Logistica, infrastruttura strategica del business


Nel retail e nell’e-commerce la competizione non si gioca più soltanto sulla capacità di vendere, ma sempre più sulla capacità di consegnare, personalizzare e gestire in modo efficiente l’intera catena del valore. Di conseguenza tutta la logistica sta cambiando ruolo: da funzione operativa a infrastruttura strategica del business. È su questa trasformazione che si innesta la visione di Dsv, gruppo globale della logistica tra i principali player al mondo, che in Italia ha sviluppato un modello sempre più integrato di contract logistics basato su automazione, servizi a valore aggiunto e soluzioni come il packaging on demand. Un approccio che punta a ridisegnare il perimetro stesso del magazzino, trasformandolo in un’estensione dinamica dei processi del cliente. Dsv, con headquarter in Danimarca, opera attraverso tre divisioni – Air & Sea, Road e Contract Logistics – che coprono l’intera catena del valore logistico, dal trasporto internazionale alla gestione dei magazzini e dei processi di fulfillment. La divisione Contract Logistics rappresenta il cuore delle soluzioni a più alto valore aggiunto, includendo attività come inbound logistics, gestione inventari, order fulfilment, co-packing e distribuzione.

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La crescita del gruppo ha conosciuto un’accelerazione decisiva con l’acquisizione di DB Schenker, completata nel 2025 per 14,3 miliardi di euro, operazione che ha portato Dsv a impiegare 150mila persone in oltre 90 Paesi. In Italia il gruppo conta oltre 2.600 collaboratori, più di 30 filiali e circa 800mila metri quadri di magazzini.

La strategia di evoluzione della Contract Logistics punta a superare il concetto tradizionale di stoccaggio e movimentazione, basandosi su un principio chiave: la logistica non è più un servizio standardizzato, ma una componente integrata del business del cliente. Come spiega bene Fabiano Villa, direttore commerciale di Dsv Contract Logistics in Italia. «Il modo in cui concepiamo la logistica è il nostro elemento distintivo: non come un servizio dozzinale, ma come una soluzione costruita attorno alle esigenze specifiche di ogni cliente. È ciò che definiamo unconventional logistics, ovvero un modello in cui l’operatore diventa parte integrante dei processi aziendali. All’interno dei nostri siti, infatti, andiamo oltre la gestione dello stock o delle spedizioni, fornendo un’ampia gamma di servizi a valore aggiunto come co-packing, personalizzazione degli ordini, finalizzazione degli articoli. Attività tradizionalmente esterne al magazzino che vengono incorporate nel flusso logistico. Questo approccio just in time ci permette di accorciare la supply chain e garantire elevati livelli di flessibilità, soprattutto in contesti ad alta variabilità come lanci prodotto o picchi stagionali. In questo modo ci posizioniamo come un’estensione operativa dei nostri partner, contribuendo direttamente alla creazione di valore e all’efficienza dell’intera filiera».

Il magazzino, in questa logica, non è più un punto di passaggio ma un nodo produttivo, un ambiente in cui la merce viene non solo stoccata e spedita, ma anche trasformata, personalizzata e adattata in tempo reale alle esigenze del mercato. Il packaging on demand è senz’altro una delle leve più innovative sviluppate da Dsv, introdotto operativamente nel sito di Modena attraverso la collaborazione con la startup italiana Voidless e l’integrazione del sistema P2 Core. Il principio è semplice ma profondamente trasformativo: produrre imballaggi su misura direttamente in magazzino, adattando la scatola al contenuto e non viceversa.

Questo approccio consente di ridurre gli sprechi, ottimizzare gli spazi e migliorare l’efficienza complessiva della supply chain, con impatti sia operativi sia ambientali. Meno materiali di riempimento, meno volumi inutili, maggiore densità nei trasporti: il packaging diventa così una componente attiva del processo logistico e non un elemento accessorio.

Accanto al packaging on demand, Dsv ha sviluppato una gamma ampia di servizi a valore aggiunto che trasformano il magazzino in un vero hub produttivo: oltre al co-packing, assemblaggi, kit promozionali, personalizzazioni di prodotto e rilavorazioni just in time diventano attività integrate nei flussi logistici, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il time to market. Il magazzino diventa così il luogo in grado di rispondere a variazioni improvvise della domanda, soprattutto nei settori caratterizzati da forte stagionalità o rapidi cicli di innovazione.

Altro pilastro del modello Dsv è l’automazione. In Europa il gruppo gestisce circa 20 fulfillment factory, mentre in Italia il riferimento è il sito di Milano Settala, dotato di sistema Autostore su una superficie complessiva di 20mila metri quadrati, di cui 2.500 dedicati all’automazione avanzata. Autostore è un sistema robotizzato di stoccaggio ad alta densità che consente di ottimizzare lo spazio e aumentare la velocità di evasione degli ordini, con benefici operativi significativi: riduzione degli errori di picking, capacità di gestire fino a mille righe d’ordine all’ora, maggiore velocità nei picchi di domanda e piena visibilità in tempo reale delle scorte. L’automazione contribuisce anche alla sostenibilità, riducendo consumi energetici e ottimizzando l’utilizzo delle risorse fisiche del magazzino.

«Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione significativa del mercato: i flussi sono più frammentati e veloci, e le aziende richiedono una capacità di adattamento continua», sottolinea Fabiano Villa. «Tale scenario ha aumentato la complessità per gli operatori logistici, rendendo necessario un ripensamento dei modelli di business in chiave di maggiore flessibilità. In questo senso, abbiamo scelto di concentrarci sullo sviluppo di magazzini multi-user, capaci di creare sinergie tra clienti diversi. Parallelamente, abbiamo investito in automazione implementando soluzioni avanzate come sistemi di stoccaggio ad alta densità e robotica per il picking, che permettono di aumentare produttività, accuratezza e rapidità di esecuzione, in particolare nei contesti e-commerce».

La strada intrapresa è chiara e decisa e nel medio-lungo periodo «l’obiettivo è continuare a evolvere, rafforzando assetti sempre più integrati e reattivi», spiega Villa. «Tutto ciò è parte di un cambiamento culturale del ruolo della logistica: da fornitore di commodity a partner strategico in grado di tradurre il servizio in un valore reale e contribuire a obiettivi di decarbonizzazione, efficienza e competitività», conclude il manager.

Il risultato è un cambio di paradigma in cui Dsv si posiziona non solo come operatore logistico globale, ma come partner industriale in grado di accompagnare l’evoluzione dei modelli di business del retail e dell’e-commerce in un’ottica in cui la logistica, concepita non più solo come un costo da ottimizzare, ma come un fattore competitivo da progettare, è sempre più centrale nel determinare il successo delle imprese. In un mercato dominato da velocità, volatilità della domanda e pressione sui margini, dove, pertanto, la capacità di integrare automazione, servizi personalizzati e packaging intelligenti diventa un elemento assai decisivo.


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 Vincenzo Petraglia

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