Visit Emilia ottiene la certificazione GSTC diventando la destinazione sostenibile più vasta e complessa del mondo occidentale


Visit Emilia – Destinazione Turistica Emilia ha ricevuto l’importante certificazione del Global Sustainable Tourism Council, lo standard internazionale di riferimento per il turismo sostenibile. Con le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, diventa la destinazione certificata più ampia del mondo occidentale e l’area più vasta per complessità, tra numero di abitanti, stratificazione storica, varietà morfologica e densità di servizi. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente certificatore Vireo, arriva dopo un anno di lavoro intensivo nell’ambito del progetto “Emilia sostenibile”.

Emilia sostenibile, una svolta ©Riccardo Gallini /GRPhoto

Si tratta di 8.324 km² e di circa 1,28 milioni di residenti. Visit Emilia promuove tre città d’arte e quattro paesaggi profondamente diversi: il Po con le sue golene e i suoi silenzi, la Pianura Padana produttiva, le colline ricche di castelli, borghi e l’Appennino, polmone verde della destinazione. È proprio questa varietà, unita alla presenza di una comunità numerosa e radicata, a rendere il risultato particolarmente significativo.

Visit Emilia – Castello di Torrechiara (PR) – Foto di Tiziana Azzolini

Fuori dall’Occidente a superarla per estensione è The Red Sea, destinazione certificata come sostenibile che si sviluppa lungo la costa occidentale dell’Arabia Saudita, tra Umluj e Al Wajh, con circa 28.000 km² e oltre 90 isole ma che però conta una popolazione residente ancora molto limitata (intorno ai 6.000 abitanti nel principale insediamento, con proiezioni di circa 14.000 residenti-lavoratori a regime). Gli abitanti delle tre province emiliane sono oltre 90 volte di più rispetto a quella previsione: qui la sostenibilità si misura su un territorio vissuto ogni giorno da chi ci lavora, ci abita e ci cresce.

APT SERVIZI UFF.STAMPA, conf.stampa:Emilia sostenibile, una svolta internazionale. ©Riccardo Gallini /GRPhoto

La certificazione è stata ottenuta al termine di un anno di lavoro di un gruppo dedicato, supportato da Virtou, società di consulenza italiana specializzata nello sviluppo sostenibile e responsabile per le imprese turistiche e le destinazioni. Il percorso si è sviluppato all’interno del progetto “Emilia sostenibile” e ha coinvolto Comuni, imprese, università, associazioni e cittadini attraverso 24 incontri partecipati (9 con stakeholder e imprese turistiche, 15 con operatori e associazioni).
La destinazione ha dovuto rispondere ai criteri GSTC per le destinazioni, articolati in quattro ambiti:
• Governance: relazioni con istituzioni, imprese e residenti
• Sostenibilità culturale: tutela del patrimonio e gestione degli eventi
• Sostenibilità economica e sociale: impatti su occupazione, terzo settore e mobilità
• Sostenibilità ambientale: sistema dei parchi, gestione di acqua, rifiuti ed energia, pratiche già attive e progetti in corso

Visit Emilia – Fiume Po – Foto di Perazzoli

Dal lavoro sono emersi decine di progetti già operativi: dal RESHub di Piacenza, il centro di ricerca per la sostenibilità e la transizione energetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ai bilanci di sostenibilità di imprese come Barilla, da realtà come KilometroVerdeParma a Reggio 2030. Il sistema dei parchi (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e parchi regionali) e le due Riserve della Biosfera MaB UNESCO (Appennino Tosco-Emiliano e Po Grande) rappresentano un patrimonio naturale custodito e vissuto.

Visit Emilia – Boschi di Carrega (PR)

“Il riconoscimento del Global Sustainable Tourism Council a Visit Emilia è una bellissima notizia per tutta l’Emilia-Romagna. Dimostra che un territorio così ampio e così diverso, dal Po all’Appennino, può parlare con una sola voce quando sceglie la strada della sostenibilità. È la direzione su cui la Regione sta investendo: un turismo di qualità, capace di generare valore economico e sociale e di proteggere il patrimonio naturale e culturale che lo rende possibile” ha dichiarato Roberta Frisoni, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna.

Visit Emilia – Da sinistra, Stefano Ravelli, Simone Fornasari, Roberta Frisoni – ©Riccardo Gallini /GRPhoto

“È un traguardo che appartiene a tutta l’Emilia. In quest’anno abbiamo ascoltato Comuni, imprese, università, associazioni e cittadini, e abbiamo scoperto che qui la sostenibilità non era una parola nuova: era già un modo di vivere, fatto di progetti concreti e di persone appassionate. La certificazione GSTC ci consegna un metodo e una responsabilità: continuare a crescere insieme, misurando ogni passo, perché chi viene a trovarci possa vivere il territorio senza consumarlo” ha commentato Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia.

Visit Emilia – Simone Fornasari – ©Riccardo Gallini /GRPhoto

“La certificazione GSTC di Visit Emilia come destinazione turistica sostenibile è un risultato di straordinario valore, che rende orgoglioso l’intero sistema turistico italiano. Con i suoi 1,2 milioni di abitanti, è la destinazione certificata più grande al mondo, a testimonianza di un percorso capace di coinvolgere comunità, imprese e stakeholder in una visione condivisa di sostenibilità. Come Board Member del GSTC e Presidente del GSTC Italy Working Group, desidero sottolineare soprattutto il valore del lavoro svolto da una piccola organizzazione pubblica che, con visione, competenza e tenacia, ha saputo coordinare un progetto di portata internazionale” ha aggiunto Stefano Ravelli, Board Member del GSTC e Presidente del GSTC Italy Working Group.

Visit Emilia – Da sinistra, Stefano Ravelli, Simone Fornasari ©Riccardo Gallini /GRPhoto

Oltre alla raccolta di dati economici, culturali e ambientali che costituirà la base di monitoraggio futuro, sono stati messi in campo una strategia condivisa (con il contributo finanziario della Camera di Commercio dell’Emilia), la campagna di comunicazione “Emilia Come Te” e progetti europei come D3HUB, insieme a una piattaforma di analisi di stato d’animo, livello di soddisfazione, percezione emotiva e qualità della spesa dei visitatori. La certificazione non rappresenta un traguardo conclusivo ma l’inizio di un percorso di miglioramento continuo: coordinamento costante tra i soggetti coinvolti, monitoraggio dei risultati e crescita della cultura della sostenibilità nell’accoglienza. Un impegno affinché chi pedala lungo il Po, esplora i castelli delle colline o cammina sui crinali appenninici sappia di attraversare un territorio che ha scelto di prendersi cura di sé e di chi lo visita.




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