Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026: le auto vincitrici


Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 ha confermato ancora una volta perché, per collezionisti, storici dell’automobile e semplici appassionati, il weekend di Cernobbio resta uno dei momenti più importanti dell’anno. Sulle rive del Lago di Como si sono ritrovate 54 vetture provenienti da 13 Paesi, distribuite in otto classi di concorso: un campo di gara ristretto ma di livello altissimo, in cui contano autenticità, conservazione, storia tecnica e qualità del restauro, non soltanto il valore economico dei singoli esemplari.

Concorso dEleganza Villa dEste 2026  Auto Vincitrice

Il filo conduttore dell’edizione è stato “Future needs Heritage”, un motto che ha riassunto bene la natura stessa dell’evento: guardare al domani senza perdere il contatto con la tradizione. È anche per questo che Villa d’Este continua a distinguersi nel panorama internazionale dei concorsi d’eleganza: non premia soltanto l’estetica, ma la capacità di raccontare un’epoca, un marchio e un’idea di mobilità.

I due trofei più importanti: la BMW 328 e la Mercedes 300 SL

Il premio più ambito, il Trofeo BMW Group – Best of Show assegnato dalla giuria, è andato alla BMW 328 “Bügelfalte” del 1937 di Stefano Martinoli. È una scelta che ha un forte valore simbolico, perché la 328 è una delle sportive più importanti degli anni Trenta e, in questa configurazione speciale, rappresenta un esemplare unico uscito dallo stabilimento di Monaco. Il soprannome “Bügelfalte” richiama la nervatura metallica che corre sulla parte alta dei parafanghi anteriori, dettaglio che rende immediatamente riconoscibile la vettura. Al vincitore è stato consegnato anche un orologio esclusivo realizzato appositamente per l’occasione.

Il trofeo deciso dal pubblico, la Coppa d’Oro Villa d’Este, è stato invece vinto da una Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963 di Eric Blumencranz, dagli Stati Uniti. Anche questo risultato è significativo: la 300 SL è una delle sportive più iconiche di sempre, ma qui ha convinto non solo per il fascino estetico, bensì per la combinazione di presenza scenica, rarità e conservazione. In un concorso dove ogni dettaglio pesa, il voto popolare premia spesso le auto capaci di unire mito e immediatezza visiva.

Tutti i vincitori delle otto classi

Nella Classe A, dedicata all’opulenza tra il 1923 e il 1934, ha prevalso la Delage D8 del 1931 di Hans Jörg Hübner, con menzione d’onore alla Cadillac V-16 del 1930 della Singleton Collection. La Classe B, “Future Couture: Dressed For Speed”, ha avuto come vincitrice proprio la BMW 328 “Bügelfalte”, che ha così ottenuto un doppio riconoscimento. Nella Classe C, dedicata allo stile esuberante degli anni Cinquanta, ha vinto la Ferrari 212 Coupé Speciale del 1952 di Dennis Garrity, davanti alla Cadillac Eldorado Brougham del 1957 di Don Ghareeb.

La Classe D, riservata alle cabriolet e alle auto da grande turismo aperte, è stata vinta dalla BMW 507 del 1958 di John Stafford III, mentre la menzione d’onore è andata alla Ferrari 400 Superamerica SWB del 1960 di Nancy e Ron Rosner. La Classe E, dedicata alle leggendarie sportive da endurance di Enzo Ferrari, ha premiato la Ferrari 250 GT del 1957 della Collezione Abetone, che ha ricevuto anche un ulteriore riconoscimento onorifico della giuria; la Ferrari 250 GTO del 1962 della Keybridge Collection ha ottenuto la menzione d’onore.

La Classe F, riservata alle vetture invecchiate con grazia senza restauri estesi, è stata conquistata dalla De Tomaso Mangusta del 1969 di Thomas Shannon, mentre la Mercedes-Benz 300 SL del 1963 di Eric Blumencranz ha ricevuto la menzione d’onore. La Classe G, dedicata alle grandi GT tra Carnaby Street e l’autostrada, ha incoronato una Lamborghini Miura SV di una collezione privata, con la Ferrari 275 GTB del 1965 di Andrew Bagley premiata con la menzione d’onore. Infine, la Classe H, che racconta l’avvento della supercar moderna, è stata vinta dalla Volkswagen W12 Nardò del 2000 di Gregor Piëch, mentre la Bugatti EB 110 GT del 1992 di Victoria Dold ha ottenuto la menzione d’onore.

I premi speciali: dal pubblico giovane ai dettagli più raffinati

Accanto alle classi storiche, Villa d’Este ha assegnato una serie di trofei speciali che aiutano a leggere meglio la complessità del concorso. Il Trofeo BMW Group Ragazzi, assegnato dal referendum dei più giovani, è andato alla Bugatti Type 37 del 1928 di HMG van der Anker. Il Concorso d’Eleganza Design Award for Concept Cars & Prototypes, deciso dal pubblico, ha premiato la Kimera Automobili K-39 del 2026. Il Trofeo del Presidente della Giuria, affidato a Lorenzo Ramaciotti, è stato vinto dalla Ferrari Testarossa del 1986 di Ronald Stern, mentre il Trofeo dei Presidenti delle giurie dei principali concorsi internazionali è andato alla Bugatti 57C del 1939 di Thomas Price.

Tra i riconoscimenti tematici, il Trofeo BMW Group Classic per il restauro più sensibile è stato assegnato alla Ferrari 250 GTO del 1962 della Keybridge Collection, il Trofeo Vranken-Pommery all’iconica Cadillac Eldorado Brougham del 1957, il Trofeo ASI alla Fiat 8V Zagato del 1954 di Johan Lont, il Trofeo Auto & Design alla Ferrari F40 del 1989 di Christopher Stahl, il Trofeo Il canto del motore alla Ferrari 375 MM del 1954 di Thomas Peck, il Trofeo Automobile Club Como alla Ferrari 275 GTB del 1965 di Andrew Bagley e il Trofeo Schedoni Modena alla BMW M1 del 1980 di Marcus Wolsdorf, premiata per gli interni in pelle meglio conservati.

Perché l’edizione 2026 ha pesato così tanto

Il dato più interessante, al di là della lista dei vincitori, è che il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 ha unito due mondi spesso separati: l’auto storica come oggetto da conservare e l’auto come linguaggio di progetto ancora vivo. La presenza di classiche prebelliche, granturismo degli anni Cinquanta e Sessanta, supercar degli anni Novanta e persino concept contemporanei ha mostrato quanto il concorso resti un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del gusto automobilistico. In questo senso, il successo della BMW 328 “Bügelfalte” non è solo una vittoria di una vettura rara: è la prova che, a Villa d’Este, la storia dell’auto continua a essere giudicata con criteri moderni, severi e sempre più consapevoli.


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