Quando una successione ereditaria comprende dei terreni, è facile confondere gli adempimenti fiscali legati al trasferimento dei beni, con quelli relativi alla dichiarazione dei redditi. Diversi sono gli interrogativi che sorgono: quali terreni non si devono dichiarare nel 730? Quando sorge l’obbligo di indicarli nella dichiarazione? Come devono essere correttamente indicati nel modello 730?
Nel 730 i terreni ereditati vanno riportati nel Quadro A e nel calcolo occorre considerare i giorni di possesso decorrenti dalla data in cui si è aperta la successione, coincidente con il giorno del decesso del titolare originario. Ai fini fiscali, il valore da utilizzare è quello risultante dalla dichiarazione di successione presentata.
730 e successione ereditaria: due adempimenti distinti
Il modello 730 e la successione ereditaria, per quanto abbiano finalità diverse, sono spesso entrambi coinvolti nella gestione degli adempimenti fiscali conseguenti al decesso di una persona. Il modello 730 riguarda gli obblighi fiscali relativi ai redditi del contribuente, mentre la dichiarazione di successione concerne il trasferimento del patrimonio ereditario.
Presentare il 730 del defunto è obbligatorio quando il contribuente deceduto era tenuto a fare la dichiarazione dei redditi. In tal caso gli eredi provvedono agli adempimenti fiscali per conto del de cuius, rispettando le scadenze previste dalla normativa.
Come comportarsi con il 730 di un defunto con più eredi? In situazioni di questo tipo, ossia in presenza di più successori, la dichiarazione deve riflettere le percentuali effettivamente spettanti a ciascuno, quindi ogni erede deve dichiarare la quota di propria competenza, in modo da avere un’equa distribuzione del carico fiscale.
Quando dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito, il rimborso del 730 per gli eredi di un deceduto può essere richiesto dagli aventi diritto secondo le procedure stabilite dall’Agenzia delle Entrate, ossia attraverso la dichiarazione dei redditi o presentando un’apposita istanza.
Quanto alla successione ereditaria, si tratta della procedura attraverso la quale il patrimonio del defunto viene trasferito agli eredi. Essa prevede la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, nella quale devono essere indicati i beni, i diritti e gli eventuali debiti facenti parte dell’asse ereditario.
Quali terreni non si devono dichiarare nel 730?
In generale, nel modello 730 vanno dichiarati anche i beni che producono un reddito e in questa tipologia rientrano anche i terreni, ma l’obbligo o meno per questi ultimi dipende dalla tipologia, dal diritto effettivamente acquisito e dalla presenza di più eredi in caso di successione.
Per i terreni ci sono delle eccezioni e, secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, non devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi quelli che non producono reddito dominicale o agrario. Ecco quali terreni non vanno dichiarati nel 730:
- terreni che costituiscono pertinenze di fabbricati urbani, come giardini e cortili;
- i parchi e i giardini aperti al pubblico o riconosciuti di interesse culturale, purché il proprietario non abbia percepito alcun reddito dalla loro utilizzazione nel corso dell’anno d’imposta;
- i terreni utilizzati dal possessore come beni strumentali nell’esercizio delle proprie specifiche attività commerciali;
- i terreni detenuti in sola nuda proprietà, poiché l’obbligo dichiarativo ricade sul titolare del diritto reale di godimento, come l’usufruttuario.
Quando un terreno va dichiarato nel 730?
In generale, un terreno va dichiarato nel 730 quando è situato in Italia, produce un reddito catastale, sia esso dominicale o agrario. L’obbligo della dichiarazione scatta altresì per i terreni di cui si è proprietario o titolare di un diritto reale tra quelli di seguito elencati:
- proprietà;
- usufrutto;
- enfiteusi;
- altri diritti reali di godimento.
Vanno dichiarati nel 730 i terreni ereditati, dal momento in cui l’erede ne acquisisce la titolarità. L’apertura della successione coincide infatti con il decesso del proprietario e rappresenta il momento dal quale gli eredi subentrano nei rapporti giuridici del defunto.
In sostanza, l’eredità va dichiarata nel 730 quando il terreno produce reddito fondiario imputabile all’erede. Non è rilevante che il terreno sia effettivamente coltivato oppure lasciato incolto: ciò che assume importanza è il possesso del bene e la durata del periodo in cui se ne è detenuta la titolarità.
Da ricordare che l’obbligo dichiarativo sussiste anche nelle ipotesi di comproprietà derivanti da successione ereditaria. Qualora il bene sia stato acquisito da più eredi, ciascuno di essi è tenuto a indicare la propria quota di possesso e il periodo di competenza corrispondente.
Come calcolare i giorni di possesso
Per i terreni acquisiti per successione, il numero dei giorni di possesso non coincide necessariamente con l’intero anno solare. Se il decesso avviene nel corso dell’anno, l’erede dovrà indicare soltanto i giorni intercorrenti tra la data di apertura della successione e il 31 dicembre, oppure fino alla data di eventuale vendita del terreno.
Come vanno dichiarati i terreni nel 730?
I terreni ereditati devono essere dichiarati nel 730 nel Quadro A – Redditi dei terreni, avendo cura di inserire una serie di dati, al fine di evitare omissioni o errori che potrebbero portare a future contestazioni da parte del fisco, con il rischio di incappare anche in sanzioni. Nella sezione del Quadro A vanno inserite le seguenti indicazioni a partire da sinistra:
- reddito dominicale: inserire l’ammontare del reddito dominicale rivalutato dell’80%;
- codice titolo: scrivere il numero relativo al codice che identifica la tipologia del possesso, ad esempio “1” per il proprietario del terreno;
- reddito agrario: inserire l’ammontare del reddito agrario rivalutato del 70%;
- giorni di possesso: calcolare per quanti giorni è stato posseduto il terreno dal decesso della persona da cui si è ereditato, fino alla fine dell’anno o fino alla data dell’eventuale vendita;
- percentuale di possesso: la quota di terreno ereditata, 100 in caso di unico proprietario, oppure la parte relativa in caso di più eredi, ad esempio 25 in presenza di quattro beneficiari dell’eredità.
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Davide Pantaleo
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