Le procedure per le immissioni in ruolo del personale ATA entrano nella fase operativa, con il passaggio dai contingenti regionali alla distribuzione dei posti nelle singole province. A fare il punto sui diversi passaggi è stato Alberico Sorrentino, intervenuto nel corso di una diretta di Orizzonte Scuola dedicata alle assunzioni e alle procedure che interessano il personale ATA.
Il primo elemento riguarda proprio la distribuzione dei posti. I contingenti indicati a livello regionale non coincidono necessariamente con il numero definitivo di assunzioni attribuito a ciascuna provincia e a ciascun profilo: occorre infatti il successivo riparto da parte degli Uffici scolastici, nel quale possono intervenire aggiustamenti e compensazioni.
Prima i movimenti provinciali, poi le immissioni in ruolo
La sequenza delle operazioni prevede più passaggi. Prima delle nuove assunzioni vengono effettuate le assegnazioni nell’ambito provinciale per il personale già di ruolo. Successivamente si procede con le immissioni in ruolo e, in una fase ulteriore, con le assegnazioni interprovinciali.
Per il personale ATA il calendario delle operazioni arriva fino alla fine di agosto, con le assegnazioni interprovinciali previste entro il 31 agosto.
Il riparto provinciale assume particolare importanza anche perché gli Uffici possono effettuare compensazioni tra i posti disponibili. Le variazioni possono riguardare sia la distribuzione all’interno delle aree professionali sia quella tra differenti famiglie professionali.
Tra i profili interessati figurano anche quelli numericamente meno consistenti, come operatori dei servizi agrari, cuochi, guardarobieri e infermieri.
Come funzionano le riserve nelle assunzioni ATA
Un altro elemento da considerare nelle immissioni in ruolo è rappresentato dalle quote di riserva.
Nell’intervento sono state richiamate tre percentuali:
- 15% per la riserva collegata al servizio civile;
- 7% per le categorie protette;
- 30% per il servizio militare.
L’applicazione contemporanea delle diverse riserve incontra però un limite: complessivamente non possono essere superate le soglie previste sul contingente delle assunzioni. Nel caso in cui la somma delle percentuali determini un valore superiore al 50%, l’Ufficio deve procedere alla relativa rideterminazione.
Il calcolo viene effettuato sul contingente assegnato nella provincia e per il profilo interessato.
Un esempio permette di chiarire il meccanismo. Con un contingente ipotetico di 100 assunzioni per collaboratori scolastici, una riserva del 7% corrisponde a sette unità. Se alcuni candidati aventi diritto alla riserva si trovano già nelle prime cento posizioni utili per l’assunzione, vengono comunque conteggiati nel numero complessivo dei riservisti.
Di conseguenza non si aggiungono automaticamente sette ulteriori assunzioni oltre il contingente: occorre verificare quanti beneficiari della riserva siano già compresi nelle posizioni che consentono l’accesso al ruolo.
Funzionari EQ, 388 facoltà assunzionali e 326 assunzioni indicate
Una situazione distinta riguarda i funzionari con incarico di elevata qualificazione. Secondo i dati richiamati da Sorrentino, le facoltà assunzionali determinate sulla base del turnover ammontano quest’anno a 388 unità.
Sommando però le assunzioni indicate attraverso concorso ordinario e procedura valutativa si arriva a 326 unità. La differenza è quindi di 62 posti.
Il divario deriva dalla distribuzione territoriale tra posti disponibili e candidati presenti nelle graduatorie. In alcune regioni risultano posti disponibili ma non candidati vincitori da assumere attraverso le procedure previste; in altre, invece, restano vincitori in attesa in presenza di disponibilità insufficienti.
Tra i territori nei quali il numero delle assunzioni risulta particolarmente ridotto o assente è stata indicata la Lombardia; una situazione differente interessa regioni quali Calabria, Campania, Sicilia e Puglia, dove risultano ancora candidati delle procedure interessate in attesa di assunzione.
Perché i 62 posti non passano automaticamente agli idonei
La presenza di facoltà assunzionali non utilizzate non determina automaticamente lo scorrimento verso gli idonei del concorso ordinario.
Per utilizzare modalità ulteriori rispetto a quelle attualmente previste sarebbe necessario un intervento normativo. Una delle questioni aperte riguarda inoltre la durata delle graduatorie, che arrivano alla scadenza prevista dalla disciplina vigente.
L’eventuale proroga delle graduatorie del concorso ordinario e della procedura valutativa richiederebbe quindi una disposizione legislativa. Analogo intervento sarebbe necessario per introdurre strumenti che consentano di utilizzare in altre regioni le facoltà assunzionali rimaste disponibili.
Resta distinto il normale scorrimento della graduatoria quando si libera un posto per cessazione dal servizio, pensionamento, dimissioni o altra causa che determini una nuova vacanza.
Il rapporto tra concorso ordinario e procedura valutativa
Per le assunzioni dei funzionari EQ occorre inoltre considerare la distribuzione dei posti tra procedura ordinaria e procedura valutativa.
Nel corso dell’intervento è stato ricordato che il rapporto tra le due procedure non va necessariamente letto prendendo in considerazione una singola tornata di assunzioni. La distribuzione deve essere osservata nell’arco delle annualità interessate dalle procedure avviate dal 2024.
Nel quadro complessivo entrano quindi sia le assunzioni effettuate negli anni precedenti sia quelle programmate per l’attuale tornata. Possono inoltre incidere situazioni specifiche determinate da provvedimenti giudiziari o da variazioni intervenute nel numero delle autonomie scolastiche.
Il dato effettivo delle assunzioni, pertanto, dipende non soltanto dal contingente complessivamente autorizzato, ma anche dalla disponibilità territoriale dei posti, dalle graduatorie utilizzabili e dal riparto effettuato dagli Uffici scolastici competenti.
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