Per Deliveroo Italia il dossier sui rider entra in una fase potenzialmente decisiva. La società ha formalizzato alla Procura della Repubblica di Milano una serie di impegni destinati a modificare il modello di gestione delle consegne, con interventi che riguardano soprattutto compensi, sicurezza e organizzazione del lavoro. Secondo quanto comunica la stessa Deliveroo in una nota stampa, il piano ha ottenuto il parere positivo all’implementazione da parte del pubblico ministero Paolo Storari.
La precisazione è importante: non si tratta, allo stato, della conclusione dell’indagine né della revoca già disposta del controllo giudiziario. Deliveroo afferma nella sua nota stampa che l’attuazione e la successiva verifica delle misure potranno rappresentare un passaggio verso la revoca del controllo giudiziario e l’archiviazione dell’indagine penale.
Il punto centrale del nuovo piano è economico. La società comunica che la tariffa oraria minima di base passerà da 10 a 14 euro l’ora, calcolata sul cosiddetto tempo attivo stimato. È un incremento del 40% rispetto alla soglia indicata finora. Il meccanismo non equivale, però, a una paga di 14 euro per ogni ora trascorsa con l’applicazione attiva: il riferimento è infatti al tempo stimato necessario per completare l’attività di consegna. La stessa piattaforma spiega nelle proprie informazioni dedicate ai rider che il compenso viene determinato sulla base del tempo stimato per completare ciascuna consegna.
A questa modifica si aggiunge una seconda soglia destinata ad avere un impatto diretto sulla remunerazione delle singole consegne. Secondo quanto riferisce Deliveroo nella nota stampa, ogni proposta sarà pagata almeno 3,77 euro per ordine, un livello che la società definisce superiore agli standard dell’industria. Il nuovo sistema dovrebbe dunque intervenire sia sul valore minimo riconosciuto in rapporto al tempo attivo stimato sia sulla remunerazione minima della singola consegna.
Non si tratta soltanto di aumentare la tariffa. Nel pacchetto annunciato, Deliveroo dichiara di voler intervenire anche sugli strumenti attraverso i quali i rider possono incrementare i propri compensi. La società, sempre nella sua nota stampa, parla di un miglioramento degli strumenti destinati ad aiutare i fattorini a massimizzare i guadagni, compreso il periodo trascorso presso i commercianti, cioè ristoranti e altri partner della piattaforma. Sono inoltre previsti nuovi bonus destinati ai rider che effettuano più consegne.
È un aspetto che incide direttamente sull’economia del modello di business del food delivery. La piattaforma, infatti, deve tenere insieme la flessibilità promessa ai rider e la necessità di garantire tempi di consegna competitivi ai clienti e condizioni economicamente sostenibili per i ristoranti partner. L’aumento della soglia minima e l’introduzione di ulteriori incentivi modificano quindi una delle variabili fondamentali attraverso cui il marketplace organizza l’offerta di lavoro.
La seconda grande area di intervento riguarda la sicurezza. Deliveroo comunica di voler ampliare il pacchetto di dispositivi di protezione messi a disposizione dei rider. Agli equipaggiamenti ad alta visibilità e ai caschi da bicicletta già forniti, la società afferma che saranno aggiunti guanti, protezioni da moto e maschere anti-smog.
Ma soprattutto viene annunciata una modifica nell’organizzazione del lavoro: Deliveroo introdurrà, secondo quanto dichiarato nella nota stampa, un limite alla quantità di tempo che i rider potranno trascorrere effettuando consegne. La misura viene presentata dalla società come un rafforzamento delle iniziative in materia di salute e sicurezza e interviene su un tema particolarmente delicato nel lavoro tramite piattaforma, dove la possibilità di aumentare i guadagni attraverso un maggior numero di consegne può spingere a prolungare il tempo trascorso sulla strada.
La nuova impostazione arriva mentre la società è sottoposta a controllo giudiziario e nel pieno di un procedimento che ha portato sotto esame le condizioni di lavoro dei rider. Le ricostruzioni pubblicate oggi ricordano che il provvedimento di controllo giudiziario risale a febbraio e che l’inchiesta è coordinata dal pm Paolo Storari.
È proprio su questo terreno che si misura la rilevanza degli impegni annunciati. Deliveroo non presenta le nuove misure come un semplice aggiornamento commerciale della propria piattaforma, ma come il risultato di un confronto con le autorità italiane. Nella nota stampa la società sottolinea che il pacchetto è frutto di un percorso di lavoro sviluppato negli ultimi mesi insieme alle autorità e lo interpreta come una conferma dell’impegno a costruire una piattaforma “flessibile, equa e sicura” per i rider.
La prospettiva indicata dalla società è quindi quella di trasformare gli interventi operativi in un percorso di uscita dall’attuale situazione giudiziaria. Ma il passaggio non è automatico. Il parere positivo del pubblico ministero riguarda, secondo quanto comunicato da Deliveroo, l’implementazione degli impegni; sarà poi necessario che le misure vengano effettivamente introdotte e verificate. Solo a quel punto, secondo l’auspicio espresso dall’azienda, potranno maturare le condizioni per la revoca del controllo giudiziario e per l’archiviazione dell’indagine.
Il nodo del contratto collettivo
Sul tavolo c’è anche una questione più ampia, che va oltre il perimetro della singola società: la regolazione del lavoro nel delivery. Deliveroo comunica infatti di voler proseguire il confronto con AssoDelivery, Confcommercio e le organizzazioni sindacali per arrivare alla definizione di un contratto collettivo destinato a regolamentare il settore.
È un passaggio che potrebbe avere conseguenze sull’intero mercato italiano del food delivery. Se da un lato la piattaforma interviene sui propri parametri economici e organizzativi, dall’altro la definizione di un quadro contrattuale condiviso potrebbe contribuire a stabilire regole comuni per un settore nel quale piattaforme, ristoratori, rider e consumatori hanno interessi spesso divergenti.
Per Deliveroo la posta in gioco è quindi più ampia dell’aumento della tariffa minima. La società deve dimostrare che il nuovo modello è concretamente applicabile, sostenibile sul piano operativo e coerente con gli impegni assunti davanti alla Procura. Sullo sfondo rimane la necessità di preservare la flessibilità che costituisce uno degli elementi distintivi del lavoro tramite piattaforma, senza lasciare irrisolti i problemi legati a compensi e sicurezza.
L’azienda, nella nota stampa, dichiara infine di voler continuare a lavorare “in modo costruttivo” con le autorità italiane per ottenere certezza operativa nel lungo periodo e proseguire la propria attività a favore di clienti, commercianti e rider in Italia.
Il passaggio è significativo anche per il gruppo. Deliveroo, fondata nel 2013, è stata acquisita nel 2025 da DoorDash e, secondo le informazioni fornite dalla società, le attività combinate dei due gruppi sono presenti in oltre 40 Paesi. In Italia, tuttavia, il futuro del modello passa ora anche dalla capacità di tradurre gli impegni annunciati in un sistema verificabile di maggiori compensi e tutele.
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