Affacciata sul mare Adriatico da un promontorio a 107 metri d’altezza, l’Abbazia di San Giovanni in Venere è uno dei gioielli da non perdere in Abruzzo. Si trova a Fossacesia, nel cuore della Costa dei Trabocchi, e racchiude oltre mille anni di storia tra mura in arenaria, affreschi duecenteschi e un panorama incredibile. Ecco cosa sapere sulla visita e sull’ingresso, che è gratuito.
Cosa vedere a San Giovanni in Venere
Per una visita completa servono circa 60-90 minuti, ma chi vuole godersi anche il panorama dal belvedere e passeggiare nel parco circostante può tranquillamente dedicarci un paio d’ore. Le cose a cui prestare attenzione sono quindi:
- Il Portale della Luna: l’ingresso principale della basilica, interamente in marmo, è decorato con altorilievi raffiguranti Cristo in trono tra San Giovanni Battista e San Benedetto.
- Le tre navate della basilica: l’interno segue lo schema cistercense classico, con archi ogivali e soffitto in legno.
- Il chiostro duecentesco: si sviluppa su tre lati con eleganti trifore e offre uno spazio di pace assoluta. Parzialmente ricostruito negli anni ’30 del Novecento, è accessibile dalla navata sinistra della chiesa o dall’ingresso del convento.
- Il belvedere: forse il momento più emozionante della visita. Da qui lo sguardo spazia sulla Costa dei Trabocchi, dal verde della Maiella fino al blu dell’Adriatico.
Dov’è la cripta dell’abbazia
La cripta si trova sotto il presbiterio sopraelevato, nel cuore della basilica. Per raggiungerla basta scendere le scale che si aprono ai lati dell’altare maggiore. Quello che rende questo luogo davvero speciale sono gli affreschi duecenteschi che ne decorano le pareti. Raffigurano il Cristo benedicente e la Vergine in trono, opere attribuite ad anonimi pittori della metà del Duecento, probabilmente appartenenti alla bottega dell’artista romano Jacopo Torriti, lo stesso a cui si devono i mosaici absidali di Santa Maria Maggiore a Roma.
Ma la cripta non è solo affreschi. Qui si possono ammirare colonne e capitelli di epoca romana, recuperati dall’antico tempio pagano dedicato a Venere Conciliatrice su cui l’abbazia venne edificata.
La storia di San Giovanni in Venere
Nel 2006, durante i lavori di pavimentazione della piazza antistante l’abbazia, sono emerse cinque tombe italiche risalenti al V secolo a.C., una scoperta che ha confermato come il promontorio fosse già un sito sacro millenni prima dell’arrivo dei monaci.
Dove oggi sorge la basilica, in epoca romana esisteva un tempio dedicato a Venere Conciliatrice. Secondo le fonti, era un edificio imponente: pianta ottagonale, sei colonne e un’ampia gradinata. Per i Frentani, il culto di Venere era legato alla protezione della famiglia. Tra il 529 e il 543, un gruppo di monaci provenienti da Montecassino raggiunse Fossacesia e fondò un primo nucleo religioso. La prima testimonianza scritta di una chiesa dedicata a San Giovanni risale all’829, ma si trattava probabilmente di una semplice cappella paleocristiana con romitorio annesso.
Intorno all’anno Mille il conte longobardo Trasmondo I fece generose donazioni al monastero, tra cui terre, castelli e metà delle rendite del porto di Venere. Suo figlio Trasmondo II andò oltre: nel 1015 ampliò la chiesa e trasformò il piccolo cenobio in un’abbazia di prestigio. Dopo momenti di splendore, si affacciò il declino: nel 1394 iniziò la vendita delle proprietà e dei beni abbaziali, e il controllo sul territorio si ridusse drasticamente. Oggi l’abbazia è affidata a una comunità di Padri Passionisti, subentrati ai Benedettini nel 1954.
Alcune curiosità sull’Abbazia di San Giovanni in Venere
Non solo la storia del luogo, che è ben nota: l’abbazia custodisce segreti e dettagli che pochi conoscono. Eccone alcuni:
- Il mistero del solstizio d’estate: il Portale della Luna non è solo decorativo. Durante il solstizio d’estate, al tramonto, i raggi del sole penetrano attraverso la bifora in alto sulla facciata e illuminano con precisione il presbiterio e la cripta.
- La Porta del Sole: speculare al Portale della Luna, è rappresentata dalle aperture nelle tre absidi. Al solstizio d’inverno, i raggi solari le attraversano creando un gioco di luce altrettanto suggestivo.
- I nodi di San Giovanni: nel portale che conduce al chiostro si trovano i cosiddetti “nodi della vita”: simboli geometrici dove quadrato e cerchio si intrecciano, rappresentando l’infinito ciclo della creazione e della rinascita.
- L’olivo millenario: nel giardino dell’abbazia fu piantato, tra il Mille e il Duecento, un albero d’olivo che è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1871. L’albero è purtroppo perito nel 2014, dopo secoli di vita straordinaria.
- Una necropoli sotto i piedi: gli scavi del 2006-2007 hanno portato alla luce tombe italiche del V secolo a.C. nella piazza antistante, oltre a una sepoltura medievale del VII secolo sotto le absidi.
Orari e biglietti: cosa sapere per la visita
Uno degli aspetti più apprezzati dell’Abbazia di San Giovanni in Venere è che l’ingresso è completamente gratuito. Non servono biglietti né prenotazioni per visitare la basilica, la cripta e il chiostro. Gli orari di apertura variano in base alla stagione:
| Periodo | Giorni feriali | Domenica e festivi |
|---|---|---|
| Aprile – Ottobre | 8:30 – 20:00 | 8:00 – 20:00 |
| Novembre – Marzo | 8:30 – 19:00 | 8:00 – 19:00 |
L’abbazia osserva orario continuato, senza chiusura a pranzo, il che la rende molto comoda da inserire in qualsiasi itinerario giornaliero.
Dove si trova e come arrivare
L’abbazia si trova in Viale San Giovanni in Venere 56, a circa due chilometri dal centro abitato di Fossacesia, ricco di cose da vedere. La posizione, su un promontorio isolato circondato da ulivi e campi coltivati, contribuisce enormemente al fascino del luogo.
- Arrivare in auto è la soluzione più comoda. Dall’autostrada A14 Adriatica, si esce al casello di Lanciano o Val di Sangro e si seguono le indicazioni per Fossacesia, poi per l’abbazia. Dalla Statale 16 (SS16), le indicazioni sono ben visibili e portano direttamente al parcheggio del complesso. Il tragitto dall’uscita autostradale richiede circa 15-20 minuti.
- In treno, la stazione più vicina è Fossacesia–Torino di Sangro sulla linea adriatica. Da lì bisogna però raggiungere l’abbazia con un mezzo proprio o un taxi, dato che il collegamento pedonale non è pratico (circa 4 km in salita).
- In bicicletta, l’abbazia è una deviazione perfetta dalla Via Verde della Costa dei Trabocchi, la celebre pista ciclopedonale che corre lungo il vecchio tracciato ferroviario tra Ortona e Vasto.
Vivere a Fossacesia
Fossacesia non è solo una meta per le vacanze: è un luogo dove sempre più persone scelgono di vivere. Il costo della vita è uno dei grandi vantaggi. L’Abruzzo è stabilmente tra le regioni italiane con il costo della vita più basso. Dal punto di vista dei servizi, il paese offre scuole, un buon tessuto associativo e una vita comunitaria ancora genuina.
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Matteo Squillante
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