118 CALABRIA: PRETENDONO IL MASSIMO, PAGANO LA METÀ. IL MIRACOLO DEL SOCCORSO CALABRESE: SI SALVANO VITE CON I SOLDI DELLE ASSOCIAZIONI E IL SANGUE DEI VOLONTARI
C’è un punto preciso in cui la gestione della sanità smette di essere incompetenza e diventa presa per il culo organizzata. In Calabria quel punto sembra essere stato abbondantemente superato. Con rincorsa. E sirena spiegata. Le associazioni private che supportano il servizio di emergenza-urgenza 118 in provincia di Cosenza stanno letteralmente esplodendo. E non per colpa delle bombole d’ossigeno. Il motivo? Una convenzione che, sulla carta, prometteva collaborazione e sostegno. Nella realtà, invece, somiglia più a un talent show della sopravvivenza economica: “Vediamo chi riesce a tenere un’ambulanza operativa senza soldi”. Tuttavia, con la deliberazione n. 609 del 13 maggio 2026, l’Asp ha modificato unilateralmente le condizioni concordate, determinando un possibile inadempimento contrattuale. Tale situazione sta rischiando di compromettere la validità delle convenzioni sottoscritte con le associazioni coinvolte, configurando una grave responsabilità in capo all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e in capo ad Azienda Zero. A questo si aggiunge una condizione generale di forte criticità del sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria. Il processo di regionalizzazione appare infatti bloccato da un caos amministrativo unico nel suo genere.
LA “GUIDA OPERATIVA” CHE HA APERTO IL VASO DI PANDORA – Tutto nasce, dunque, dalle modifiche apportate alla convenzione dalla delibera del commissario n. 609 del 13 maggio 2026 e da un documento recapitato alle OdV convenzionate: “Linee guida di rendicontazione per le OdV-118”. Nome innocuo. Sembra quasi una brochure aziendale di quelle con le freccette colorate e i grafici fatti su PowerPoint alle 2 di notte. Peccato che, leggendo bene, le associazioni abbiano scoperto la verità: il sistema si regge sul fatto che loro debbano spendere quasi tutto… e ricevere indietro forse il necessario per respirare. A firmare questa porcata, Azienda Zero e l’Asp. Con la partecipazione straordinaria di Marco Laratta, responsabile delle procedure relative alle convenzioni tra ASP/Azienda Zero e associazioni private. Un facente funzione che, nei fatti, non tutela i suoi stessi colleghi e pretende di ergersi a “Responsabile delle procedure” e tutelare tanti autisti e soccorritori che neanche conosce. Una specie di arbitro di una partita dove però il VAR funziona solo contro chi soccorre la gente.
IL CONTRATTO DELLE MERAVIGLIE: LAVORI TANTO, GUADAGNI POCO, RINGRAZIA PURE – Secondo quanto denunciato da autisti, soccorritori e associazioni, emerge un quadro che definire grottesco è quasi elegante. Parliamo di: straordinari non pagati; trasferte ignorate; festivi e notturni riconosciuti “a simpatia”; divise assenti; buoni pasto inesistenti; limiti economici che impedirebbero persino di superare determinate soglie retributive. Tradotto in italiano semplice: “Vi chiediamo di fare il lavoro più delicato del mondo, con sacrificio, ma senza avere il cattivo gusto di pretendere diritti”. Un sistema che vive sulla buona volontà dei soccorritori e sul risparmio scientifico di chi li amministra. Che poi è il modello preferito della sanità calabrese: spremere chi lavora davvero e premiare chi produce carte, sigle, conferenze e fotografie in giacca stirata.
IL 118 SENZA LE ASSOCIAZIONI? UNA COMMEDIA TRAGICA – La verità che nessuno ha il coraggio di dire apertamente è una sola: senza le associazioni private di supporto, il 118 calabrese collasserebbe in mezza giornata. Mancano mezzi. Mancano uomini. Le ambulanze pubbliche spesso sembrano avere più confidenza con l’officina che con la strada. Eppure le associazioni devono persino contribuire di tasca propria per: ambulanze nuove; carburante; manutenzione; dispositivi sanitari; presìdi; piastre DAE e defibrillatori; gestione ordinaria delle ambulanze. Praticamente è come se la Regione dice: “Tu mettici mezzi, personale, benzina, sacrifici e responsabilità. Noi forse ti rimborsiamo una parte. Ma non abituarti al lusso”.
I PAGAMENTI IN RITARDO: IL CLASSICO CALABRESE CHE NON PASSA MAI DI MODA – Come da tradizione regionale, i ritardi nei pagamenti sarebbero arrivati quasi subito. Perché in Calabria le convenzioni vengono firmate con entusiasmo, salvo poi essere rispettate con lo stesso spirito con cui si legge il libretto delle istruzioni del microonde. E qui nasce la rabbia vera delle associazioni: nella convenzione c’è scritto una cosa. Nella pratica ne succede un’altra. Da qui le denunce pesanti: “truffa” e “sfruttamento”. Parole enormi. Ma che iniziano a circolare sempre più spesso tra chi ogni giorno sale in ambulanza mentre altri salgono sui palchi.
ROBOT, ROBOTTINI E SUPERCAZZOLE TECNOLOGICHE – Nel frattempo, la narrazione ufficiale continua a vendere De Salazar, Miserendino e Minniti come i salvatori della sanità calabrese de sticazzi. I “visionari”. Gli innovatori. I sacerdoti della rivoluzione sanitaria digitale. Peccato che mentre si spendono soldi in robot, robottini, piattaforme futuristiche e giocattoli tecnologici utili soprattutto alle conferenze stampa, chi guida le ambulanze continua a lavorare senza tutele dignitose. La Calabria è incredibile: riesce ad avere la sanità del 1987 con le presentazioni PowerPoint del 2050.
IL COMITATO AUTISTI E SOCCORRITORI VOLONTARI CALABRIA PREPARA LA PROTESTA – Il clima ormai è esplosivo. Il “Comitato Autisti e Soccorritori Volontari Calabria” starebbe valutando forme di protesta concrete se non arriveranno soluzioni immediate. “Se nessuno ci darà ascolto, noi ci fermeremo. Possiamo farlo, visto che non siamo noi convenzionati direttamente con l’Asp. Possiamo inoltre rifiutarci di fare trasferte fuori provincia, straordinari e addirittura consegnare direttamente l’ambulanza di servizio di turno, nelle mani dei rispettivi Presidenti. Che da soli, naturalmente non potrebbero portare avanti il servizio. Quindi bloccheremo tutto”. Perché qui non si parla di privilegi. Si parla di gente che porta soccorso reale. Di notte. Sotto la pioggia. Col caldo. Negli incidenti. Nei codici rossi. Nei paesi dimenticati da Dio e dalla politica. E forse qualcuno dovrebbe ricordarsi che il 118 non funziona con i comunicati stampa. Funziona con persone stanche, spesso sottopagate, che continuano comunque a rispondere alle emergenze mentre sopra di loro si combattono guerre di poltrone, sigle e scaricabarile tra ASP e Azienda Zero. Una specie di matrimonio tossico dove nessuno capisce chi comanda, ma tutti riescono a firmare qualcosa.
L’APPELLO – Dal mondo delle associazioni arriva anche una richiesta diretta a De Salazar, Miserendino e Roberto Occhiuto (che continua a dare incarichi sempre agli stessi marpioni): un incontro chiarificatore Tra ASP, Azienda Zero, Associazioni e personale (questi ultimi finora non sono stati mai invitati a partecipare ai tavoli che contano). Quindi controllare sì l’operato delle associazioni, ma magari iniziare anche a verificare cosa accade ai piani alti. Perché non è difficile fare i rigorosi con chi salva vite quando poi, altrove, si tollera tutto il resto. E soprattutto perché i dipendenti diretti delle strutture pubbliche, quando serve manutenzione, gomme nuove o divise, stranamente non vengono invitati a “fare sacrifici per il bene del sistema”. Il sacrificio, in Calabria, sembra sempre avere lo stesso indirizzo: quello di chi lavora davvero.
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