Un sistema bancario solido, caratterizzato da una forte presenza di istituti locali e da un rapporto consolidato con famiglie e imprese, che deve però confrontarsi con le difficoltà del ricambio generazionale e con l’evoluzione delle competenze professionali. È il quadro del settore del credito in Alto Adige tracciato da Michael Caumo, coordinatore della Fabi di Bolzano. In una provincia caratterizzata da livelli occupazionali elevati, le banche incontrano difficoltà nel reperire alcune figure specializzate, mentre digitalizzazione e nuove tecnologie stanno modificando le attività quotidiane e l’organizzazione del lavoro. Per il sindacato, formazione, valorizzazione delle professionalità e qualità dell’ambiente lavorativo rappresentano le principali questioni sulle quali concentrare l’attenzione.
Domanda. Come descriverebbe oggi la situazione del settore bancario in Alto Adige?
Risposta. Il quadro è positivo. Il sistema bancario della provincia di Bolzano continua a mostrare una significativa solidità, sostenuta soprattutto dal forte radicamento territoriale degli istituti locali. Le Casse Raiffeisen, la Cassa di Risparmio di Bolzano e Volksbank rappresentano realtà importanti per l’economia della provincia. I risultati economici sono soddisfacenti e il risparmio gestito registra una crescita apprezzabile. Un altro elemento fondamentale è la capacità delle banche di continuare a garantire credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese, mantenendo un rapporto diretto con il tessuto produttivo locale.
D. Il sistema bancario altoatesino conserva una forte identità territoriale. Quanto incide questo aspetto nel rapporto con famiglie e imprese?
R. Conta moltissimo. Il modello altoatesino dimostra quanto sia importante preservare la vicinanza tra banca, clientela e comunità. Il radicamento territoriale consente agli istituti di conoscere le esigenze delle famiglie e delle imprese e di accompagnarne lo sviluppo. È un patrimonio che va tutelato anche in una fase di forte innovazione tecnologica. La modernizzazione del settore può contribuire a rendere questo rapporto ancora più efficace, integrando i nuovi strumenti digitali con il valore della relazione personale.
D. In un territorio caratterizzato da livelli occupazionali elevati, quali difficoltà incontrano le banche nel ricambio generazionale?
R. È probabilmente una delle questioni più delicate che dobbiamo affrontare. L’Alto Adige è un territorio caratterizzato da una situazione di quasi piena occupazione e questo rende particolarmente difficile reperire personale qualificato. Le maggiori criticità riguardano le figure specializzate nell’informatica, nella compliance e nella consulenza finanziaria. Per questo le banche devono tornare a essere attrattive per le nuove generazioni, offrendo percorsi professionali chiari, formazione continua e concrete possibilità di crescita. Non basta cercare nuovi talenti: bisogna creare le condizioni perché scelgano di entrare nel settore e di costruirvi il proprio futuro.
D. Le nuove tecnologie stanno modificando anche le esigenze professionali delle banche. Come sta evolvendo il lavoro nelle filiali?
R. L’automazione delle operazioni tradizionali di sportello ha modificato profondamente le attività dei bancari. Oggi una parte crescente del lavoro è orientata alla consulenza e alla distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Questo richiede competenze sempre più articolate e una formazione continua, ma anche un’organizzazione adeguata alle nuove attività. È importante che l’evoluzione delle mansioni sia accompagnata da strumenti e percorsi professionali coerenti, valorizzando l’esperienza e le capacità dei lavoratori.
D. Sul fronte delle condizioni di lavoro, quali sono le questioni che richiedono maggiore attenzione?
R. Uno degli aspetti più delicati riguarda i carichi di lavoro e le pressioni commerciali. Il raggiungimento degli obiettivi economici è importante per le aziende, ma deve essere compatibile con il benessere dei dipendenti e con una corretta relazione con la clientela. Il bancario deve poter svolgere la propria attività con professionalità, autonomia e responsabilità, senza essere condizionato da politiche di vendita esasperate. Quando prevale esclusivamente la logica del risultato commerciale, si rischia di compromettere non soltanto la serenità dei lavoratori, ma anche la qualità del servizio. La Fabi continuerà a mantenere alta l’attenzione su questi aspetti.
D. Digitalizzazione e intelligenza artificiale possono avere conseguenze anche sull’occupazione. Qual è la situazione nella provincia di Bolzano?
R. Anche in Alto Adige stiamo assistendo a una trasformazione significativa dei modelli organizzativi e delle attività quotidiane. Finora, però, questo processo non ha comportato licenziamenti. Le uscite sono avvenute esclusivamente su base volontaria, attraverso il Fondo di solidarietà che accompagna i lavoratori alla pensione. È un aspetto importante, perché dimostra che il cambiamento può essere gestito attraverso strumenti condivisi, senza scaricarne le conseguenze sui dipendenti. La nostra attenzione resta alta affinché anche le prossime innovazioni seguano questa direzione.
D. Quali saranno le priorità della Fabi di Bolzano nei prossimi anni?
R. La nostra priorità sarà tutelare le lavoratrici e i lavoratori nelle trasformazioni del settore. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie devono diventare strumenti di supporto all’attività professionale e offrire opportunità di crescita. Vogliamo che i benefici dell’innovazione si traducano anche in condizioni di lavoro migliori, retribuzioni adeguate, orari sostenibili e valorizzazione delle competenze. Il sistema bancario altoatesino ha dimostrato di possedere basi solide e una forte identità territoriale. La sfida sarà continuare a crescere senza perdere di vista il valore delle persone, che rappresentano la vera forza delle nostre banche.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



