Lo Stadio Diego Armando Maradona è situato nel quartiere di Fuorigrotta e, con i suoi 54.726 posti a sedere, è il terzo stadio più grande d’Italia, preceduto solo dal Meazza di Milano e dall’Olimpico di Roma. Prima di chiamarsi come il più grande calciatore della storia del club, l’impianto ha attraversato epoche, nomi e trasformazioni. Da Stadio del Sole a San Paolo, fino all’intitolazione a Maradona nel 2020. Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere sullo stadio di Napoli.
Perché lo stadio di Napoli si chiamava San Paolo?
Il nome San Paolo, che ha accompagnato lo stadio per oltre sessant’anni, ha radici profonde, legate alla tradizione religiosa del territorio su cui sorge lo stadio. Quando l’impianto venne inaugurato il 6 dicembre 1959, il nome scelto era Stadio del Sole, un omaggio alla rinascita della città dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1963, appena quattro anni dopo l’apertura, la denominazione cambiò ufficialmente in Stadio San Paolo.
Il motivo è legato a Paolo di Tarso, l’Apostolo delle Genti. Secondo un’antica tradizione, nell’anno 61 d.C. il santo giunse in Italia attraccando al porto di Pozzuoli, durante il primo dei suoi tre viaggi verso Roma. Il nome San Paolo rimase fino al 4 dicembre 2020, quando la Giunta Comunale, su proposta del sindaco, approvò la delibera che intitolava lo stadio alla memoria di Diego Armando Maradona, scomparso pochi giorni prima, il 25 novembre.
La storia dello stadio di Napoli
Il vecchio Stadio Partenopeo (intitolato a Giorgio Ascarelli, primo presidente del club) era stato distrutto dai bombardamenti alleati durante la guerra. La squadra si era trasferita al Vomero, allo Stadio Arturo Collana, mentre i lavori per un nuovo impianto partirono il 27 aprile 1952, con la posa della prima pietra alla presenza del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Il progetto portava la firma dell’ingegnere Carlo Cocchia, che immaginò un catino imponente in stile brutalista, con due anelli e una pista di atletica a sei corsie.
L’inaugurazione avvenne il 6 dicembre 1959 con la sfida tra Napoli e Juventus, finita 2-1. All’epoca dei fatti, lo stadio era il più capiente d’Italia con circa 85.000 posti. Negli anni successivi l’impianto ospitò partite di campionato, coppe europee, e nel 1980 fu teatro di alcune gare del Campionato Europeo.
L’assegnazione dei Mondiali del 1990 all’Italia portò una profonda ristrutturazione. Lo stadio venne ampliato e coperto, con una capienza di 72.810 posti a sedere. L’intervento, però, trasformò radicalmente l’aspetto dell’impianto. Durante Italia ’90, il San Paolo ospitò diverse partite del torneo, compresa la semifinale Italia-Argentina.
Il terzo anello divenne inagibile nella stagione 2005-06 a causa delle vibrazioni che disturbavano i palazzi circostanti, riducendo la capienza a circa 60.000 posti. Un ulteriore restyling arrivò nel 2018-19 per la XXX Universiade: nuovi seggiolini, maxischermi, spogliatoi rinnovati e una pista di atletica rifatta.
La capienza per partite e concerti
La capienza attuale dello Stadio Maradona per le partite di calcio è di 54.726 posti a sedere, terzo dopo San Siro e Olimpico. Nella stagione 2024-25, il Maradona ha registrato una media di riempimento del 93,9%, entrando nella classifica dei 50 stadi più gremiti al mondo.
Quando il campo si trasforma in un palcoscenico, i numeri cambiano. La capienza per i concerti varia tra 45.000 e 60.000 spettatori, a seconda della configurazione del palco e dell’allestimento scenico. Il palco occupa infatti una porzione del campo e parte delle tribune, riducendo i posti disponibili in alcuni settori ma aggiungendo la possibilità di posizionare il pubblico a livello del terreno di gioco (il cosiddetto parterre o prato).
Negli anni lo stadio ha ospitato artisti di calibro internazionale: Pink Floyd, U2, Vasco Rossi, Lucio Dalla. Più di recente, l’estate 2026 ha visto esibirsi Liberato, Eros Ramazzotti, Max Pezzali, Tiziano Ferro e tre date sold out di Geolier.
Quali sono i settori dello stadio
Lo Stadio Maradona è suddiviso in tre anelli (il terzo attualmente chiuso) e diversi settori, i quali sono:
- Curva A: uno dei due settori dietro la porta, con una propria identità storica. I prezzi sono tra i più accessibili.
- Curva B: anche questo settore è sede del tifo organizzato. Ha le stesse fasce di prezzo della Curva A.
- Distinti (superiori e inferiori): il settore che offre il miglior rapporto qualità-visuale-prezzo. Si trova di fronte alla Tribuna principale, con una buona visione del campo e costi più contenuti rispetto alle tribune laterali.
- Tribuna Posillipo: comfort, visuale privilegiata e servizi migliori.
- Tribuna Nisida: analoga alla Posillipo per servizi e posizione, offre anch’essa un’ottima visuale laterale sul campo.
- Tribuna Family: settore dedicato alle famiglie con bambini, sotto la Tribuna Nisida. Tra le caratteristiche, prezzi contenuti, sconti per bambini e accesso separato.
- Settore Ospiti: circa 2.482 posti riservati ai tifosi della squadra avversaria, situati nel settore inferiore della Curva B.
Il progetto di ristrutturazione per gli Europei 2032
Il Comune di Napoli ha presentato nell’agosto 2026 il progetto definitivo di riqualificazione dell’impianto, un piano ambizioso pensato per candidare la città a ospitare le partite di Euro 2032, il Campionato Europeo organizzato da Italia e Turchia.
La capienza passerà da 54.732 a 63.300 posti, di cui 50.270 pienamente conformi agli standard UEFA — una cifra che consentirebbe di ospitare persino le semifinali del torneo. L’investimento complessivo si aggira intorno ai 200 milioni di euro. In particolare:
- La pista di atletica verrà eliminata, e un nuovo primo anello avvicinerà le sedute fino a soli 7 metri dal bordo del campo.
- Il terzo anello, chiuso da oltre vent’anni, sarà recuperato e stabilizzato con un sistema di smorzatori anti-vibrazione applicato ai 28 piloni portanti.
- La facciata esterna sarà completamente rinnovata, ispirandosi alla forma originale a catino dello Stadio del Sole degli anni Sessanta.
- Sono previsti 16 sky box per il pubblico VIP (576 posti totali), oltre 100 gate per ridurre drasticamente i tempi di ingresso, 1.500 posti auto e un parco urbano verde di 4.500 metri quadrati intorno all’impianto.
- Sul fronte della sostenibilità, il progetto include oltre 5.300 mq di pannelli fotovoltaici (capaci di produrre più di 1,7 milioni di kWh all’anno) e un sistema di recupero delle acque piovane da 25 milioni di litri annui.
I lavori dovrebbero partire nel maggio 2027 e concludersi entro il 2030, due anni prima dell’Europeo.
Come arrivare allo stadio di Napoli
Raggiungere lo Stadio Maradona è relativamente semplice, sia con i mezzi pubblici che in auto.
In metropolitana
Il modo più pratico e veloce per arrivare allo stadio, soprattutto nei giorni di partita o concerto:
- Linea 2 (Trenitalia): direzione Pozzuoli, fermata Campi Flegrei. Da Napoli Centrale (stazione Garibaldi) si raggiunge in circa 15 minuti. Da lì, lo stadio è a 10 minuti a piedi lungo Viale Augusto.
- Linea 6 (ANM): fermata Mostra, la più vicina in assoluto all’impianto.
- Circumflegrea: fermata Mostra.
In autobus
Diverse linee ANM servono la zona di Fuorigrotta. Dalla stazione Garibaldi, il bus 151 porta fino alla fermata Augusto-Politecnico, nei pressi di Piazzale Tecchio. Altre linee utili sono la C1 e la 152.
In auto
Chi arriva in auto può raggiungere lo stadio dalla tangenziale di Napoli, uscendo a Fuorigrotta o Agnano.
Vivere a Napoli
Decidere di trasferirsi a Napoli comporta numerosi vantaggi diversi da ignorare. Per iniziare, vanta uno dei patrimoni culturali più densi al mondo. Il Museo Archeologico Nazionale, la Cappella Sansevero, il Cristo Velato, Pompei ed Ercolano a un treno di distanza, la Costiera Amalfitana raggiungibile in un’ora.
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Matteo Squillante
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