Forum Coldiretti, Schillaci: mondo agricolo fondamentale per diffusione cultura alimentare con al centro salute, qualità e sostenibilità


Forum Coldiretti, Schillaci: mondo agricolo fondamentale per diffusione cultura alimentare con al centro salute, qualità e sostenibilità 

“Ringrazio per questo invito a un Forum che rappresenta un’importante occasione di confronto su temi che incidono sul nostro presente e, soprattutto, sul nostro futuro. La qualità dell’agricoltura, la sicurezza alimentare e il modo in cui l’alimentazione incide sulla salute delle persone e delle collettività sono tematiche sempre più centrali.”

Cosi il ministro Orazio Schillaci a margine del Forum Coldiretti in corso a Roma. 

Il contributo di Coldiretti su questo fronte è da sempre solido e riconosciuto. Siete una realtà rilevante per l’Italia, che si spende da tempo portando ai più alti livelli istituzionali la voce del settore, non solo evidenziando giustamente le problematiche, ma sostenendo le eccellenze e coltivando costantemente il rapporto con i cittadini attraverso i numerosi eventi territoriali che ogni anno organizzate.

Guardando con gli occhi di chi si occupa della sanità italiana, mi preme sottolineare che valorizzare le produzioni agricole italiane, tutelare le filiere, promuovere la qualità e rafforzare il legame tra agricoltura e territorio non significa soltanto intervenire su aspetti importanti per l’economia italiana. Significa anche favorire un rapporto più consapevole con il cibo, parlare di benessere e di salute.

Come ministro, so bene che il mondo agricolo svolge un ruolo essenziale sul piano economico e produttivo, ma è fondamentale anche nella diffusione di una cultura alimentare che metta al centro la salute, la qualità e la sostenibilità. È un lavoro che portate avanti da anni: operate in sintonia con le istituzioni e vi rivolgete a tutta la cittadinanza, ma anche e soprattutto alle nuove generazioni. Un impegno, quello verso i giovani, che vi contraddistingue e per il quale vi ringrazio sentitamente.

Su questo terreno il Ministero della Salute è attivo su più fronti. Parlare di alimentazione significa, come dicevo, parlare di salute, ma soprattutto di prevenzione. La prevenzione è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ripeto da tempo che il Ministero della Salute, che oggi si occupa di curare gli italiani, dovrebbe occuparsi di evitare che gli italiani si ammalino. Su questo fronte sono aumentati gli investimenti dedicati alla prevenzione nella scorsa legge di bilancio.

Le evidenze scientifiche, come avete sentito dai colleghi intervenuti prima di me, ci dicono ormai da tempo che le abitudini alimentari incidono sul rischio di sviluppare diverse patologie croniche, dalle malattie cardiovascolari al diabete, fino ad alcune forme tumorali. Rafforzare la cultura della prevenzione significa aiutare le persone a compiere scelte consapevoli ogni giorno, soprattutto sin dall’infanzia.

Mangiare bene è una responsabilità che va condivisa e che deve coinvolgere le famiglie, le scuole, le istituzioni, i professionisti sanitari e il mondo produttivo. Su questo il Ministero è impegnato sia a livello nazionale sia nell’ambito di tanti progetti europei e internazionali.

È un’attività che rientra nella promozione dei corretti stili di vita, una priorità della nostra azione. Non a caso, nella riorganizzazione del Ministero abbiamo previsto una direzione generale dedicata proprio ai corretti stili di vita.

Promuovere la salute significa anche intervenire nei contesti nei quali le persone vivono, studiano e lavorano. Vanno coinvolte le comunità e va favorita, come sempre, la collaborazione tra le istituzioni. Alimentazione corretta, movimento e contrasto alla sedentarietà sono componenti integrate di una strategia di prevenzione continuativa, per proteggere la salute e migliorare la qualità della vita.

Dopo il Covid siamo tornati a essere la seconda nazione più longeva al mondo. Questo risultato è dovuto, da una parte, al nostro straordinario Servizio sanitario nazionale, che credo sia, senza tema di smentita, l’infrastruttura più importante che abbiamo in Italia; dall’altra, agli incredibili progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni. Ma non possiamo accontentarci: vogliamo che gli italiani vivano meglio, soprattutto negli anni più avanzati della vita.

Un’attenzione particolare l’abbiamo rivolta alla promozione della Dieta mediterranea, che io definisco italiana. Questo impegno sta dando i suoi frutti. È un riscontro il dato che emerge dall’ultimo rapporto Censis, diffuso in queste ore, secondo il quale il 90% degli italiani ritiene che la Dieta mediterranea sia uno strumento efficace di prevenzione. È un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici sulla salute, ma anche un’espressione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Anche la grande attenzione che gli italiani sembrano mostrare, sempre secondo il Censis, al tema degli alimenti ultraprocessati dimostra una maggiore consapevolezza. Credo sia sempre più importante favorire un consumo consapevole e incoraggiare la presenza nella dieta di alimenti freschi o minimamente trasformati, offrendo ai cittadini informazioni chiare, corrette e basate soprattutto sulle evidenze scientifiche.

Come Ministero continueremo a fare la nostra parte. Sono convinto che un’alimentazione equilibrata e sana debba essere un’opportunità concreta per tutti, non un privilegio. In questo senso, partire dall’educazione e dall’informazione è fondamentale, soprattutto con i più piccoli, già a scuola, collaborando con le famiglie.

Accanto alla promozione di un’alimentazione sana, il Ministero è impegnato a garantire la sicurezza degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. La tutela della salute richiede controlli, prevenzione dei rischi e vigilanza lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione alimentare.

In questo campo sono fondamentali l’integrazione tra competenze sanitarie e controlli veterinari e la collaborazione con tutte le autorità competenti, con un approccio che riconosca il legame tra salute umana, salute animale e ambiente. Non posso non ricordare, a questo riguardo, il contributo silenzioso e preziosissimo dei Carabinieri dei NAS, che ringrazio.

La sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni sono elementi complementari: entrambe contribuiscono alla fiducia dei consumatori e alla tutela della salute pubblica. Anche per questo il dialogo con Coldiretti e con l’intero comparto agroalimentare è strategico.

In questa sede lasciatemi ricordare anche un altro elemento del quale possiamo andare fieri: l’Italia è stata la prima nazione ad adottare una legge specificamente dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità, riconosciuta come malattia cronica. Questo è avvenuto nell’attuale legislatura.

La legge riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante e pone al centro la prevenzione, ma anche la tutela delle persone che ne sono affette, come ricordava prima il professor Gasbarrini.

Questo si inserisce nel nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, strumento centrale della nostra strategia, con l’approccio One Health, che considera in maniera integrata la salute umana, animale e ambientale e riconosce l’importanza della collaborazione tra diversi settori.

La prevenzione non può però rimanere un principio generale: deve tradursi in azioni concrete, misurabili e continuative, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e soprattutto di ridurre le diseguaglianze territoriali.

Come ripeto sempre, e come ci ricorda l’articolo 32 della nostra Costituzione, questo è un Paese nel quale il diritto alla salute, e anche alla prevenzione, non può dipendere da dove si ha la fortuna o la sfortuna di abitare, cioè dal CAP di residenza, né tantomeno da quanto si guadagna. La salute deve essere per tutti.

I risultati più importanti, lo ribadisco in chiusura, si ottengono con un’azione condivisa e continuativa. L’impegno del Ministero è costante e continuerà a esserlo. Investire in un’alimentazione sana significa anche investire sul futuro e sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale, in un’epoca nella quale viviamo più a lungo. Sono convinto che il confronto con Coldiretti e con tutte le altre realtà agroalimentari possa offrire un contributo importante a questo percorso. Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.





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