Il Terzo Polo c’è già. E il Pd rischia di arrivare tardi alla sua stessa partita

Tanto tuonò che piovve: nasce il Terzo Polo di Frosinone. Ed è più ampio di quanto si potesse prevedere: l’ex sindaco Paolo Fanelli di Fratelli d’Italia, l’ex presidente d’Aula Norberto Venturi del Partito Democratico, Pasquale Cirillo coordinatore cittadino di Forza Italia, Giovambattista Martino e Teresa Petricca della civica dissidente Futura. Tutti insieme. Il sindaco Riccardo Mastrangeli guarda e riflette

Lo avevamo descritto come uno scenario probabile, poi come uno scenario possibile, poi come uno scenario imminente. Oggi, al Caffè Minotti di Frosinone, è diventato realtà. Il Terzo Polo di Frosinone esiste. Ha un nome, ha un tavolo, ha dei volti. Ed ha una caratteristica che nessuno avrebbe potuto prevedere con precisione fino all’ultimo: è più trasversale di quanto chiunque si aspettasse.

Perché se la nascita di un polo civico tra Forza Italia e FutuRa era nell’aria da mesi, la presenza di Paolo Fanelli per Fratelli d’Italia e di Norberto Venturi per il Partito Democratico trasforma questa operazione da mossa tattica a fatto politico di prima grandezza. Un consigliere di FdI e uno del PD seduti allo stesso tavolo con FI e FutuRa, contro un sindaco espressione della Lega. Frosinone non smette mai di sorprendere.

Il tavolo del Caffè Minotti

Pasquale Cirillo (Forza Italia) è l’uomo che più di ogni altro ha costruito questa operazione: con metodo e pazienza, dal sit-in di De Matthaeis alla richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale per il presidente dell’aula. Teresa Petricca e Giovambattista Martino (FutuRa) da mesi sono in simbiosi politica con gli azzurri, tanto da essere considerati già parte organica dello stesso progetto. (Leggi qui: BRT, nominati i giudici per il concorso. Ma Futura e FI continuano l’assedio).

 Paolo Fanelli (Fratelli d’Italia) è l’ex sindaco che nelle settimane scorse aveva alzato la voce in aula chiedendo il ripristino del perimetro del centrodestra, e che il suo stesso Partito aveva censurato e poi riammesso. (Leggi qui: «Il BRT paralizza la città»: Fanelli (FdI) minaccia il passaggio all’opposizione). E qui: De Matthaeis riapre dopo il cazziatone di Fanelli: coincidenza o politica?. E poi qui: Fratelli d’Italia cambia linea e riapre il dossier del centrodestra a Frosinone).

Norberto Venturi in Aula

Norberto Venturi per il Partito Democratico è la presenza forse più inaspettata, quella che sposta il centro di gravità dell’intera operazione verso qualcosa che non è più semplicemente «opposizione di centrodestra» ma qualcosa di strutturalmente diverso.

Cinque persone, quattro partiti diversi, una conferenza stampa in un caffè del centro. Nella storia politica recente di Frosinone è difficile trovare un precedente altrettanto esplicito di costruzione trasversale di un’alternativa civica.

La diagnosi sulla città

Al centro della riflessione presentata al Caffè Minotti c’è una diagnosi severa sullo stato di Frosinone. Il Capoluogo è stato descritto come una città «aggredita, rinnegata, soffocata e vilipesa», segnata da impoverimento culturale, sociale ed economico, da carenza di opportunità e da una diffusa povertà educativa. Che nel tempo ha contribuito ad allontanare giovani e cittadini in cerca di prospettive migliori. Una descrizione che non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche: è un atto d’accusa verso chi governa.

(Foto © Stefano Strani)

Le priorità indicate sono quelle di sempre nei programmi civici: cultura, istruzione, salute, ambiente, giovani, anziani, disabilità, trasparenza. Ma il punto politicamente più rilevante non è il contenuto del programma. È l’esistenza stessa del tavolo. Un contenitore di idee aperto a tutti, un movimento «dal basso» fondato sulla valorizzazione delle competenze e delle energie positive del territorio. «Vogliamo ricostruire il patto sociale»: una frase che vale più di cento slide.

Cosa significa per Mastrangeli

Le implicazioni politiche di questa operazione sono immediate e di larga portata. Per il sindaco Riccardo Mastrangeli, il Terzo Polo non è un fastidio marginale: è il rischio di vedersi erodere consenso esattamente nel bacino che più gli interessa: l’elettorato moderato, deluso, che non si riconosce nel centrosinistra tradizionale ma ha smesso di fidarsi della sua maggioranza. Cirillo lo ha già dimostrato con De Matthaeis: sa intercettare il malcontento dei cittadini e trasformarlo in visibilità politica. Con Petricca e Martino al fianco, quel messaggio arriva moltiplicato.

(Foto © Stefano Strani)

La presenza di Fanelli aggiunge un elemento di ulteriore complessità. L’ex sindaco di Frosinone è l’esponente di FdI che più ha pubblicamente contestato Mastrangeli, e la sua adesione al Terzo Polo — anche se a titolo personale — è un segnale che dentro il centrodestra le tensioni non si sono sopite con la pace di facciata seguita alla sua «processura» interna.

La presenza di Venturi del PD è invece la variabile più imprevedibile. Perché se un Democrat siede a quel tavolo, il Terzo Polo smette di essere un’operazione di centrodestra dissidente e diventa, almeno potenzialmente, qualcosa che potrebbe attrarre anche parte dell’elettorato di sinistra deluso. Il che pone una domanda diretta al segretario dem Stefano Pizzutelliè un’iniziativa personale di Venturi o è un segnale che dentro il PD si valutano percorsi alternativi al campo largo?

La partita vera inizia adesso

Il Terzo Polo di Frosinone nasce con tutte le caratteristiche dei progetti politici ambiziosi: un manifesto valoriale, una diagnostica condivisa sulla crisi della città, una composizione trasversale che vuole essere il suo principale punto di forza. Mancano ancora le cose che faranno la differenza nei prossimi mesi: un candidato sindaco, una coalizione strutturata, un programma che scenda dal piano dei principi a quello delle scelte concrete.

Ma il punto di partenza è lì, al Caffè Minotti e non è trascurabile. È successo. Con qualcosa in più del previsto. E a Palazzo Munari, oggi, qualcuno ha guardato la notizia con un interesse che non è solo accademico.

Il Pd fuori tempo

Stefano Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

Il Partito Democratico a Frosinone appare spesso come un gigante in cerca della propria voce. Primo partito dell’opposizione per peso e storia politica, ma spesso costretto a rincorrere iniziative e battaglie combattute da altri: su tutti i consiglieri comunali eletti con Mastrangeli e poi passati all’opposizione. Esattamente quelli che ora hanno costituito il Terzo Polo. 

Il PD prova a scuotersi. Dopo mesi di silenzi alternati a timidi approcci, sta prendendo consapevolezza del proprio ruolo di primo Partito di opposizione. I Dem hanno capito una cosa semplice ma decisiva: se il Partito non presidia i dossier che scottano, lo faranno altri. Il new deal si manifesta attraverso l’individuazione di un terreno strategico: la mobilità cioè il tema più caldo, più visibile, più sentito dai cittadini di Frosinone. Il tema che sarà centrale nella campagna elettorale del 2027. Ed è proprio sulla mobilità che il partito ha deciso di alzare il livello dello scontro, attraverso il segretario cittadino Stefano PizzutelliLa nota non è solo una denuncia tecnica. È un segnale politico.

«Quei lavori notturni…»

La rotatoria di De Matthaeis a Frosinone

Il bersaglio è il contestato intervento di riqualificazione di De Matthaeis, dove i lavori notturni annunciati dall’amministrazione Mastrangeli avrebbero dovuto evitare il collasso della città. Invece, per Pizzutelli, non si sarebbero mai visti. «A noi il cantiere di De Matthaeis e quei lavori notturni annunciati dall’amministrazione quando il cantiere venne fermato per evitare il collasso della città non sembra siano mai realmente iniziati».

Il cartello sul cantiere parla chiaro: 180 giorni dal 19 dicembre. Tradotto: 17 giugno come data di consegna. Una scadenza che secondo il segretario Dem sarà difficile da rispettare. Perché a De Matthaeis più che un cantiere, sembra di assistere a un esperimento di fisica quantistica: i lavori esistono di giorno e non esistono allo stesso tempo di notte.

Stefano Pizzutelli

La critica però non si ferma ai ritardi. Secondo il PD, il vero problema è il risultato finale di un’opera che rischierebbe di produrre l’effetto opposto rispetto a quello annunciato dall’amministrazione Mastrangeli«Sono stati impegnati 645mila euro di soldi pubblici per peggiorare la situazione della viabilità». Nel mirino finisce il progetto che prevedeva la concentrazione dei flussi di traffico attorno al cosiddetto «triangolone» con il tabaccaio al centro — una soluzione che, secondo Pizzutelli, non avrebbe risolto alcuna criticità e che costringerà chi arriva da via Maria o da via Tiburtina verso Frosinone Alta a percorrere un tragitto più lungo.

La sintesi dell’accusa è netta«Due marciapiedi inutili, una viabilità peggiorata e 645mila euro di risorse pubbliche spese». Parole che vanno oltre il singolo cantiere e diventano una contestazione complessiva del metodo di governo della città: «La verità è che si continua a fare le cose senza una visione e senza una programmazione. Fare cose a caso sembra essere diventato il metodo di governo di questa città». Più che una critica, una sentenza della Corte di Cassazione.

Compito triplice: candidato, campo largo e presidio

Vincenzo Iacovissi

Ma la vicenda De Matthaeis racconta soprattutto altro ed ha tanto di politico. Racconta di un Partito Democratico che sta lentamente prendendo coscienza del proprio ruolo. Perché il compito che attende i democratici nei prossimi mesi è probabilmente il più complesso di tutta la consiliatura. Anzi, è un compito triplice.

Il primo fronte riguarda la costruzione dell’alternativa politica. Il PD dovrà provare a trovare una sintesi con il PSI sul nome del candidato sindaco. Un’impresa con lo stesso coefficiente di difficoltà di fare la salita dell’alberata con una bicicletta da corsa con la catena allentata. ISocialisti, con la scusa di essere partiti per primi e ormai troppo avanti con il progetto Frosinone 2027, continuano a difendere strenuamente la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi e non sembrano intenzionati a fare passi indietro. Una posizione che rende la ricerca di un punto di equilibrio sempre più complicata.

Il secondo fronte è la costruzione del campo largo, che vede il segretario cittadino dem impegnato in prima persona. Per vincere le prossime elezioni non basterà trovare un candidato. Servirà tenere insieme culture politiche, sensibilità e realtà civiche diverse. Un esercizio che richiede leadership, pazienza e soprattutto una visione condivisa della città futura.

Il terzo fronte è il presidio politico dei temi. Chi arriverà alle elezioni avendo interpretato e rappresentato meglio le preoccupazioni quotidiane dei cittadini partirà con un vantaggio competitivo enorme. Su questo il PD non può più permettersi ritardi. Se il principale partito di opposizione lascia spazi di critica ad altre forze del centrosinistra o ai consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza Mastrangeli, rischia di arrivare all’appuntamento elettorale senza aver consolidato la propria centralità politica. E il PSI non aspetta altro.

Segreteria e gruppo consiliare

C’è poi un ulteriore elemento che emerge osservando la dinamica interna ai Dem di Frosinone. Gruppo consiliare e Segreteria cittadina sembrano procedere ancora senza la necessaria sintonia. Non sempre le iniziative politiche seguono una regia unitaria. E questo potrebbe rappresentare una criticità, quantomeno nella percezione del messaggio politico che arriva alla gente.

Come diceva lo scrittore e aforista Ennio Flaiano«In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco». L’impressione è che nel PD, tra consiglieri e segreteria, si stiano disegnando troppi arabeschi geometrici prima di arrivare alla meta comune: colpire il governo della città.

Per usare una metafora in linea con il tema trattato da Pizzutellila strada verso le elezioni comunali del prossimo anno è ancora lunga e piena di rotatorie. Per il PD è arrivato il tempo di decidere: essere il motore della coalizione, o l’ennesimo automobilista imbottigliato nel traffico delle proprie indecisioni.


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