Mentre nel Comune di Cirò Marina e non solo… c’è chi festeggia per la spada di Damocle che – almeno per il momento – continua a pendere sul procuratore Guarascio (ricordiamo che il Csm dovrà rivalutare la sua posizione in relazione alla sua nomina a Crotone causa ricorso di tale Tridico mandato dai soliti noti), l’uccellino Fabio Manica continua a cantare e a collaborare. Per non finire nuovamente in galera. Grazie alle sue dichiarazioni “spontanee”, alle quali si sarebbero aggiunte quelle della testa di legno Giacomo Combariati della Sinergyplus, la Guardia di Finanza, su mandato del Procuratore Guarascio, si è recata nuovamente presso gli uffici della Provincia che molti continuano a definire la più collusa, corrotta e mafiosa d’Italia: quella di Crotone.
Nel mirino della Procura sono finiti, questa volta, i lavori di somma urgenza affidati dalla Provincia di Crotone a seguito degli eventi alluvionali che, lo scorso inverno, hanno colpito il territorio. Un gruppo di militari della Guardia di Finanza, su disposizione del procuratore capo Domenico Guarascio, ha acquisito un cospicuo numero di fascicoli relativi agli interventi eseguiti. Sotto la lente degli investigatori sarebbero finiti, in particolare, 28 interventi di ripristino e messa in sicurezza delle strade provinciali danneggiate dal ciclone Harry, che nel mese di gennaio ha colpito il Sud Italia e, soprattutto, la Calabria.
Tutti interventi affidati a varie ditte senza gara, attraverso il ricorso all’affidamento diretto. Ed è proprio per verificare la legittimità delle procedure adottate e la sussistenza dei presupposti richiesti dalla normativa che i finanzieri hanno acquisito delibere, determine e registri contabili relativi ad opere per un importo complessivo pari a 2,6 milioni di euro. Si tratta di risorse provenienti dai 100 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri dopo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale conseguente al ciclone Harry.
I nostri informatori, “incazzati” per quella che definiscono una gestione piuttosto “allegra e selettiva” dei fondi pubblici, segnalano nello specifico alcune ditte considerate vicine a don Sergiuzzo Ferrari che, oltre ad aver beneficiato degli affidamenti diretti legati al ciclone Harry, godrebbero da tempo di affidamenti e appaltucci in ragione del loro ruolo di capi-elettori dello stesso Ferrari nel Comune di Cirò Marina:
- Alfa Costruzioni di Francesco Aloisio, capo elettore di Cirò Marina;
- MP Costruzioni di Pietro Morelli, capo elettore sempre di Cirò Marina;
- Varano Costruzioni S.r.l. di Pasquale Varano, capo elettore indovinate di… Cirò Marina;
- MG Costruzioni Generali S.r.l. di Pietro Fiore Catizone, capo elettore ancora una volta di Cirò Marina.
Altro che favole e fiabe sull’assessorato alla GENTILEZZA tanto care ai media di regime. Altro che la pantomima strappalacrime alla quale siamo stati costretti ad assistere negli ultimi giorni, con tanto di interviste rilasciate ai media di regime di cui sopra, genuflessi a Occhiuto, Cannizzaro e Gallo Cedrone grazie ad elargizioni generose di… denaro pubblico!
Ma passiamo alle altre ditte amiche di Manica e Ferrari. Antonio Clarà si è aggiudicato ben tre lotti -urgenti-, attraverso la Crotonscavi Costruzioni Generali S.p.A. e la ditta Clarà geom. Antonio, per un importo complessivo di 650.000 euro. Capo elettore di Sergio Ferrari a Santa Severina – e non solo – tra gennaio e febbraio portava sulle spalle una pesante condanna che, secondo alcuni, richiamerebbe il profilo tipico degli esponenti del clan Ferrari. Antonio Clarà è infatti direttamente coinvolto nel processo “Bellu Lavuru 2” ma, nonostante ciò, è riuscito a fare arrivare primo eletto il boss don Sergio Ferrari nel comune di Santa Severina con ben 150 preferenze (con o senza scheda ballerina?!) in un comune di centrosinistra. Dove appunto alle ultime regionali hanno vinto il centrosinistra e… Sergiuzzo Ferrari l’amico dei costruttori in odor di mafia.
Clarà, imprenditore originario di Santa Severina e titolare dell’omonima impresa individuale, è stato indagato e poi processato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (artt. 110 e 416-bis c.p.). Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, la sua impresa operava nei cantieri della Statale 106 in regime di subappalto, subendo l’imposizione o comunque agevolando i meccanismi di infiltrazione delle cosche locali di ‘ndrangheta.
Il 4 luglio 2022 il Tribunale di Locri lo ha condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi di reclusione. A febbraio 2026 era ancora in attesa del giudizio d’appello e, nel frattempo, la Provincia di Crotone gli ha affidato direttamente lavori per 650.000 euro. Lo stesso soggetto sarebbe stato il capo elettore di don Sergiuzzo Ferrari a Santa Severina in occasione delle ultime elezioni regionali.
C’è poi la ditta Chisari Gaetano S.r.l., destinataria di un affidamento diretto da 300.000 euro. La stessa società compare nell’ordinanza Teorema. La Chisari Gaetano S.r.l. si è occupata proprio del campo sportivo comunale, uno degli appalti maggiormente finiti al centro delle attenzioni investigative nell’area di Cirò Marina. Nel dettaglio, l’impresa ha curato:
- la riqualificazione del campo di calcio comunale, attraverso un intervento di rigenerazione urbana comprendente il rifacimento del manto in erba sintetica e la realizzazione dei servizi accessori. L’opera è stata completata e consegnata all’inizio del 2025;
- le procedure e gli atti relativi ai lavori di adeguamento del palazzetto dello sport.
L’azienda Cerredil S.r.l., invece, si è vista riconoscere “soltanto” 30.000 euro. L’impresa, con sede a Casabona, rientrerebbe anch’essa nell’inchiesta “Teorema”, essendo considerata dagli inquirenti una delle beneficiarie del presunto sistema di appalti pilotati coordinato dalla “regia occulta” di Fabio Manica e dai tecnici a lui vicini, oltre che dal boss don Sergio Ferrari, sul quale le Procure continuano ad indagare. Anche se in questo caso si tratta di una posizione abbastanza marginale.
Per concludere, compare la firma di Francesco Mario Benincasa proprio sulla determina provinciale n. 361, quella che riporta le somme destinate alle ditte amiche di don Sergiuzzo Ferrari. I nostri “informatori incazzati” sostengono inoltre che l’ingegner Benincasa sarebbe un “fratello incappucciato” dell’avvocato Francesco Manica, attualmente destinatario di un divieto di dimora nella “sua” Crotone. E ci raccontano anche un’altra incredibile coincidenza: sarebbe fratello di un certo Giuseppe Chisari e di un tale Alberigo Cerrelli presenti entrambi nell’elenco sequestrato dalla Guardia di Finanza. Guarda tu quanto è piccolo il mondo!
Per non parlare dei legami “opachi” – tanto per utilizzare un termine caro alle Procure – e di rapporti di “fratellanza” che coinvolgerebbero Gianni Notaro e la madre dei fratelli Manica, entrambi appartenenti ad una certa Loggia Mista. Specializzata negli intrallazzi. Altro che… Grande Architetto dell’Universo, qui siamo dinnanzi al Grande Architetto di Cirò Marina !
Insomma, un appello al Csm: il Procuratore Guarascio sta forse per tirare su il tonno grosso. Lasciatecelo ancora per un po’, perché di legalità, nel territorio crotonese, c’è disperatamente bisogno.
Anche se qualcuno, dalle parti del centrodestra, sussurra che gli strascichi di questa vicenda potrebbero arrivare ben oltre i confini della provincia e spingersi fino alla Cittadella Regionale.
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