“Benvenuti nello Speciale Best Stories 2026. Vi stiamo raccontando le storie delle eccellenze della nautica. Oggi andiamo alla scoperta di quella di Solaris yacht, il cantiere italiano che da oltre 50 anni realizza yacht a vela che incarnano forza, eleganza e performance senza compromessi”.

Un Solaris è per sempre
Dal 1974 il cantiere di Aquileia è uno dei simboli della nautica italiana, nel tempo ha sviluppato uno stile di barche molto riconoscibile e sempre coerente con l’idea di produrre dei fast cruiser eleganti e facili da condurre. Per il futuro il cantiere punta anche in alto, con l’obiettivo di entrare nella fascia dei 24 metri.
Solaris Yachts ha una storia di oltre cinquant’anni ed è oggi una delle eccellenze della nautica italiana, attivo sia sul fronte della vela che del motore. In una chiacchierata con il Direttore Commerciale di Solaris, Vincenzo De Maria, ci siamo fatti raccontare lo stato dell’arte del cantiere, presente e futuro, ripercorrendo anche quella che è stata la storia del marchio nel passato recente.
La tradizione navale friulana
Il cantiere nasce ad Aquileia, in Friuli Venezia Giulia, in un territorio nel quale la cultura della costruzione nautica si è sempre intrecciata con la tradizione artigianale. Fin dall’inizio Solaris si è rivolta soprattutto ad armatori esperti, costruendo barche pensate per navigare davvero: solide, marine e curate. Nel tempo il prodotto si è evoluto, sia dal punto di vista tecnico sia da quello stilistico, ma questa cultura della qualità e della sostanza è rimasta uno dei riferimenti fondamentali.
“Una delle svolte più significative è stata la collaborazione con Javier Soto Acebal” ci racconta Vincenzo De Maria, “che ha contribuito a definire il linguaggio dei Solaris moderni: scafi performanti ed equilibrati, grande attenzione alle proporzioni, coperte pulite e un rapporto molto preciso tra prestazioni e facilità di conduzione” precisa il Direttore Commerciale. Negli ultimi quindici anni il cantiere ha compiuto un importante percorso di crescita, passando da una realtà prevalentemente artigianale a un’azienda strutturata e presente nei principali mercati internazionali. “Abbiamo ampliato la gamma”, spiega De Maria “aumentato le dimensioni delle barche e sviluppato un’organizzazione più complessa, cercando però di non perdere il legame diretto con il prodotto e con le persone che lo costruiscono. Credo che proprio questa combinazione tra capacità industriale e cultura artigianale continui a essere uno degli elementi più riconoscibili di Solaris” racconta.


Una crescita costante
Solaris attraversa una fase di consolidamento e, nello stesso tempo, di forte evoluzione. Negli ultimi anni è cresciuta sia dal punto di vista dimensionale sia come presenza internazionale e ha ampliato la gamma. “Oggi, tuttavia” precisa il Direttore Commerciale, “il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare i volumi, ma rendere questa crescita più solida, organizzata e coerente”. Il core business Solaris rimane molto chiaro: il performance cruiser di alta gamma.
“Costruiamo barche capaci di offrire vere prestazioni a vela” sottolinea, “ma che siano anche facilmente gestibili dall’armatore, spesso con equipaggio ridotto. Non vogliamo realizzare barche da regata adattate alla crociera, né barche da crociera che abbiano soltanto un’immagine sportiva. Cerchiamo un equilibrio autentico tra velocità, facilità di conduzione, comfort e qualità costruttiva”.


La gamma Solaris va dai 40 agli 80 piedi. Un armatore che passa da un Solaris 50 a un 60 e successivamente a un 80, ritrova lo stesso DNA: il medesimo modo di interpretare le linee esterne, la coperta, la conduzione e gli interni, naturalmente adattato alle diverse dimensioni. “Parallelamente stiamo lavorando all’evoluzione dei modelli esistenti. Il mercato cambia più rapidamente rispetto al passato e non è più realistico pensare che un modello possa rimanere sostanzialmente immutato per dieci anni. Il nuovo Solaris 44 è un esempio di questo approccio: non rinnega l’identità del modello precedente, ma la aggiorna sotto il profilo progettuale, stilistico e funzionale” illustra il Direttore Commerciale Solaris.


Come è strutturata oggi Solaris Yachts
“Una delle caratteristiche che considero più importanti di Solaris è essere cresciuta mantenendo una struttura decisionale relativamente corta” ci spiega. “Siamo oggi un’azienda molto più articolata rispetto al passato, ma il rapporto tra chi prende le decisioni, chi costruisce le barche e chi dialoga quotidianamente con gli armatori rimane diretto” precisa. Il cuore dell’azienda rimane il cantiere di Aquileia.
Qui vengono costruite sia le imbarcazioni Solaris sia i CNB e qui si concentrano le competenze tecniche e produttive. “Manteniamo il controllo diretto delle fasi determinanti della costruzione, dai compositi alla falegnameria, dall’impiantistica all’assemblaggio, fino ai collaudi e alla consegna. Questo ci permette di preservare una forte coerenza tra il progetto e la barca finita e di intervenire quando un armatore richiede un elevato livello di personalizzazione”, spiga De Maria.


Il valore strategico di CNB
“CNB rappresenta per noi un progetto di grande valore strategico perché è complementare a Solaris” ci racconta. “I due marchi condividono competenze, capacità produttiva e standard qualitativi, ma possiedono identità molto precise, che intendiamo preservare”. Solaris ha un DNA più sportivo e mediterraneo, legato alle prestazioni e al rapporto diretto dell’armatore con la barca. CNB porta invece una grande tradizione nel mondo dei bluewater cruiser, progettati per le lunghe navigazioni e per offrire comfort, autonomia e protezione in ogni condizione. Le imbarcazioni CNB vengono costruite ad Aquileia insieme ai Solaris.
Questa scelta consente di condividere know-how, capacità produttiva, fornitori e controllo qualitativo. “La gamma CNB si sviluppa oggi intorno al 62 e al 78” prosegue De Maria “e siamo prossimi a un passaggio decisivo: il lancio del nuovo CNB 68, naturale successore del CNB 66, uno dei modelli di maggiore successo del marchio. Il 68 dovrà raccoglierne l’eredità, interpretandone in chiave contemporanea i valori e beneficiando dell’esperienza progettuale e produttiva maturata negli ultimi anni ad Aquileia. La priorità del cantiere è quella di evitare qualsiasi sovrapposizione. Un CNB deve continuare a essere riconoscibile come CNB e un Solaris deve rimanere un Solaris“, sintetizza De Maria.


La visione per il futuro
“Nei prossimi anni lavoreremo lungo due direttrici” ci spiega. “La prima riguarda l’evoluzione della gamma esistente. Quando un marchio ha costruito un’identità forte non deve inseguire ogni tendenza, ma deve saper aggiornare il prodotto con continuità, intervenendo su prestazioni, ergonomia, impianti, interni e facilità di utilizzo. La seconda direttrice riguarda le dimensioni. I nostri armatori sono cresciuti insieme a noi: molti clienti che hanno iniziato con Solaris di 44 o 50 piedi sono poi passati a 60, 64 o 74 e oggi ci chiedono barche più grandi”.
“Stiamo quindi lavorando a un nuovo Solaris 80, destinato a diventare la flagship della gamma fino a 24 metri. Sarà un progetto fondamentale perché dovrà riunire prestazioni, facilità di gestione e qualità degli spazi su una dimensione che rappresenta il punto più alto della nostra gamma tradizionale. Parallelamente stiamo sviluppando un progetto Solaris nell’area dei 90-95 piedi. Per noi significa entrare nel segmento oltre i 24 metri e affrontare una complessità progettuale, produttiva e gestionale differente. Non ci interessa realizzare un Solaris ingrandito: dobbiamo trasferire su queste dimensioni gli stessi principi che rendono riconoscibili le nostre barche”.


Un business sostenibile
Negli ultimi anni il mercato nautico ha attraversato fasi molto diverse: alla crescita estremamente rapida successiva al Covid è seguito un periodo più selettivo, nel quale il cliente è maggiormente informato, confronta prodotti e prezzi a livello internazionale e pretende più qualità e più servizi dal cantiere. “Per un marchio come Solaris la sostenibilità del business non può dipendere soltanto dal numero di barche prodotte. Passa innanzitutto dalla capacità di proteggere il valore del prodotto e dell’investimento dell’armatore. Significa controllare la qualità della produzione, mantenere una rete commerciale competente, investire nell’assistenza e accompagnare il cliente durante l’intero ciclo di vita della barca. In questa logica abbiamo iniziato a lavorare in modo più strutturato anche sull’usato e sul brokerage”.
“Quando un armatore vuole passare da un Solaris 50 a un 60, il nostro compito non può esaurirsi nella vendita della nuova barca: dobbiamo aiutarlo a gestire correttamente il valore e la vendita di quella che possiede. Occuparsi della seconda vita delle nostre imbarcazioni aiuta a tutelare il mercato dell’usato, facilita il passaggio verso modelli più grandi e rafforza il rapporto tra armatore e cantiere. È altrettanto importante non inseguire il mercato a qualsiasi costo. Nelle fasi più difficili la tentazione può essere aumentare gli sconti, spingere la produzione o cercare volume. Per un marchio premium sarebbe pericoloso: un Solaris deve mantenere valore nel tempo e questo dipende anche dalla disciplina commerciale del cantiere e dalla capacità di programmare la produzione”.
di Mauro Giuffrè
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