devastata Montagna Grande, ordinanza sanitaria a Marsala per l’incendio alla Sarco


Il fine settimana appena trascorso è il secondo consecutive a giugno che vede diversi incendi in provincia di Trapani, ma quest’ultimo ha assunto dimensioni gigantesce, con danni per migliaia di ettari a Montagna Grande e per il momento con una ordinanza a tutela della salute pubblica a Marsala per via dell’incendio che si è sviluppato all’interno della Sarco.

 

L’incendio di montagna Grande

Anche ieri fiamme a Montagna Grande, dove il vasto rogo divampato sabato scorso continua a tenere impegnati uomini e mezzi antincendio. Dopo giorni di interventi, le fiamme non risultano ancora completamente sotto controllo e il bilancio ambientale si aggrava di ora in ora.

Secondo le prime stime, sono andati distrutti oltre 1.100 ettari di vegetazione tra aree boscate e macchia mediterranea, in una delle zone naturalistiche tra le più importanti del territorio.

 

L’incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di sabato nell’area di Casal Monaco e si è rapidamente esteso, favorito dalle elevate temperature, dalla vegetazione particolarmente secca e dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Anche oggi sono proseguite le operazioni di spegnimento coordinate dal Corpo Forestale della Regione Siciliana, con il supporto di mezzi aerei. In azione due elicotteri e due Canadair, impegnati a contenere i numerosi fronti ancora attivi.

 

A rendere più difficoltoso il lavoro delle squadre antincendio è il forte vento di scirocco che continua ad alimentare le fiamme e a favorire la riaccensione di diversi focolai. Le colonne di fumo sono visibili a grande distanza e hanno raggiunto anche la zona di Macari, nel territorio di San Vito Lo Capo.

Il monitoraggio dell’area prosegue costantemente sia sul campo che attraverso il sistema di videosorveglianza “Occhio Virtuale” gestito dall’associazione Sos Valderice.

 

Per una valutazione precisa delle conseguenze ambientali sarà necessario attendere le prossime settimane. A sottolinearlo è Salvatore Di Salvo, dirigente dell’antincendio boschivo del Corpo Forestale della Regione Siciliana, che invita alla prudenza nelle stime definitive.

Nel frattempo gli investigatori continuano a lavorare per accertare le cause del rogo. Tra le ipotesi al vaglio rimane quella dell’origine dolosa, anche alla luce dei precedenti che hanno interessato la stessa area. Montagna Grande, infatti, era stata già devastata da un vasto incendio nell’estate del 2020, quando le fiamme distrussero circa 800 ettari di patrimonio boschivo.

 

 

 

 

A Marsala ordinanza urgente per l’incendio della Sarco. Ecco cosa prevede

In attesa dei risultati delle analisi e dei campionamenti effettuati dall’Arpa Sicilia dopo l’incendio che ha coinvolto l’azienda Sarco di contrada Ponte Fiumarella, la sindaca di Marsala Andreana Patti ha firmato un’ordinanza urgente a tutela della salute pubblica. Il provvedimento resterà in vigore fino al 25 giugno e interessa un’area nel raggio di due chilometri dal luogo del rogo, individuata come zona di protezione da diossine e PCB.

Le misure per residenti e lavoratori

L’ordinanza dispone una serie di precauzioni per tutti coloro che risiedono, lavorano o si trovano anche occasionalmente nell’area interessata. È stato ordinato di mantenere chiuse porte, finestre e qualsiasi altra apertura di abitazioni, uffici e luoghi di aggregazione, così da ridurre il rischio di esposizione a eventuali sostanze inquinanti presenti nell’aria.

È inoltre prevista la disattivazione degli impianti di climatizzazione, ventilazione e condizionamento che prelevano aria dall’esterno. Ai cittadini viene chiesto di limitare gli spostamenti e la permanenza all’aperto ai soli casi di effettiva necessità.

Stop alle attività all’aperto

Fino a nuova disposizione sono sospese tutte le attività sportive, ludiche, ricreative e lavorative svolte all’esterno. Eventuali attività urgenti e non rinviabili dovranno essere effettuate adottando il massimo livello di precauzione e tutte le misure di protezione necessarie.

L’ordinanza invita inoltre a segnalare tempestivamente al proprio medico, al Pronto Soccorso o al 118 eventuali sintomi quali irritazioni delle vie respiratorie, bruciore agli occhi, nausea o persistenti mal di testa che potrebbero essere collegati all’esposizione ai fumi dell’incendio.

Attenzione per animali e prodotti agricoli

Particolari prescrizioni riguardano anche gli animali domestici e da cortile, che dovranno essere mantenuti al chiuso. Alimenti e acqua destinati agli animali dovranno essere adeguatamente protetti da possibili contaminazioni.

Per quanto riguarda i prodotti agricoli, il Comune raccomanda di lavare accuratamente e a lungo sotto acqua corrente frutta e verdura prima del consumo.

Le restrizioni per allevamenti e aziende agricole

Su indicazione dell’Asp sono state introdotte specifiche misure veterinarie e zootecniche. Nell’area interessata è vietato utilizzare per l’alimentazione umana il latte prodotto dalle aziende zootecniche e i derivati ottenuti dopo il 15 giugno 2026.

È inoltre vietato movimentare bovini, ovini, caprini, suini, equini, avicoli e animali da cortile allevati per la produzione di alimenti destinati al consumo umano. Scatta anche il divieto assoluto di pascolo.

 

Divieto per foraggi, carni e lumache

L’ordinanza vieta l’utilizzo e la commercializzazione di foraggi che possano essere stati contaminati o esposti ai residui dell’incendio. Vietata anche la raccolta e il consumo di lumache provenienti dall’area interessata.

Per gli allevamenti familiari è inoltre disposto il divieto di consumare o cedere a terzi carni e prodotti derivati da avicoli e animali da cortile prodotti dopo il 15 giugno.

Possibili nuove misure

L’Amministrazione comunale ha precisato che le disposizioni potranno essere aggiornate, rafforzate o revocate sulla base dei risultati delle analisi in corso e dell’evoluzione della situazione ambientale. Le prossime decisioni saranno assunte alla luce dei dati tecnici che verranno forniti dagli enti competenti.

 

incendio a Montagna Grande, Dario Safina: “Verificare i tempi di attivazione dei mezzi aerei”

Questa mattina ho presentato un atto ispettivo all’Ars per verificare se, durante l’incendio che ha devastato Montagna Grande, siano state attivate tempestivamente tutte le procedure previste per l’intervento dei mezzi aerei antincendio», afferma Safina.

Al centro dell’attenzione vi sono in particolare i tempi di attivazione della flotta aerea regionale. Il deputato ricorda che, oltre alla procedura ordinaria che richiede l’intervento del Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS), esiste una procedura straordinaria che consente alla Sala Operativa del Centro Operativo Provinciale di autorizzare il decollo dei velivoli anche prima dell’arrivo del DOS, qualora l’entità dell’incendio lo renda necessario.

 

“Non una caccia alle responsabilità”

Safina precisa che l’obiettivo dell’interrogazione non è individuare colpevoli, ma comprendere se tutti gli strumenti disponibili siano stati utilizzati nel modo più efficace.

«Non è una caccia alle responsabilità, ma un approfondimento necessario per capire se si sia intervenuti utilizzando le procedure in deroga oppure se si sia atteso l’arrivo del DOS, con eventuali conseguenze sui tempi di contenimento del rogo», spiega il parlamentare.

 

Sopralluogo e focus sulla manutenzione del territorio

Nei prossimi giorni il deputato regionale effettuerà un sopralluogo nell’area devastata dalle fiamme. Tra gli aspetti che intende approfondire vi è anche lo stato di manutenzione del territorio.

Secondo Safina, occorre verificare se la mancata cura delle aree già colpite da incendi negli anni passati possa aver favorito la propagazione del fuoco.

«Da tempo chiediamo una gestione attiva dei boschi e delle aree montane. Territori curati e presidiati sono anche territori più sicuri», sottolinea.

 

Le critiche al Governo regionale

Il deputato del Pd torna infine a sollecitare interventi strutturali sul fronte della prevenzione e del contrasto agli incendi.

«Da anni il Governo regionale annuncia iniziative e programmi, ma ancora non si conoscono con chiarezza i progetti concretamente avviati per la gestione dei boschi e per il rafforzamento della flotta antincendio», afferma.

 

 

 




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