Fare cultura, fare impresa: “Cultural Bees” insegna ai giovani a costruirsi un futuro nelle industrie culturali e creative


C’è un paradosso che chiunque lavori nel settore culturale conosce bene: l’Italia è il paese con il maggior numero di siti Unesco al mondo, ma le industrie culturali e creative faticano ad attrarre e trattenere giovani professionisti. Questo accade per mancanza di strumenti adeguati, non certo per la mancanza di talenti né per la difficoltà di individuarli. Il punto è che nessuno insegna davvero come si trasforma una passione per l’arte, la musica, il patrimonio storico in un progetto professionale sostenibile.

Cultural Bees prova a colmare esattamente questo vuoto.

Un progetto europeo, una scommessa concreta

Cultural Bees è  un progetto co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Creative Europe e in Italia è implementato nelle scuole da Junior Achievement Italia (info sul sito di progetto). Si tratta di un percorso formativo implementato in tre Paesi – Cipro, Bulgaria e Italia – rivolto a giovani tra i 15 e i 30 anni, che unisce competenze imprenditoriali, consapevolezza culturale e alfabetizzazione digitale attraverso un’immersione nel mondo reale delle industrie culturali e creative.

Il progetto nasce da una premessa solida: prima di costruire i percorsi formativi, i partner hanno analizzato il mercato del lavoro reale. Due report – il National Ecosystem Forum Report e lo State-of-the-Art Report – hanno mappato le offerte di lavoro nel settore culturale su piattaforme come LinkedIn e Adecco in tutti i Paesi coinvolti. Da questa mappatura, è emerso che le organizzazioni cercano profili capaci di muoversi in ambienti dinamici, collaborativi e digitali grazie a competenze trasversali come la capacità di lavorare in gruppo, l’adattabilità e il problem solving. Accanto a queste capacità, è sempre più richiesto l’utilizzo di tecnologie emergenti – realtà aumentata, intelligenza artificiale – per creare nuove forme di fruizione e racconto del patrimonio culturale.

Come funziona in Italia

Junior Achievement Italia ha implementato il programma sul territorio nazionale attraverso il suo approccio: apprendimento esperienziale, coinvolgimento di esperti del settore che hanno realizzato masterclass per gli studenti, formazione dedicata ai docenti sui temi del Progetto. Nell’anno scolastico 2025/26 hanno partecipato oltre 400 studenti e studentesse, distribuiti in 32 classi provenienti da 18 istituti in 8 regioni Puglia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Sicilia, Umbria, Lombardia e Campania – a conferma di una diffusione geografica che va ben oltre i tradizionali centri di innovazione.

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Il percorso si è articolato su più livelli. Gli studenti hanno lavorato con il digital toolkit sviluppato appositamente per il progetto, una piattaforma digitale che offre moduli interattivi su creatività, imprenditorialità e cultura, percorsi di certificazione e strumenti per connettere i giovani con professionisti del settore e per rispondere alle sfide legate all’evoluzione del settore. A questo si sono affiancate tre masterclass con esperti delle industrie culturali e creative, che hanno portato in aula esperienze e prospettive dal mercato reale, e cinque incontri formativi dedicati ai docenti, per costruire competenze durature all’interno delle scuole.

Gli studenti e le studentesse hanno ideato soluzioni sui temi di sostenibilità e innovazione tecnologica attraverso il programma di imprenditorialità Idee in Azione, pensato per accompagnare i giovani dalla fase di ideazione fino alla presentazione di un progetto concreto. Un percorso che chiede di osservare il territorio, identificare un’opportunità nel settore culturale, sviluppare un’idea, confrontarsi con feedback reali.

«Cultural Bees dimostra che le industrie creative e culturali sono un terreno straordinario per formare l’imprenditività dei giovani. Gli studenti italiani che hanno partecipato al programma hanno scoperto che la cultura può diventare un business e grazie a questo programma si sentono capaci di trasformare un’idea creativa in qualcosa di concreto. Per loro Cultural Bees ha significato innovazione, impegno, creatività, collaborazione e scoperta», ha sottolineato Francesca Mazzieri, Head of Education di Junior Achievement Italia.

Quando le idee incontrano il mercato

Il momento culminante del percorso è stato il 26 maggio con il Demo Day finale, l’evento in cui oltre 40 team hanno presentato i loro progetti a una giuria composta da imprenditori culturali, direttori artistici e professionisti del settore eventi: un confronto autentico, con persone che quelle decisioni le prendono ogni giorno. I progetti vertono sulla promozione e protezione del patrimonio culturale, con un filo conduttore comune: renderlo accessibile, inclusivo, sostenibile e coinvolgente per le nuove generazioni.

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Presentare una propria idea a giudici che conoscono il settore è parte del format che Junior Achievement Italia applica ai suoi programmi: insegna a stare in piedi davanti all’incertezza, a rispondere a domande difficili, a distinguere un’idea da un progetto e a saperla comunicare e condividere. I dati confermano che questo è tra gli elementi più trasformativi del percorso.  

Perché questo progetto conta, ora

Le industrie culturali e creative rappresentano quasi il 4% del valore aggiunto europeo e impiegano circa 8 milioni di persone in oltre 1,2 milioni di imprese, più del 99% delle quali sono piccole e medie. Ciononostante, restano tra i settori con il più alto tasso di lavoro non stabile e a bassa remunerazione, spesso perché chi entra non ha gli strumenti per negoziare, costruire un modello sostenibile, riconoscere e valorizzare le proprie competenze.

Cultural Bees introduce, forse per la prima volta in modo sistematico, l’idea che il patrimonio culturale non sia solo oggetto di studio o tutela, ma rappresenti un campo in cui si può fare impresa, innovare, costruire professioni nuove. Con metodo, con strumenti, con il supporto di una rete europea.

A Bruxelles, al Pan-European Ecosystem Forum del febbraio 2025, la Commissione Europea ha ricordato che il settore culturale e creativo è riconosciuto come ecosistema industriale nell’ambito della strategia industriale Ue, con competenze digitali e sostenibilità al centro. A Praga, alla Creative Skills Week 2025, il progetto è stato presentato come esempio di come la formazione imprenditoriale possa essere trasformativa sia sul piano professionale che personale, costruendo nei giovani fiducia, flessibilità, capacità di creare opportunità per sé e per gli altri. Il Demo Day del 26 maggio è stato l’appuntamento in cui questo percorso diventa visibile: idee nate in classe, presentate a professionisti del settore, misurate sul campo.

Cultural Bees è un progetto finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione europea e realizzato da Junior Achievement Europe, Junior Achievement – Young Enterprise Cyprus Limited, C.A. InnoEUsphere Limited, Univerza v Novi Gorici, Consorzio Materahub Industrie Culturali e Creative, Danmar Computers SP Zoo, Junior Achievement Italia, Isola Catania Impresa Sociale Srl, Anci Lombardia, Dzhuniar Achiyvmant Balgariya, Ikonomicheski Universitet – Varna, Cyprus National Commission for Unesco.

In apertura, immagine da freepik.com

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 Sara De Carli

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