Latina, quelle cancellate di “Palazzo M” che non piacciono a destra e sinistra

Doveva essere la Casa del Fascio di Littoria. Ee la sua grande corte sarebbe stata, nelle intenzioni di Oriolo Frezzotti, aperta in un’ideale continuazione con l’immenso spazio del Foro Littorio, chiuso infine dalla caserma della Gil (Gioventù italiana del littorio). Quel Foro non fu mai realizzato. Palazzo M (che prende il nome dalla pianta dell’edificio, a forma di M, l’iniziale di Mussolini) e la caserma della Gil (oggi Palazzo della Cultura di Latina) si. Anche se terminati molto dopo le previsioni iniziali. 

Palazzo M oggi nuovamente è balzato agli onori della cronaca politica del capoluogo pontino, a causa del progetto di riqualificazione avviato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti tramite il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche. Un’opera immensa, da circa 32 milioni di euro, divisa in tre stralci, della durata di almeno un paio di anni.

Gli interventi sono stati messi a bando di gara da parte del Provveditorato, con scadenza a fine giugno. Ed è polemica soprattutto perché il progetto – oltre alla ristrutturazione – prevede anche una cancellata a chiusura (notturna) di quell’immenso spazio per motivi di sicurezza avanzati dalla Guardia di Finanza: l’edificio ospita il Comando provinciale, infatti, oltre ad alcuni uffici della Questura (Immigrazione, Passaporti, Armi).

Una storia lunga

Palazzo M è uno degli edifici storici (vincolati e tutelati) della fondazione di Littoria. L’edificio faceva parte del nucleo progettuale originario di Frezzotti, ma la sua costruzione andò per le lunghe. Doveva essere la Casa del fascio, strutture presenti in ogni grande città d’Italia al tempo del regime. La costruzione iniziò negli anni Trenta, ma allo scoppio della guerra, e soprattutto al 25 luglio 1943, non era ancora completato.

Palazzo M

Questo influì anche sulle metodologie costruttive, che risentirono dell’autarchia prima, delle esigenze belliche poi nell’utilizzo di materie prime, soprattutto per quanto riguarda il ferro: niente cemento armato nelle strutture, ma camiciature di mattoni. 

A causa degli eventi, Palazzo M non fu mai, quindi, Casa del fascio. Dopo lo sbarco di Anzio nel 1943, Littoria fu pesantemente bombardata, soprattutto dal mare: a farne le spese, in particolare, fu Palazzo M, la cui torre littoria faceva da bersaglio. La torre crollò su se stessa, portandosi dietro gran parte delle strutture. Del resto dell’edificio rimase poco. Nel 1945, divenuta Latina, si pensò anche di abbatterlo definitivamente.

Da istituto scolastico a caserma della finanza

Poi, nel 1950, la decisione: si ricostruisce e diventa un edificio scolastico. Terminati i lavori nel 1957, senza ricostruzione della torre, ospiterà istituti diversi e di diverso grado fino al 1989, quando diventa comando provinciale della Guardia di Finanza. E va sottolineato come tuttora il palazzo M abbia una destinazione specifica: edificio scolastico.

Vincenzo Zaccheo, presidente della Fondazione 2032

Negli anni Duemila, inizia il dibattito politico, in particolare sotto le giunte guidate da Vincenzo Zaccheo: sarà lui a siglare il famoso protocollo con Provveditorato alle opere pubbliche e Guardia di Finanza. Il Comando sarebbe dovuto andare all’ex Icos sulla Pontina, un rudere, al tempo acquistato all’asta dal Comune per 2 milioni di euro e oggi abbattuto nel quadro dell’intervento Ater-Comune finanziato da Pnrr “A gonfie vele” (al suo posto sta sorgendo una struttura che ospiterà servizi).

Quel protocollo prevedeva che Palazzo M, liberato, sarebbe stato destinato all’università, in particolare all’ipotetico Rettorato della sede pontina della Sapienza. Quel protocollo però non andò avanti.

Una ristrutturazione costosa

Un altro scorcio di Palazzo M

Oggi, dunque, arriva il progetto di ristrutturazione e riqualificazione, necessaria in quanto, come recita la relazione disponibile sul sito del Provveditorato interregionale, “Le varianti (al tempo della costruzione negli anni ’40, ndr) alle murature portanti sono quelle che ad oggi comportano maggiori criticità dal punto di vista strutturale, dal momento che l’ossatura principale dell’edificio è debolmente armata, quando addirittura totalmente priva di armatura. La frettolosa ricostruzione postbellica ha comportato una ulteriore disomogeneità costruttiva e strutturale, nonostante l’immagine esteriore sia risultata completamente coerente ed omogenea”.

Dunque, sempre secondo la relazione, ora gli interventi strutturali consistono in consolidamenti delle strutture verticali ed orizzontali, previsti solo laddove necessari e limitati al minimo soprattutto nelle facciate rivestite in travertino. Gli interventi sulle strutture verticali consistono nella realizzazione di intervento di consolidamento CRM con rete in fibra e calce, sulle pareti portanti in tufo e mattoni, mentre per i pilastri che si innalzano tra il secondo ed il terzo piano, che definiscono l’ordine gigante dei prospetti interni, si prevede un rinforzo con rete in fibra intonacata”.

Ed ancora. “Le strutture orizzontali saranno invece rinforzate in intradosso su tutto lo stralcio B, al fine di preservare le pavimentazioni in marmette esistenti, mentre si interverrà sia in intradosso che in estradosso con una cappa collaborante sui solai dello stralcio A, dove è previsto il totale rifacimento delle pavimentazioni esistenti. Esigenze di tipo normativo, sia dal punto di vista della sicurezza antincendio che della garanzia di standard di utilizzo idonei alle esigenze attuali, comportano la necessità di realizzare due nuovi vani scala.

Gli impianti

Palazzo M di notte

Tali elementi di distribuzione verticale saranno realizzati in calcestruzzo armato, insistendo nello spazio identificato dai muri di spina dei bracci della M, senza alterare la sagoma né la distribuzione complessiva dell’edificio”.

C’è poi tutta la parte dell’adeguamento degli impianti, in particolare antincendio, ma anche elettrico, di condizionamento dell’aria, degli ascensori, con anche la realizzazione di una pensilina fotovoltaica nel parcheggio posteriore. Infine, gli interventi sulle facciate, con la sostituzione anche degli infissi. Tutto secondo lo stile degli anni Trenta, con lavori che saranno autorizzati dalla Soprintendenza. 

Infine, ecco l’intervento che ha scatenato le polemiche: “Su esplicita richiesta della Guardia di Finanza, si ipotizza inoltre l’inserimento di n. 3 cancelli metallici sul fronte in affaccio su via della Repubblica, con mera funzione dissuasiva dalla libera circolazione notturna all’interno del piazzale Araldo di Crollolanza”, ovvero la corte interna.

Calandrini apre le polemiche

Bene la riqualificazione, ma inserire delle cancellate per chiudere (nottetempo) quello che Littoria prima e Latina poi hanno sempre vissuto come uno spazio aperto, dedicato anche ad eventi, non piace però a nessun esponente politico, né di centrodestra, né di centrosinistra. È questo il tema dei commenti, giunti al progetto. Il primo è stato quello del senatore Nicola Calandrini, segretario provinciale FdI, secondo cui“l’avvio del progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M rappresenta una notizia importante per Latina”.

Il Senatore Nicola Calandrini

Tuttavia, “comprendiamo e condividiamo pienamente la necessità di garantire sicurezza e decoro, soprattutto in un complesso che ospita importanti presidi dello Stato. Proprio per questo ritengo che il tema debba essere affrontato con il giusto equilibrio. Nutro infatti perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre cancellate ai varchi di accesso, una soluzione che rischia di alterare il rapporto tra l’edificio e la città senza necessariamente rappresentare la risposta più adeguata alle esigenze di sicurezza. Palazzo M ospita già funzioni strategiche e presidi permanenti delle istituzioni, dalla Questura alla Guardia di Finanza, che garantiscono quotidianamente controllo e presenza sul territorio”.

La sicurezza è un valore imprescindibile, ma non può essere ridotta esclusivamente a una barriera fisica. L’ampia prospettiva che si apre verso l’edificio e la piena fruibilità dell’area non sono elementi casuali, ma caratteristiche che appartengono alla sua identità architettonica e urbanistica”.

Per questo, “intendo avviare un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, che svolge il ruolo di stazione appaltante dell’intervento. Sono certo che vi sia la massima disponibilità a valutare ogni aspetto dell’opera e a confrontarsi sulle soluzioni previste, con l’obiettivo comune di valorizzare Palazzo M, rafforzarne la sicurezza e al tempo stesso preservarne quelle caratteristiche architettoniche e identitarie che lo rendono un luogo unico e riconoscibile per tutta la comunità pontina”.

Anche il centrosinistra sul piede di guerra

Valeria Campagna

Dal centrosinistra, sono i consiglieri comunali del Pd, Valeria Campagna e Leonardo Majocchi, a osservare che “nessuno mette in discussione la necessità di intervenire per garantire sicurezza, efficienza energetica e adeguamento degli impianti. Ma il progetto conferma una destinazione quasi esclusivamente amministrativa e istituzionale, senza che emerga alcuna riflessione sul possibile utilizzo culturale, civico o pubblico di almeno una parte di questo grande patrimonio”.

“Anzi, dagli elaborati emerge anche la previsione di nuovi cancelli sul fronte dell’edificio, con l’obiettivo di limitare l’accesso nelle ore notturne, così come richiesto dalla Guardia di Finanza. Una scelta che rischia di accentuare ulteriormente la separazione tra uno dei luoghi più rappresentativi della città e la comunità che lo circonda. Noi riteniamo che il tema non possa essere considerato una semplice questione tecnica. È una scelta che riguarda il futuro urbano e simbolico di Latina”.

Perciò i due consiglieri Dem chiedono: “Di fronte a un progetto che ne conferma integralmente la destinazione a uffici e ne prevede perfino una maggiore chiusura verso la città, nessuno ha nulla da dire? Nessuno ritiene di dover avanzare una proposta, una visione, una richiesta? Oppure, semplicemente, il centrodestra pontino non ha alcun peso nelle scelte che riguardano davvero Latina?”.

Leonardo Majocchi

I due consiglieri del Pd infine ritengono che “anche la Fondazione Latina 2032 debba esprimere una valutazione. Il dibattito sul patrimonio architettonico della città non può limitarsi alle ricorrenze o alle iniziative culturali. Riguarda anche le scelte concrete che vengono compiute sugli edifici simbolo di Latina. Cosa ne pensa, ad esempio, il suo Presidente? (Vincenzo Zaccheo, ndr).


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