SE GUARASCIO VA IN SERIE D, IL GIOCO È FINITO. RESTA SOLO DA CAPIRE COME FINISCE
Visto e considerato che nessuno vuole guardare… oltre il proprio naso, facciamo davvero la follia. Anzi, smettiamo di chiamarla follia. Immaginiamo che Guarascio (smettiamola di chiamare Cosenza la sua squadra!) retroceda in Serie D. Scenario nient’affatto improbabile, anzi… Dopo aver perso la Serie B. Dopo aver venduto i giocatori che potevano essere venduti. Dopo aver ridimensionato la squadra. Dopo aver perso lo stadio. Dopo aver giocato lontano da Cosenza. Dopo aver perso la tifoseria. Dopo aver prosciugato definitivamente il rapporto con la città. A quel punto il gioco è finito. Non ci sarebbe più niente da sgraffignare. Fine delle trasmissioni.
Nessuna romantica risalita dalla Serie D (scusate ma ci è scappata una risata amara). Il punto, in questo scenario, sarebbe un altro: COME SI CHIUDE? Perché con la Serie D il Cosenza perderebbe definitivamente la funzione economica che aveva avuto per sette anni in Serie B. E persino per quella stagione in Serie C dello scorso anno. Il grande rubinetto si chiude. E quando il rubinetto si chiude, non resta da chiedersi quanta acqua entrerà domani. Resta da capire che cosa fare dell’ultima acqua rimasta dentro i tubi.
PRIMA STRADA: RESTANO E METTONO IL COSENZA IN LIQUIDAZIONE
La prima ipotesi è brutalmente semplice. Restano loro. Gargamella e Puffetta. Continuano a controllare la società fino alla Serie D. E, prima o dopo, decidono che non ha più senso continuare. Ma una cosa del genere non si improvvisa il giorno dopo una retrocessione. Prima bisogna fare ordine. O almeno bisogna preparare la scena. Incassare gli ultimi crediti. Chiudere i rapporti pendenti. Vendere ciò che è ancora vendibile. Gestire gli ultimi asset. Ridurre i costi. Ridurre il personale. Sistemare, per quanto possibile, debiti e rapporti finanziari. E poi, quando dentro la scatola resta quello che si vuole lasciare dentro, arriva il momento di dire: SIGNORI, SI CHIUDE…
Questa è la prima possibilità. La società resta a Guarascio fino alla fine del ciclo e poi viene liquidata. Non significa che i debiti spariscano. Non significa che le responsabilità pregresse spariscano. Ma potrebbe significare che la storia societaria finisce lì. Ed è proprio per questo che, se questa fosse la strada, il momento decisivo non sarebbe la liquidazione.
Il momento decisivo sarebbe tutto quello che accade prima. Ogni vendita. Ogni pagamento. Ogni credito incassato. Ogni rapporto chiuso. Ogni asset spostato. Perché è prima della fine che bisogna guardare. Non dopo. In fondo, lo scenario al quale stiamo assistendo parla proprio di un progressivo “svuotamento” di tutto lo svuotabile. Lo dice l’ultimo bilancio, lo dicono le cessioni, lo dice… tutto: cerchiamo di guardare in faccia la realtà…
SECONDA STRADA: LA CESSIONE FITTIZIA POCO PRIMA DEL DISASTRO
E qui la faccenda diventa ancora più interessante. Immaginiamo che la retrocessione in Serie D cominci a diventare probabile mesi prima. Classifica disastrosa. Squadra ridicola. Contestazione totale. Stagione compromessa. A quel punto, magari, arriva qualcuno. Un imprenditore sconosciuto. Un compratore che fino al giorno prima nessuno aveva mai sentito nominare. E annuncia: “Ho comprato il Cosenza!”. Non ci crederebbe nessuno, diciamo la verità… Perché un compratore vero deve comprare davvero. Deve mettere soldi veri. Deve pagarli a qualcuno. E quei soldi devono essere tracciabili. Forse Guarascio neanche ci proverebbe, forse si… chi lo sa… Ma ci sarebbero troppe domande a cui dare risposta: per quale motivo un imprenditore serio dovrebbe spendere soldi per comprarsi quel problema quando ormai il baratro è a un passo? No, non ci crederebbero manco… loro stessi.
IL COSENZA DELLA SERIE D NON SAREBBE UN AFFARE. SAREBBE UNA SCATOLA
In Serie B il Cosenza era una macchina. Entravano soldi. Tanti. I rubinetti erano aperti. In Serie C la macchina diventa piccola. In Serie D si spegne. Quindi chi compra un Cosenza in Serie D non compra più una società capace di generare automaticamente grandi flussi. Compra una scatola. E allora bisogna chiedersi: che cosa rimane nella scatola? E che cosa è stato tolto prima di venderla?
Ecco il punto. Non è tanto la retrocessione. È quello che potrebbe succedere prima e durante. Se la società deve arrivare al capolinea, bisogna guardare ogni movimento che precede il capolinea. Perché i treni non spariscono. Prima vengono scaricati i bagagli.
ED ECCO PERCHÉ IL NUOVO CDA, IN QUESTA FOLLIA, VA GUARDATO CON ATTENZIONE
Perché oggi è cambiata la struttura amministrativa. E allora, se domani dovessero iniziare operazioni importanti, non potremmo più dire: lo ha deciso l’amministratore unico. Adesso c’è un Consiglio di amministrazione. Quindi dobbiamo vedere: chi delibera? chi firma? chi autorizza? chi gestisce gli asset? chi gestisce eventuali operazioni straordinarie? Perché se la nostra ipotesi è che il gioco stia finendo, allora il nuovo CdA non è una notizia burocratica. Potrebbe diventare la cabina di regia dell’ultima fase. E la prima cosa da fare è guardare le mosse. Non le dichiarazioni. Le mosse.
IL FINALE, SE QUESTA IPOTESI È GIUSTA, PUÒ ESSERE SOLO UNO DI DUE
Se Guarascio resta fino alla fine: LIQUIDAZIONE. La società arriva al termine. Si monetizza ciò che è monetizzabile. Si chiude ciò che può essere chiuso. Si affrontano i debiti che restano. Si procede alla liquidazione se ne ricorrono i presupposti. Fine della vecchia scatola.
Se invece Guarascio deve uscire prima: CESSIONE FITTIZIA. Ma allora bisogna guardare il compratore. E non il suo nome. I suoi soldi. Perché se un giorno, magari a gennaio o a febbraio, quando la Serie D comincia a diventare inevitabile, dovesse arrivare un mister X a salvare il Cosenza, il gioco sarebbe troppo sporco. E qui a Cosenza lo abbiamo già visto…
LA NOSTRA FOLLIA, ALLA FINE, È MOLTO SEMPLICE
Se il Cosenza arriva in Serie D, il calcio non è più il centro della storia. Il calcio, a quel punto, sarebbe stato il viaggio. La domanda diventerebbe: che cosa succede alla società quando il viaggio finisce? Se restano loro, bisognerà osservare come svuotano o sistemano la scatola prima di chiuderla. E lo stiamo già vedendo… Se arriva qualcuno, bisognerà capire chi è e soprattutto chi gli ha dato i soldi per aprirla.Perché, se davvero il gioco è finito, non ci sarà nessun rilancio. Resta soltanto da capire chi spegne la luce.
LA LIQUIDAZIONE E I POSSIBILI PROBLEMI PER LA HOLDING DI GARGAMELLA
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