Unipol, maxi operazione da 2,5 miliardi: la Borsa ci crede, ma a Siena scoppia il caso Montepaschi


Due miliardi e mezzo di euro per ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano. È questa la posta in gioco dell’aumento di capitale di Unipol, l’operazione destinata a finanziare l’acquisizione di una parte consistente della rete di Monte dei Paschi di Siena e a rafforzare Bper, con l’obiettivo di costruire il cosiddetto terzo polo bancario italiano. Il primo bilancio della ricapitalizzazione lascia intravedere segnali incoraggianti, anche se la seduta di lunedì 19 ottobre ha registrato un brusco arretramento dei diritti di opzione.

La partita entra ora in una fase decisiva. Martedì 20 ottobre si chiuderà la negoziazione in Borsa dei diritti, che consentono di sottoscrivere 10 nuove azioni Unipol al prezzo di 20,56 euro ciascuna ogni 59 diritti. Per esercitarli, invece, gli azionisti avranno tempo fino al 26 ottobre.

Nella seduta di lunedì i diritti hanno perso il 18%, scendendo a 0,70 euro. Un calo significativo, maturato in una giornata difficile per i titoli finanziari e condizionata anche dalle vendite degli arbitraggisti, gli operatori che sfruttano le differenze di prezzo tra strumenti collegati. Nonostante la flessione, il valore dei diritti rimane sostanzialmente allineato a quello registrato all’avvio delle contrattazioni, il 12 ottobre.

È proprio questo elemento a sostenere una lettura relativamente positiva dell’andamento dell’operazione. Nei grandi aumenti di capitale accolti con diffidenza dagli investitori, infatti, i diritti possono subire svalutazioni particolarmente pesanti. Nel caso di Unipol, invece, il mercato non ne ha azzerato il valore, lasciando intendere una disponibilità degli azionisti a partecipare alla ricapitalizzazione.

L’operazione si inserisce nella più ampia riorganizzazione bancaria avviata attraverso l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) di Intesa Sanpaolo. In questo scenario, Unipol, guidata da Carlo Cimbri, punta a rilevare 635 sportelli di Mps, insieme alle relative funzioni centrali, a condizioni considerate favorevoli dagli analisti.

La rete oggetto dell’acquisizione viene indicata come capace di generare utili compresi tra 400 e 460 milioni di euro. È uno degli elementi che hanno spinto diversi osservatori finanziari a individuare nella compagnia bolognese uno dei principali beneficiari della riorganizzazione.

Anche l’andamento dei titoli riflette le aspettative. Dall’annuncio dell’Opas, Unipol ha guadagnato quasi il 25%, passando da poco più di 20 euro a poco meno di 25 euro per azione. Nello stesso periodo, Bper è salita da 11,70 a 13,10 euro.

Sul piano finanziario, la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi dispone già di una struttura di copertura. Metà dell’aumento sarà sostenuta dalle cooperative azioniste di Unipol, mentre la parte restante sarà garantita da un consorzio di garanzia. Una soluzione che punta a mettere in sicurezza la raccolta delle risorse necessarie all’acquisizione.

Nel frattempo sono arrivati anche i via libera delle autorità competenti. Unipol ha ottenuto le autorizzazioni per esercitare il controllo di fatto su Bper, della quale dovrebbe detenere circa il 40% del capitale dopo la fusione con Mps.

L’iter autorizzativo si è concluso venerdì con il pronunciamento dell’Antitrust, un passaggio importante per la realizzazione del progetto. Restano tuttavia ulteriori condizioni da soddisfare prima che l’operazione possa essere completata.

A sottolinearlo è Intermonte, secondo cui «Il completamento dell’iter autorizzativo» «rafforza la visibilità sul percorso di integrazione» tra Bper e Mps, «pur restando necessari il perfezionamento» dell’Opas e «la definizione delle condizioni» del conferimento di Montepaschi.

Se a Milano gli investitori guardano soprattutto ai numeri dell’aumento di capitale, a Siena il confronto si è spostato sul terreno istituzionale e sul rapporto tra la banca e il territorio.

Al centro delle tensioni c’è la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, il cui presidente Riccardo Coppini ha deciso di proporre alla Deputazione Generale, convocata per il 23 ottobre, l’adesione all’offerta di Intesa Sanpaolo.

Una scelta che ha suscitato perplessità tra gli amministratori locali. La sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, e la presidente della Provincia, Agnese Carletti, hanno chiesto di chiarire «al più presto» le ragioni della proposta.

NICOLETTA FABIO, SINDACO DI SIENA

La questione è stata quindi affrontata dalla Deputazione amministratrice della Fondazione, che ha adottato all’unanimità una posizione volta a ribadire il ruolo dell’organo chiamato a esprimere l’indirizzo sulle operazioni straordinarie.

In particolare, la Deputazione amministratrice ha comunicato che «ogni sua determinazione inerente alle operazioni straordinarie che interessano la Banca Monte dei Paschi di Siena, sarà presa solo ad esito dell’indirizzo espresso dalla deputazione generale».

La precisazione arriva in un momento particolarmente delicato per il futuro dell’istituto senese. La Fondazione Mps possiede appena lo 0,2% del capitale della banca, una partecipazione limitata dal punto di vista finanziario, ma dal valore simbolico rilevante per il territorio e per il rapporto storico tra Montepaschi e la città.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 ottobre, quando si terrà l’assemblea del Monte. Secondo lo scenario delineato, le due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali appaiono destinate a incontrare l’opposizione di oltre un terzo del capitale di Mps.

Tra gli azionisti contrari figurano Delfin, Caltagirone e Benetton, il cui peso potrebbe risultare determinante per l’esito delle operazioni.

La riorganizzazione del settore bancario italiano si gioca dunque su più fronti: la risposta del mercato all’aumento di capitale di Unipol, il completamento dell’integrazione tra Bper e Mps, il ruolo di Intesa Sanpaolo e le decisioni degli azionisti del Monte.

Le prossime scadenze saranno decisive. Il 20 ottobre terminerà la negoziazione dei diritti Unipol, il 23 ottobre la Fondazione Mps discuterà l’eventuale adesione all’offerta di Intesa, il 26 ottobre si chiuderà il periodo per esercitare i diritti e il 29 ottobre l’assemblea di Montepaschi sarà chiamata a confrontarsi sulle operazioni che interessano la banca.

Sul tavolo non c’è soltanto una ricapitalizzazione miliardaria, ma un possibile nuovo assetto del credito italiano, nel quale Unipol e Bper puntano a conquistare un ruolo di primo piano.

 




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