Markus Tons sul bilancio UE 2028-2034: competitività, quote sociali e risorse proprie – Notizie e Statistiche


19 ott 2026

Sono in corso i negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034 e Markus Tons, portavoce per gli affari europei del gruppo parlamentare dell’SPD, sostiene in un commento pubblicato su Euronews che il quadro debba indirizzare i fondi in modo più efficiente per rafforzare la competitività e la resilienza futura del blocco. Secondo Euronews, la proposta presentata dalla Commissione un anno fa ha fissato un nuovo indirizzo, riorientando il quadro sulla scia dei rapporti Draghi e Letta sul rafforzamento della competitività e della sostenibilità futura dell’UE, affinché le risorse siano utilizzate in modo più efficace.

Tons accoglie nel complesso con favore la nuova struttura proposta, affermando che apre prospettive future e consente una risposta più flessibile alle crisi e alle sfide. Avverte tuttavia che la ristrutturazione comporta non solo opportunità ma anche tagli consistenti.

I finanziamenti sociali in gioco

Molti progetti sociali in Germania sono finanziati esclusivamente dall’UE, e i programmi di sostegno alla coesione e all’agricoltura, come il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale, saranno raggruppati nel cosiddetto primo pilastro. Poiché i fondi non sarebbero più vincolati in modo fisso a singoli programmi, Tons prevede una disputa sulla distribuzione, con l’assegnazione dettagliata lasciata agli Stati membri nell’ambito dei loro Piani di partenariato nazionali e regionali.

Mentre la Commissione ha proposto una quota del 14 per cento per il settore sociale, Tons sostiene che proprio quest’area comporta il rischio maggiore. Afferma che il bilancio tedesco non può colmare il vuoto se i finanziamenti UE si interrompono e che le strutture smantellate non sarebbero facilmente ricostruibili. Chiede quindi una quota minima del 20 per cento per i progetti sociali, con una soluzione di riserva consistente nell’ancorare tale quota per il piano tedesco tramite un’ordinanza federale-Stati, qualora non si raggiunga un accordo a livello europeo. Osserva inoltre che la Germania ha già accettato di mantenere le strutture di assegnazione federali collaudate, anziché seguire la preferenza dell’UE per un’assegnazione nazionale centralizzata.

Il Fondo per la competitività e i ritardi globali

La maggiore novità, secondo Tons, è il Fondo per la competitività del secondo pilastro, destinato a sostenere l’innovazione e gli investimenti nel mercato unico. Sottolinea che l’UE, e in particolare la Germania, restano sedi industriali chiave, pur riconoscendo che nelle industrie del futuro e nell’intelligenza artificiale attualmente sono molto indietro a livello globale. Un finanziamento mirato, sostiene, offre la possibilità di ridurre tale divario e di portare avanti la trasformazione economica e la resilienza europea.

Politica estera, ricerca e istruzione

Il terzo pilastro, secondo Tons, riflette la responsabilità globale dell’Europa concentrandosi maggiormente sulla politica estera e di sicurezza comune e sulla cooperazione allo sviluppo. Vede nel quadro un’occasione per fissare un indirizzo sia in Europa sia con i partner internazionali, anche attraverso orientamenti in materia di innovazione e meccanismi sanzionatori per i Paesi che si allontanano dallo Stato di diritto, e accoglie con favore una distinzione più chiara dalle organizzazioni estremiste e terroristiche nell’assegnazione degli aiuti allo sviluppo.

Indica in Horizon ed Erasmus i programmi UE più conosciuti, aperti anche agli Stati non membri, e afferma che la ricerca e l’istruzione congiunte costruiscono reti e ampliano gli orizzonti. Collocarli nel secondo pilastro, sostiene, potrebbe dare loro maggiore peso e collegarli in modo significativo all’economia, consentendo alla capacità innovativa dell’Europa di dispiegarsi attraverso la cooperazione tra i giovani, le nuove idee e gli investimenti.

Pressioni sul bilancio e scadenze

Tons rifiuta di considerare il bilancio UE da una prospettiva nazionale come un male necessario. Osserva che la Germania si è recentemente unita al gruppo degli Stati membri frugali che chiedono tagli per circa 200 miliardi di euro, e che la proposta della presidenza irlandese del Consiglio menzionava 141 miliardi di euro. Sostiene che il mercato unico e la cooperazione europea sono i beni più preziosi e che il denaro versato a Bruxelles ritorna molte volte, avvertendo che versare di meno limiterebbe le opzioni della Germania nonostante le tensioni di bilancio.

Osserva inoltre che il cancelliere Merz ha minacciato un congelamento del bilancio europeo se gli Stati membri non riusciranno a concordare tagli radicali. A differenza di un bilancio nazionale non ancora adottato, rileva Tons, il quadro non passa alla gestione provvisoria del bilancio; se entro il 2028 non si raggiunge un accordo su un nuovo quadro, i finanziamenti semplicemente si esauriscono.

Agricoltura e risorse proprie

Se i tagli si rivelassero inevitabili, Tons insiste sul fatto che dovrebbero essere applicati in modo orizzontale a tutte le aree, contrariamente alla proposta della presidenza irlandese del Consiglio. Sostiene che i sussidi della politica agricola comune sono ancora spesso considerati intoccabili, anche se ciò non è più appropriato, e che un sostegno agricolo moderno dovrebbe essere mirato anziché diffuso indiscriminatamente. Collega questo aspetto a un’agricoltura sostenibile e rispettosa del clima che garantisca la sicurezza alimentare dell’Europa e crei opportunità per la ricerca, l’innovazione e la cooperazione. Le zone rurali, aggiunge, dovrebbero continuare a ricevere sostegno attraverso il programma LEADER, ma le assegnazioni dovrebbero concentrarsi sull’innovazione anziché sulla sola superficie.

Un’altra sfida sollevata da Tons è il rimborso dello strumento di sostegno Covid Next Generation EU e degli interessi sul relativo indebitamento, che si aggiungono al nuovo quadro. Afferma che l’UE intendeva introdurre nuove risorse proprie per il rimborso ma non lo ha fatto, e che solo le risorse proprie possono fornire una leva efficace per un finanziamento stabile, poiché un nuovo indebitamento non è possibile. Osserva che la Corte costituzionale federale tedesca ha assunto una posizione chiara sul fatto che NextGenerationEU è un’operazione una tantum, e che nuove risorse proprie potrebbero anche servire come strumenti di guida politica, con una tassa sul digitale che invierebbe un segnale chiaro agli Stati Uniti. Senza un accordo tra i ministri delle Finanze dell’UE sulle nuove risorse proprie, o la volontà degli Stati membri di convogliare più denaro nazionale a Bruxelles, conclude che i fondi europei resteranno scarsi.


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