Dal 2021 al 2024 il Bilancio sociale racconta risultati, emergenze e progetti del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: dalla tutela della fauna alla sostenibilità, fino alla legalità e alla collaborazione con le comunità locali.
Raccontare un Parco significa raccontare non soltanto la natura che custodisce, ma anche le persone, le scelte e le responsabilità che ne rendono possibile la tutela. È questo l’obiettivo del Bilancio sociale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che ripercorre il quadriennio 2021-2024 attraverso attività, risultati e impatti sul territorio, secondo i principi di trasparenza, chiarezza e veridicità. Elaborato con il contributo di tutti i servizi dell’Ente, il documento dà voce anche a dipendenti, collaboratori e volontari, perché dietro ogni progetto di conservazione c’è una comunità di persone impegnate a proteggere il patrimonio naturale e a costruire un futuro più sostenibile per chi vive in questi luoghi.
L’orso marsicano, tra lutti e nuove strategie
Il simbolo più fragile e prezioso di questo patrimonio resta l’orso bruno marsicano, una popolazione unica al mondo e particolarmente esposta ai rischi legati alle attività umane. Gli anni del Rapporto sono stati segnati da due vicende dolorose: la morte di Juan Carrito, investito nel gennaio 2023, e l’uccisione dell’orsa Amarena nell’agosto dello stesso anno. Episodi diversi, ma accomunati dalla capacità di ricordare quanto sia difficile la convivenza tra fauna selvatica e presenza umana.
La risposta del Parco si è sviluppata su più fronti. Con il progetto Life Safe-Crossing sono stati realizzati interventi per ridurre gli incidenti stradali che coinvolgono la fauna, attraverso sistemi anticollisione, segnaletica, recinzioni e attraversamenti più sicuri. Il programma ha previsto dieci sistemi anticollisione, 25 chilometri di dissuasione virtuale, il miglioramento di 13 attraversamenti e cinque chilometri di recinzioni fisiche. A questi interventi si affiancano nuove iniziative per aumentare la sicurezza lungo le principali arterie stradali.
Parallelamente, il progetto Life Bear Smart Corridors punta a costruire una rete di comunità più consapevoli, capaci di ridurre i conflitti con gli orsi e favorire la connessione tra habitat. Nel 2024 è stato inoltre avviato il lavoro per una nuova stima genetica della popolazione, con il coinvolgimento di Ispra e il sostegno dei fondi PNRR.
La protezione riguarda anche le conseguenze economiche della presenza della fauna: nel 2024 gli indennizzi per i danni provocati dagli animali selvatici hanno superato i 590 mila euro. Un dato che racconta quanto la conservazione debba misurarsi quotidianamente con le esigenze di chi vive e lavora nel territorio.
Un Parco costruito insieme alle comunità
La tutela ambientale diventa efficace quando incontra la partecipazione. Per questo il Parco ha continuato a investire nell’educazione, nell’informazione e nella collaborazione con il tessuto locale. Nel 2024 le attività di educazione ambientale hanno coinvolto oltre 3.300 partecipanti, mentre i centri visita hanno accolto più di 35 mila visitatori. Una rete di 39 infopoint ha contribuito a diffondere informazioni e a orientare chi sceglie di scoprire l’area protetta.
Un ruolo centrale spetta alla Carta europea del turismo sostenibile (CETS), rinnovata attraverso un percorso di confronto con il territorio. Il piano d’azione 2024-2028 è stato elaborato anche grazie a incontri territoriali e alla partecipazione di operatori, associazioni e amministrazioni. La rete coinvolge circa 77 imprese turistiche, cinque Comuni e 13 associazioni locali. Sono stati elaborati tre pacchetti turistici integrati, due dei quali già operativi.
L’obiettivo è favorire un turismo che non consumi il paesaggio, ma contribuisca a mantenerlo vivo, sostenendo le economie locali e promuovendo un rapporto più consapevole con gli ambienti naturali. In questa prospettiva rientrano anche gli interventi per l’efficienza energetica degli edifici, la mobilità elettrica, la prevenzione degli incendi e la resilienza dei boschi.
La comunicazione è parte della stessa strategia. Accanto a documentari, podcast e pubblicazioni dedicate alla fauna, nel 2023 è stata presentata la Carta di Pescasseroli, nata dalla collaborazione con l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo: uno strumento per promuovere un’informazione ambientale responsabile, capace di raccontare la natura senza banalizzarla e di contribuire alla sua tutela.
Risorse e legalità
Dietro i progetti ci sono persone, competenze e risorse economiche. Alla fine del 2024 il Parco contava 69 dipendenti, mentre il lavoro amministrativo e tecnico doveva rispondere a esigenze sempre più complesse. Nel solo 2024 le entrate complessive hanno raggiunto circa 15,16 milioni di euro, mentre le uscite si sono attestate a circa 9,94 milioni. Ogni anno, tramite il 5×1000, vengono ricevuti circa 100.000 euro.
Il bilancio, tuttavia, non si misura soltanto attraverso le cifre. La legalità e il rispetto delle regole urbanistiche restano strumenti indispensabili per proteggere il paesaggio. Il contrasto all’abusivismo edilizio, l’attenzione alle installazioni e alle strutture mobili e l’applicazione delle norme ambientali sono parte di una responsabilità che riguarda l’intero territorio. In questo quadro, il Piano del Parco rappresenta uno strumento fondamentale per conciliare conservazione, attività umane e sviluppo sostenibile, attraverso un percorso istituzionale che coinvolge le Regioni interessate.
Le prossime tappe: ricerca, educazione e nuove infrastrutture
Il bilancio guarda infine al futuro, indicando una serie di attività che dovranno proseguire o prendere avvio dopo la conclusione del quadriennio rendicontato. Tra le priorità figura il completamento del progetto Life Bear Smart Corridors, con il convegno finale previsto a Pescasseroli nel settembre 2026, in occasione della conferenza internazionale dell’International Bear Association.
Proseguiranno inoltre le attività di Parchi per il Clima e del progetto SNAI, insieme alle iniziative di ricerca sulla biodiversità e alla stima della popolazione di orso nel Parco e nelle aree limitrofe. Il documento prevede anche la partecipazione a nuovi progetti LIFE e di ricerca, in continuità con il lavoro scientifico avviato negli anni precedenti.
Tra gli interventi futuri viene indicato il progetto europeo IPA ADRION Biomimicry, che promuove soluzioni ispirate alla natura per contrastare la perdita di biodiversità e gli effetti dei cambiamenti climatici. Nel territorio del Parco, l’attenzione sarà rivolta in particolare alla conservazione delle aree umide, importanti per gli anfibi e per i piccoli habitat acquatici.
Un altro intervento riguarda la messa in sicurezza di tratti della strada statale 17 tra Castel di Sangro e Roccaraso, con particolare riferimento alla protezione dell’orso marsicano. Il progetto, finanziato dalla Regione Abruzzo con fondi europei FESR 2021-2027, prevede barriere e attraversamenti dedicati, con avvio dei lavori indicato nel documento per il 2026.
Sul fronte educativo, sono previste le attività preparatorie per il progetto sperimentale A scuola nel Parco, in collaborazione con gli operatori locali, e l’avvio della collaborazione per il progetto extrascolastico La scuola che unisce, proposto dal Comune di Villetta Barrea. È inoltre prevista la prosecuzione della formazione gratuita per guide e operatori turistici, insieme agli interventi di ristrutturazione e aggiornamento dei musei del Parco.
La comunicazione continuerà a svolgere un ruolo centrale, attraverso i progetti Life Safe Crossing e Life Prognoses, le campagne per promuovere comportamenti responsabili nei confronti della fauna e iniziative di valorizzazione territoriale come Cabine da favola, realizzata nel Comune di Barrea attraverso la street art.
Tra gli obiettivi indicati compare anche il progetto Curare la bellezza del Parco, dedicato al censimento, al recupero e all’eliminazione dei detrattori paesaggistici. L’intento è rafforzare la sensibilità verso la qualità del paesaggio e il suo legame con la qualità della vita.
Infine, il documento prevede la prosecuzione del lavoro sul Piano del Parco e sul regolamento, insieme alla valorizzazione dell’esperienza giuridica maturata dall’Ente, al consolidamento della Carta europea del turismo sostenibile e all’analisi di possibili sistemi di gestione ambientale, come EMAS e ISO 14001.
Sono prospettive che delineano un programma ampio, nel quale la tutela della biodiversità resta il punto di partenza, ma si intreccia con la gestione del territorio, l’educazione, la comunicazione e il miglioramento dell’organizzazione.
Il futuro del Parco si costruisce insieme
Al termine delle oltre duecento pagine del Bilancio sociale 2021-2024, ciò che emerge è il ritratto di un’istituzione impegnata su molti fronti contemporaneamente. C’è il Parco che studia la fauna e cerca di proteggere l’orso marsicano; quello che lavora per ridurre gli incidenti stradali; quello che investe nell’educazione ambientale e nella ricerca; quello che dialoga con gli operatori turistici e le amministrazioni; e c’è il Parco che, attraverso i propri uffici, affronta ogni giorno le questioni amministrative e giuridiche necessarie a governare un territorio complesso.
Il documento non nasconde le difficoltà. Le emergenze legate agli orsi, la mortalità causata dall’uomo, le pressioni sul territorio, le criticità organizzative e la complessità delle procedure mostrano che la conservazione è un lavoro continuo, nel quale i risultati raggiunti non eliminano i problemi e ogni scelta può richiedere nuovi interventi.
Ma proprio questa complessità rende necessario un racconto che vada oltre gli episodi isolati. Il bilancio prova a ricomporre le diverse attività in una visione unitaria, mostrando che la tutela non dipende da un solo progetto o da una singola decisione, ma dalla capacità di mantenere nel tempo un sistema di ricerca, prevenzione, sorveglianza, educazione e collaborazione.
A più di un secolo dalla sua nascita, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise continua a confrontarsi con la stessa domanda che accompagnò la sua istituzione: come lasciare alle generazioni future un patrimonio naturale capace di conservare la propria ricchezza?
La risposta non può essere affidata soltanto alla presenza di confini amministrativi o all’esistenza di norme. Richiede risorse, competenze, programmazione e una comunità disposta a riconoscere il valore della natura anche quando la sua tutela comporta limiti, cambiamenti o rinunce.
È questo, in fondo, il significato più profondo del bilancio sociale: rendere conto del lavoro svolto, ma anche ricordare che la conservazione è una responsabilità condivisa. Perché il futuro di un parco non si misura soltanto attraverso gli ettari protetti o il numero di progetti realizzati. Si misura anche nella capacità di far convivere persone, attività economiche e biodiversità, senza compromettere le condizioni che rendono possibile questa convivenza.
Il Parco, come ricorda il documento, è un patrimonio ricevuto in custodia, non una proprietà da consumare. E il suo futuro dipenderà dalla capacità di continuare a trasformare questa idea in scelte concrete, giorno dopo giorno, insieme alle comunità che lo abitano.
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