbe l’unica ipotesi passabile di cessione. Fermo restando che NON PUO’ VENDERE!!
Ma ben felice di essere smentito. Però finora non è mai capitato, per questo argomento. (L’Eternauta Rossoblu)


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