Il profilo della serata si legge nella collocazione. Santamaria arriva con due ruoli sovrapposti: interprete e direttore artistico. Porta nel perimetro aziendale una riflessione che riguarda la filiera audiovisiva e nello stesso momento chiude il festival in uno spazio diverso dalla sala cinematografica.
Nota editoriale: le righe che seguono separano calendario e formato dell’incontro, con una lettura delle implicazioni per il rapporto fra festival e spazio urbano.
Sommario dei contenuti
Scheda dell’incontro: orario e sede
La masterclass è fissata nel calendario del Milano Film Fest 2026 a martedì 9 giugno, con inizio alle 18:30, presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri. La pagina dell’evento la classifica come Evento speciale e Talk, con accesso su invito e disponibilità esaurita.
Questa collocazione chiarisce la natura dell’appuntamento: un incontro rivolto a una comunità professionale, fuori dalla vendita ordinaria di una proiezione. Le cronache di ComingSoon.it fissano lo stesso perimetro e confermano la centralità del tema attoriale nella chiusura del festival.
La Torre PwC nella mappa del festival
La scelta della Torre PwC allarga la mappa del festival oltre cinema e teatri. In un’edizione costruita come piattaforma diffusa, l’ufficio diventa una sede di ascolto professionale. Il luogo ha un’identità precisa: si trova dentro CityLife e introduce nel festival un pubblico interno all’impresa, abituato a leggere innovazione e trasformazione dei linguaggi con categorie diverse da quelle della sala.
Qui sta il valore urbano dell’operazione. Un festival che entra in uno spazio di lavoro crea una situazione diversa dalla classica masterclass frontale. L’attore parla del proprio mestiere davanti a una platea formata anche da persone esterne alla filiera cinematografica e rende il cinema una pratica di confronto sul lavoro creativo.
Santamaria tra recitazione e direzione artistica
Claudio Santamaria arriva alla masterclass con un profilo che supera la semplice presenza da volto del cinema italiano. Il suo ruolo di direttore artistico del Milano Film Fest 2026 dà all’incontro un peso ulteriore: l’attore parla della scena mentre governa la cornice culturale in cui quella scena viene discussa.
Il nucleo del discorso è il rapporto fra interprete e pubblico. Santamaria ha posto l’accento sull’ascolto, inteso come disciplina dell’attore prima ancora che come postura comunicativa. Il riferimento alle piattaforme e ai formati ibridi spinge la masterclass fuori dal racconto biografico e la porta nella trasformazione concreta dell’audiovisivo.
Il profilo di PwC per la Cultura
PwC per la Cultura si muove su una linea già dichiarata dall’azienda: usare la cultura come spazio di dialogo con persone e comunità. PwC Italia indica una presenza nazionale articolata in 23 sedi e oltre 9.000 persone. In questo perimetro, la masterclass assume il profilo di attività di crescita interna legata a creatività e innovazione, accanto alla dimensione logistica dell’ospitalità.
Il ruolo di Chiara Carotenuto, partner PwC Italia nell’area Communication, Engagement & Branding, rende leggibile il taglio dell’iniziativa. La cultura viene trattata come leva di relazione e apertura mentale, con un orientamento che riguarda il modo in cui le organizzazioni costruiscono occasioni di confronto per le proprie persone.
Il raccordo con i percorsi già pubblicati
Il tassello PwC dialoga con due percorsi già pubblicati da Sbircia la Notizia Magazine: la sezione gratuita Visioni di Pace e la presenza di Mediafriends al Milano Film Fest 2026. In entrambi i casi il festival ha spostato il cinema verso pubblici e luoghi specifici, con un’impostazione coerente con la serata in Torre PwC.
La linea comune è la costruzione di ambienti di discussione. Il percorso civico fra Anteo e Cascina Cuccagna rende il tema accessibile alla città. Con Mediafriends la stessa logica entra nel sociale e nell’Industry; con PwC si concentra sull’organizzazione professionale e sul mestiere dell’attore. Il festival risulta così meno legato alla sola programmazione dei titoli e più vicino alla creazione di contesti.
Numeri e premi dell’edizione 2026
Il Milano Film Fest 2026 è la seconda edizione della manifestazione nel nuovo assetto e si è svolto dal 4 al 9 giugno 2026. Il bilancio pubblico del festival registra 120 proiezioni, 20 Paesi rappresentati, 247 appuntamenti e oltre 150 ospiti e giudici.
Il palmarès aiuta a leggere la dimensione internazionale dell’edizione. Where the Wind Comes From di Amel Guellaty ha ottenuto il premio al miglior lungometraggio. Alla stessa opera sono andati anche il premio della giuria studentesca e la menzione Futuro. Per i corti, A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher ha ricevuto il premio principale della sezione.
Il segnale per la filiera audiovisiva
La masterclass in Torre PwC dice molto sul modo in cui i festival stanno rinegoziando la propria funzione. Il valore supera la selezione dei film e passa anche dalla capacità di costruire luoghi dove professioni diverse discutono immagini e lavoro creativo davanti a pubblici differenti.
Nel caso di Santamaria, il discorso sull’attore diventa un accesso al presente dell’audiovisivo. Il tema travalica la recitazione davanti alla camera e tocca il modo in cui l’interprete difende presenza e verità scenica quando la fruizione si frammenta tra sala, piattaforme e formati brevi.
Le informazioni utili per chi cerca l’evento
Al momento della pubblicazione, la scheda pubblica del festival segnala l’evento come non disponibile, senza recupero video pubblico indicato. La dicitura accesso su invito conferma che l’appuntamento era pensato per una platea selezionata.
Per chi vuole seguire il percorso del festival dopo la chiusura, il riferimento più utile resta la sezione Cinema di Sbircia la Notizia Magazine, dove sono raccolti gli articoli collegati al Milano Film Fest 2026 e agli altri movimenti dell’audiovisivo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Junior Cristarella
Source link




