Protagonisti del panorama contemporaneo e grandi nomi del Novecento, ma anche giovani artisti da scoprire. E poi: temi caldi, tra rappresentazione delle minoranze e valore del ricordo, e anche uno speciale percorso per scoprire tutti i segreti dei colori tra arte e vita. La proposta dei musei di Basilea (e dintorni) è come sempre ricchissima: bisogna solo scegliere cosa vedere nei giorni di Art Basel 2026, per cui ecco la nostra guida!
Kunstmuseum Basel – Helen Frankenthaler / Identità e omosessualità
Il Kunstmuseum presenta una mostra retrospettiva e una tematica. La prima esposizione ripercorre la vita e l’opera di Helen Frankenthaler, una delle figure più importanti dell’espressionismo astratto e della pittura Color Field a cui il museo ora dedica la più grande esposizione mai realizzata in Europa. Con oltre cinquanta opere realizzate in sei decenni, la mostra offre una panoramica dell’attività di Frankenthaler, che rivoluzionò la pittura astratta con la tecnica del soak-stain, applicando colori diluiti su tele non preparate affinché il pigmento venisse assorbito dal tessuto. La mostra evidenzia, inoltre, il suo dialogo con la storia dell’arte dal XV al XX Secolo, mettendo in relazione alcune opere di maestri del passato con i suoi dipinti astratti.
L’altra mostra, invece, si intitola The First Homosexuals. La nascita di nuove identità 1869–1939 ed esplora le prime forme di visibilità del desiderio omosessuale e della diversità di genere nell’arte. Attraverso dipinti, disegni, sculture e fotografie, si analizza come, a partire dalla prima comparsa pubblica del termine “omosessuale” nel 1869, si siano sviluppate nuove rappresentazioni della sessualità, del genere e dell’identità. La mostra affronta temi quali le comunità queer, i ritratti intimi, i percorsi di vita autodeterminati, il desiderio espresso in forme codificate e le dinamiche coloniali.
Kunstmuseum Basel // fino al 23 agosto 2026
Helen Frankenthaler
KUNSTMUSEUM BASEL (NEUBAU) – Dofourstrasse, 7
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Kunstmuseum Basel // fino al 2 agosto 2026
The First Homosexuals. La nascita di nuove identità 1869-1939
KUNSTMUSEUM BASEL (NEUBAU) – Dofourstrasse, 7
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Museum für Gegenwartskunst – Cao Fei
Cao Fei è una pioniera indiscussa nella creazione di mondi digitali che da oltre vent’anni indaga gli effetti delle trasformazioni sociali e tecnologiche sulla vita umana in lavori che hanno consolidato la sua reputazione come una delle principali pensatrici nel campo dell’arte, dei media, della tecnologia e del futuro. Per la sua prima mostra personale in Svizzera e finora la sua più grande retrospettiva in Europa, l’artista trasforma il museo di Basilea in un’opera d’arte totale sottoforma di città, in cui installazioni immersive e video si fondono.
Basilea // fino all’11 ottobre 2026
Cao Fei. Testimonies to the Near Future
GEGENWART – St. Alban-Graben, 8
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Fondation Beyeler – Pierre Huyghe
La grande mostra di Pierre Huyghe è stata concepita appositamente per la Fondation Beyeler e riunisce opere create per l’occasione insieme a lavori degli ultimi anni. Huyghe è noto per le sue opere che superano i confini tradizionali tra le discipline artistiche, fondendo in modo fluido finzione e realtà. Le sue creazioni nascono dall’incontro tra cinema, tecnologia, biologia, fisica e mondo digitale, dando vita a situazioni vive e dinamiche nelle quali possono emergere e svilupparsi nel tempo nuove forme di soggettività e sensibilità. E la mostra invita i visitatori a immergersi nell’universo affascinante, enigmatico e imprevedibile dell’artista.
Riehen // fino al 13 settembre 2026
Pierre Huyghe
FONDATION BEYELER – Baselstrasse, 101
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Tinguely Museum – Angelica Mesiti
In un’epoca dominata dai media digitali, Reverb – la mostra di Angelica Mesiti a Basilea – richiama l’attenzione su forme alternative di comunicazione umana. La mostra riunisce cinque opere video dell’artista australiana residente a Parigi, che combina in modo poetico diverse discipline artistiche. I lavori illustrano il fascino della quotidianità e mostrano come tradizioni culturali, rituali, musica e suoni contribuiscano a plasmare l’identità e a creare senso di comunità. Il titolo della mostra si riferisce, quindi, non solo alla riverberazione acustica, ma anche al modo in cui idee e informazioni si propagano nello spazio e nel tempo, continuando a risuonare e a esercitare la loro influenza.
Basilea // fino al 30 agosto 2026
Angelica Mesiti. Reverb
TINGUELY MUSEUM – Paul Sacher-Anlage, 1
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Kunsthalle Basel – Coumba Samba / Janiva Ellis
Alla Kunsthalle Basel le due mostre in corso presentano il lavoro di altrettante giovani artiste statunitensi. La pratica multimediale e performativa di Coumba Samba affronta l’impatto delle strutture istituzionali sulle identità individuali e collettive, mettendo in discussione le narrazioni culturali dominanti. Le sue opere esplorano temi quali la cultura del consumo, le dinamiche sociali e le intersezioni tra tecnologia e identità, analizzando il rapporto tra cultura mainstream e pratiche sovversive. In questo modo amplia lo sguardo verso le reti globali del potere e le continuità del colonialismo, evidenziando come le strutture coloniali e le loro eredità continuino a influenzare i contesti sociali e politici contemporanei.
La pittrice Janiva Ellis, invece, utilizza e rielabora un’ampia gamma di immagini della cultura popolare e motivi ricorrenti della storia dell’arte per costruire scene dinamiche, ricche di riferimenti mutevoli che risultano al tempo stesso ironici, inquietanti e ambigui. I suoi dipinti oscillano tra precisione controllata e gestualità spontanea, aprendo nuove possibilità interpretative e mostrando una notevole inventiva formale. Alla Kunsthalle Basel Ellis presenta un nuovo ciclo di dipinti, in quella che è la sua prima personale in un’istituzione Europa.
Basilea // fino al 23 agosto 2026
Coumba Samba. Wild Wild Wall
KUNSTHALLE BASEL – Steinenberg, 7
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Basilea // fino al 9 agosto 2026
Janiva Ellis. Geneva
KUNSTHALLE BASEL – Steinenberg, 7
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Vitra Design Museum – Verner Panton / Hella Jongerius
In occasione del centenario della nascita di Verner Panton – designer visionario sospeso tra pop, utopia e universi organici –, il Vitra Design Museum gli dedica una grande mostra con cui presentare l’ampiezza della sua produzione creativa: dai pezzi iconici come la Panton Chair ai progetti di illuminazione, fino ai tessili, includendo anche alcuni progetti architettonici poco conosciuti. La chicca è la ricostruzione accessibile del Fantasy Landscape del 1970 che restituisce in modo vivido la sua rivoluzionaria concezione dello spazio e lo spirito dell’epoca. La mostra si basa sulla Collezione Verner Panton del Vitra Design Museum, che comprende una varietà unica di oggetti, disegni, modelli e materiali d’archivio.
L’altra mostra è dedicata a Hella Jongerius, tra i designer più influenti degli ultimi decenni, che da oltre trent’anni contribuisce a ridefinire il design come pratica critica e poetica, interrogando continuamente il modo in cui produciamo, utilizziamo e ci prendiamo cura degli oggetti che plasmano la nostra vita quotidiana. Ripercorrendo l’intero arco della sua produzione, la mostra riunisce lavori sperimentali iniziali, prodotti iconici e recenti ceramiche scultoree, offrendo uno sguardo approfondito sull’affascinante universo creativo di Jongerius.
Weil am Rhein // fino al 9 maggio 2027
Verner Panton: Form, Colour, Space
VITRA DESIGN MUSEUM – Charles-Eames-Strasse, 2
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Weil am Rhein // fino al 6 settembre 2026
Hella Jongerius: Whispering Things
VITRA DESIGN MUSEUM – Charles-Eames-Strasse, 2
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Museum der Kulturen – Il significato dei colori
Il colore illumina il mondo, ci affascina e stimola la nostra immaginazione. Le persone attribuiscono significati diversi ai colori, e questi significati possono variare enormemente da una cultura all’altra. I 200 oggetti in mostra raccontano storie legate al colore e spiegano come i colori vengano prodotti e commerciati – e come in questo processo il colonialismo abbia giocato un ruolo importante. La mostra è stata progettata in collaborazione con bambini e persone ipovedenti, non vedenti e non udenti. Le loro prospettive e il loro modo di vivere il colore fanno parte integrante dell’esposizione.
Basilea // fino al 24 gennaio 2027
Our Owl Is Pink
MUSEUM DER KULTUREN – Münsterplatz, 20
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Kunsthaus Baselland – Ricordi di viaggio / Monira Al Qadiri
I ricordi sono al centro della mostra collettiva Mémoires Voyageuses che presenta le opere di Raphaël Barontini, Onome Ekeh, Joana Escoval, Binelde Hyrcan, Mateo Maté, Sofía Salazar Rosales, Aline Motta e Helena Uambembe. Come affrontare il riaffiorare di racconti tramandati oralmente nella propria famiglia e legati alle proprie origini, magari narrati da una bisnonna, che improvvisamente sollevano una moltitudine di domande sulla propria identità? Quanto di queste storie può essere verificato? E quanto, invece, si fonda a sua volta su ricordi frammentari? Come avvicinarsi alle questioni identitarie quando le storie familiari si basano tradizionalmente sulla trasmissione orale, restano incomplete e non trovano conferma in documenti scritti? Gli artisti provano a rispondere a queste e altre domande.
La grande parete del foyer del museo ospita, invece, un’installazione visiva Monira Al Qadiri, artista nata in Senegal, cresciuta in Kuwait e residente a Berlino. Nella sua opera Al Qadiri affronta il tema della dipendenza dagli Stati del Golfo e, più in generale, della dipendenza globale dal petrolio come materia prima, mettendo in luce le gravi conseguenze che questa comporta per gli equilibri ecologici e sociali. Attraverso un linguaggio visivo di forte impatto, l’artista immagina scenari futuri speculativi e li intreccia a una riflessione critica sul rapporto tra l’umanità e l’ambiente.
Basilea // fino al 16 agosto 2026
Mémoires Voyageuses
KUNSTHAUS BASELLAND – Helsinki-Strasse, 5
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Basilea // fino al 24 gennaio 2027
Monira Al Qadiri. Benzene float
KUNSTHAUS BASELLAND – Helsinki-Strasse, 5
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