Il centrodestra avvia le grandi manovre in vista delle comunali del 2027. Fratelli d’Italia, Lega e il movimento civico Per il bene comune si sono seduti attorno a uno stesso tavolo per gettare le basi della futura coalizione di centrodestra, aprendo formalmente il cantiere politico che dovrà sfidare l’attuale amministrazione Frontini.
Il primo passo del nuovo percorso non sarà però l’annuncio di un leader, bensì un appuntamento aperto alla città fissato per il 30 ottobre a valle Faul, nella sala conferenze Unindustria. A spiegare la genesi e il metodo di lavoro del gruppo è Andrea Micci, capogruppo della Lega in consiglio comunale. “Le interlocuzioni con questo tavolo sono cominciate – spiega l’esponente del Carroccio -. Abbiamo deciso di fare un evento il 30 ottobre dove lanceremo una piattaforma programmatica e soprattutto parleremo di temi importanti per la città. Chiaramente siamo partiti proprio da qui, cioè come formazione di centrodestra abbiamo deciso di parlare inizialmente di programma, di presentare le nostre idee ai cittadini e accoglierle da loro, attraverso un sito internet che sarà lanciato per l’occasione”.
Un candidato sindaco entro novembre
L’approccio scelto dai tre gruppi politici punta a disinnescare, almeno per il momento, le classiche fibrillazioni legate alla spartizione delle caselle. La linea condivisa prevede che l’identikit del futuro aspirante primo cittadino debba emergere come conseguenza naturale delle priorità programmatiche, anche se i tempi della politica impongono comunque una scadenza ravvicinata.
“In questa fase non abbiamo discusso di nomi, ma essenzialmente di programmi, poi sicuramente troveremo la figura che saprà meglio interpretare il programma da portare avanti per i prossimi cinque anni” precisa Micci, che non nasconde comunque un primo lavoro di scouting interno alle singole forze politiche. “All’interno dei singoli partiti ognuno ha fatto un po’ una ricognizione. Noi sinceramente l’abbiamo fatta all’interno del nostro, credo che siano tutti nomi di alto valore e di grande capacità amministrativa. Quindi però, ripeto, su questo ancora non c’è stata una discussione nel dettaglio, anche perché abbiamo deciso di buttare giù il programma condividendolo con i cittadini e poi scegliere la figura che meglio saprà interpretare questa situazione politica. Secondo me entro novembre però il candidato sindaco si dovrà presentare con un programma chiaro a medio e lungo termine”.
Proprio quello di Andrea Micci è uno dei profili più chiacchierati nei corridoi della politica viterbese per guidare la coalizione nella prossima tornata elettorale. Una suggestione che il diretto interessato accoglie senza tirarsi indietro: “Mi fa piacere leggere anche il mio nome. Ogni persona che fa politica all’interno del consiglio comunale aspira a essere un candidato sindaco, perché chiaramente, al di là degli schieramenti, tutti coloro che siedono lì hanno a cuore la città”.
L’affondo su Frontini
Se la “pars costruens” del tavolo poggia sul portale web e sull’ascolto dei quartieri, la base politica dell’alleanza nasce da una critica netta all’operato dell’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini. Secondo la lettura della Lega, a mancare in questi anni è stata soprattutto una prospettiva strategica capace di andare oltre la gestione del quotidiano. “Al di là di tutto, quello che è emerso con maggior forza è stato che una città secondo noi non si amministra portando avanti cose che magari servono per domattina, ma si amministra con una visione a quindici o venti anni, cosa che questa amministrazione non ha avuto – attacca il capogruppo leghista -. Quello che ci chiedono i cittadini è di fare una strategia a lungo termine per lo sviluppo cittadino, cioè portare la città sostanzialmente nel terzo millennio, invece in questi anni è stata riportata indietro di almeno trent’anni. Ci chiedono sicuramente sicurezza, che è uno dei principali aspetti, e con insistenza un piano culturale che è totalmente mancato, e si è visto anche con gli eventi organizzati da questa amministrazione. Poi ci chiedono decoro e verde pubblico”.
Nel mirino dell’opposizione finisce anche la gestione dei fondi europei e dei cantieri cittadini, ritenuta frammentaria e priva di una reale pianificazione sulle ricadute future. “Purtroppo dal punto di vista di sviluppo della città non si è fatto nulla, se non chiudere in fretta e furia progetti del Pnrr, peraltro in molte occasioni anche chiusi male – prosegue Micci -. Abbiamo visto per esempio progetti realizzati dove non è stata prevista neanche la manutenzione o la gestione degli stessi, e quindi dopo aver tagliato il nastro praticamente se ne sono dimenticati. Altri progetti come quello della pista ciclabile sono stati modificati in corso d’opera, vedasi via della Pila, ed è diventato un disastro per quel quartiere”.
Dal centro storico agli equilibri di coalizione
La ricetta che il tavolo di centrodestra intende mettere sul piatto guarda infine a due grandi temi storici della politica locale, ovvero il rilancio della parte antica della città e il rapporto con gli ex comuni. “Sul centro storico noi la ricetta ce l’abbiamo, abbiamo cinque punti chiave per il rilancio che partono dalla residenzialità al commercio, sicurezza, decoro urbano e grandi manifestazioni ed eventi, e invece qui si è puntato soltanto sull’ultimo di questi aspetti e anche in misura un po’ arrangiata. Dicasi lo stesso sulle frazioni. Se si parla con un cittadino di Tobia, di Sant’Angelo o di Grotte Santo Stefano, non ha visto nulla in questi cinque anni, perché l’ordinaria amministrazione è ora di farla finita di farla passare per evento straordinario, quando tu copri una buca”.
Resta infine sullo sfondo la questione tutta politica dei confini della coalizione, con l’assenza al tavolo di Forza Italia, ormai stabilmente legata all’esperienza amministrativa di palazzo dei Priori. Un passaggio che Micci legge come il frutto di un cortocircuito politico della prima cittadina: “Ci sono state delle contraddizioni fortissime nell’esperienza politica di Frontini, che poi sono sfociate dall’essere civica contro i partiti politici e contro Giovanni Arena, sindaco di Forza Italia che ha definito nella misura più disparata, anche dicendo che quelli di Forza Italia erano tutti poco onesti, e poi si è federata con Forza Italia”.
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