Cinquant’anni e non sentirli. Le Olimpiadi Victoria celebrano quest’anno il loro mezzo secolo di attività, confermandosi quello straordinario spaccato di comunità che da Madonna della Neve riesce ad abbracciare l’intera città di Frosinone. Cinquant’anni per una manifestazione del genere non è solo un traguardo: è un capolavoro di sociologia sportiva.

La geniale intuizione di Padre Adelmo

padre Adelmo Scaccia

Nata dal nulla grazie all’intuizione di Padre Adelmo Scaccia, la kermesse ha saputo trasformare quattro squadre in competizione — Aquile, Condor, Falchi e Grifoni — in una macchina del tempo capace di mettere in relazione naturale chi cinquant’anni fa gareggiava sui campi in terra battuta e oggi porta figlie e nipoti a fare i 100 metri sulla moderna pista di atletica in tartan.

Alla conferenza stampa di presentazione presso l’aula consiliare di Palazzo Munari, il sindaco Riccardo Mastrangeli ha ribadito il valore della manifestazione con toni che oscillano tra l’istituzionale e il sentimentale-sportivo: «Le Olimpiadi Victoria rappresentano una manifestazione di grande valore per Madonna della Neve e per tutta la città. Dietro questo appuntamento c’è un lavoro importante che dura da mesi, animato da passione ed entusiasmo».

Riccardo Mastrangeli

Parole che fotografano bene la macchina organizzativa: volontari, famiglie, sponsor, parrocchia, giovani del quartiere. Un mosaico che Padre Adelmo (il fondatore) ha costruito negli anni con pazienza certosina. E che oggi Padre Richie continua a tenere in equilibrio, con la stessa cura che si dedica alle cose che non devono andare perdute.

Mastrangeli ha insistito su un punto che è il cuore della Victoria: «È bello pensare che molti di coloro che oggi partecipano, 30 o 50 anni fa, vi prendevano parte da bambini». Ed è vero: le Olimpiadi Victoria sono un rito collettivo a Frosinone che ha attraversato decenni, amministrazioni, mode, crisi e rinascite.

42mila iscritti in 49 edizioni

Un patrimonio identitario che la città custodisce con giustificato orgoglio. Cinquant’anni di sport, ragazzi, famiglie, volontariato e aggregazione, con una tradizione che affonda le radici nella prima edizione del 1971 e che nel tempo ha coinvolto migliaia di partecipanti: circa 42mila iscritti complessivi nelle prime 49 edizioni.

Quest’anno l’appuntamento è fissato dal 2 al 13 settembre, con oltre venti discipline e un calendario fitto di appuntamenti.

Le squadre dell’edizione 2020

Le Olimpiadi Victoria hanno anche una caratteristica che molti eventi pubblici non possono vantare: non hanno bisogno di essere inventate ogni anno. Sono già patrimonio della città. Cambiano i bambini, cambiano le famiglie, cambiano gli amministratori ma la fiamma dell’entusiasmo resta accesa. «È proprio questa – ha concluso Mastrangeli – la forza più autentica delle Olimpiadi Victoria: andare oltre la semplice competizione sportiva e lasciare un ricordo e un insegnamento destinati a rimanere nel tempo».

Le Victoria come palcoscenico

Fin qui la cronaca della conferenza stampa. C’è però un elemento ulteriore che merita una riflessione più ampia. Le Olimpiadi Victoria, nel loro essere festa popolare, sono inevitabilmente anche un palcoscenico politico: un’occasione di presenza, di relazione con la città, di visibilità. Per questo, nella disciplina olimpica della campagna elettorale, Mastrangeli è primatista assoluto.

Il sindaco osserva, stringe mani, ascolta, si fa vedere e presidia tutti i dossier sensibili.

In sintesi: il sindaco sta sul pezzo, sempre. Inaugura opere e taglia nastri con la stessa velocità e frequenza con cui la domenica a pranzo Ennio, il titolare del ristorante ‘Mbriachella a Maniano, serve i fini fini. Compare Riccardo sarebbe in grado di partecipare, da qui a maggio del prossimo anno, a ogni matrimonio, cresima o battesimo che si celebra nel capoluogo.

Mentre Mastrangeli corre, il PD sceglie le scarpe

Angelo Pizzutelli (Foto © Stefano Strani)

Il sindaco ha attivato un presidio militare della città, come da manuale del perfetto candidato sindaco. Un manuale che, evidentemente, il Partito Democratico di Frosinone non ha ancora letto. Un immobilismo imbarazzante e inspiegabile, caratterizzato da assenza di strategia, di presenza, di narrazione alternativa.

L’unico sasso lanciato nello stagno arriva dal Capogruppo del Partito Democratico Angelo Pizzutelli: con un’iniziativa individuale, una sortita in solitaria, senza il tam tam del Circolo che cerchi di coinvolgere la città, nonostante lo abbia designato come proprio candidato al tavolo del centrosinistra per la costruzione di una proposta unitaria.

L’argomento scelto da Pizzutelli non riguarda la campagna elettorale ma un tema concreto e immediato: le nuove tariffe della piscina comunale Polivalente. «Un impianto natatorio comunale deve rappresentare prima di tutto un servizio sociale accessibile a tutti i cittadini», esordisce Pizzutelli, che poi elenca le criticità della nuova gestione:

(Foto © DepositPhotos.com)
  • Non è più previsto il pagamento mensile.
  • La tariffa stagionale per gli over 65 è passata da 100 euro più 10 di iscrizione a 200 euro più 50 — con un aumento complessivo di 140 euro — e il confronto con il 2024, quando quella stessa categoria pagava 40 euro in tutto, è, nelle sue parole, «impietoso».
  • La tariffa stagionale per il nuoto libero sale da 300 più 10 a 400 più 50 di iscrizione.
  • Aumenti anche su docce, bagni e tesserino.

Il capogruppo Dem annuncia quindi una richiesta pubblica affinché il Comune intervenga con il gestore per prevedere «aggiustamenti migliorativi che vadano incontro alle esigenze delle famiglie frusinati».

È una mossa che, al netto del merito della questione, interrompe il silenzio del capogruppo Dem sul territorio. Se questo è l’inizio di una presenza più sistematica, il PD potrebbe aver finalmente trovato le scarpe da running. Se invece rimane un episodio isolato ed un’iniziativa personale senza nemmeno una card o un post del Partito, il manuale del perfetto candidato sindaco resterà ancora chiuso nel cassetto.


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