le sentenze di fine luglio 2026


Otto sentenze recenti su mediazione obbligatoria e ADR: procedimenti cautelari, assegni, condominio, sanzioni e conciliazione energia.

Questa rassegna analizza otto recenti pronunce di merito in materia di mediazione obbligatoria e di altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR). I giudici di merito sono tornati a occuparsi di temi centrali per la pratica forense quotidiana: l’ambito applicativo della mediazione, il rapporto tra mediazione e procedimenti cautelari, le controversie su assegni bancari e contratti di finanziamento, la mediazione in materia condominiale, la sanzione per la mancata partecipazione al procedimento, i poteri del giudice nell’assegnazione del termine per l’esperimento della mediazione delegata, la conciliazione obbligatoria nel settore dell’energia elettrica e, infine, le modalità di notifica della domanda di mediazione tramite pubblici proclami.

Di seguito una guida sintetica a ciascuna pronuncia, con gli estremi completi e una spiegazione in chiave pratica.

Mediazione obbligatoria e procedimenti cautelari: l’esclusione trova fondamento nell’art. 24 Cost.

Tribunale di Larino, sezione civile, ordinanza 30 luglio 2026 n. 485 – Giudice Bartolomei

Il Tribunale di Larino ribadisce un principio consolidato: i procedimenti cautelari sono esclusi dall’obbligo del preventivo esperimento della mediazione ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2010. La ragione risiede nella natura stessa della tutela cautelare, funzionale a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale sancita dall’art. 24 della Costituzione: imporre il previo tentativo di mediazione rischierebbe di vanificare l’urgenza che caratterizza queste azioni. Nel caso concreto, pur respingendo l’eccezione di improcedibilità sollevata dal resistente, il giudice ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 700 c.p.c., proposto per ottenere il rilascio immediato di un immobile concesso in comodato precario, per difetto del requisito di residualità dell’azione cautelare.

Assegni bancari e mediazione obbligatoria: nessun obbligo di procedura conciliativa

Tribunale di Macerata, sezione civile, sentenza 30 luglio 2026 n. 529 – Giudice Silenzi

La pronuncia conferma un orientamento già espresso dalla Cassazione (sentenza 20 aprile 2020 n. 7917): le controversie relative al mancato pagamento di assegni bancari non rientrano nella materia dei “contratti bancari” di cui all’art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 28/2010. L’assegno, quale strumento di pagamento ai sensi dell’art. 2, lett. g), del D.Lgs. n. 11/2010, mantiene infatti un’autonomia funzionale e strutturale rispetto al contratto bancario. Ne consegue che tali controversie non sono soggette a mediazione obbligatoria a pena di improcedibilità.

Mediazione obbligatoria e consegna della documentazione condominiale

Tribunale di Napoli, sezione VI civile, sentenza 30 luglio 2026 n. 11917 – Giudice Giordano

Secondo il Tribunale di Napoli, la domanda del condomino diretta a ottenere dal Condominio la consegna della documentazione condominiale rientra tra le materie soggette a mediazione obbligatoria ex art. 5 del D.Lgs. n. 28/2010. Nel caso esaminato, nonostante la cessazione della materia del contendere, il giudice ha escluso la piena soccombenza virtuale del Condominio attore, poiché il giudizio, nel suo fisiologico sviluppo, sarebbe comunque proseguito con un rinvio in mediazione prima di una eventuale declaratoria di improcedibilità.

Sanzione per la mancata partecipazione alla mediazione: esclusa in caso di contumacia

Tribunale di Pavia, sezione III civile, sentenza 30 luglio 2026 n. 770 – Giudice Bussi

Il Tribunale di Pavia chiarisce che la condanna al pagamento di una somma equitativa prevista dall’art. 12-bis, comma 3, del D.Lgs. n. 28/2010 per la parte che, senza giustificato motivo, non partecipa alla mediazione obbligatoria, non può essere pronunciata nei confronti della parte rimasta contumace nel giudizio. Tale interpretazione è coerente con la ratio della norma, volta a disincentivare chi disattende la mediazione pur restando interessato a coltivare le proprie difese in sede contenziosa: la contumacia esclude in radice tale condotta strumentale.

Contratti di finanziamento e prestito personale: esclusi dalla mediazione obbligatoria

Corte di Appello di Milano, sezione I civile, sentenza 31 luglio 2026 n. 2379 – Presidente e Relatore Orsenigo

La Corte d’Appello di Milano, richiamando l’ordinanza della Cassazione del 12 giugno 2018 n. 15200, ribadisce che i contratti di finanziamento o di prestito personale non rientrano nell’ambito applicativo della mediazione obbligatoria, non essendo riconducibili né alla materia bancaria né a quella finanziaria disciplinate rispettivamente dal TUB e dal TUF. L’art. 5 del D.Lgs. n. 28/2010 va infatti interpretato restrittivamente. Nel caso di specie la Corte ha confermato la procedibilità del decreto ingiuntivo opposto, fondato su un contratto di finanziamento al consumo.

Mediazione delegata: il termine assegnato dal giudice non è procrastinabile oltre l’udienza di verifica

Tribunale di Milano, sezione XI civile, sentenza 31 luglio 2026 n. 6465 – Giudice Terreri

Il Tribunale di Milano precisa che il potere del giudice di assegnare un termine per l’esperimento della mediazione delegata (artt. 5 e 5-bis D.Lgs. n. 28/2010) si esaurisce con l’udienza di verifica fissata a tale scopo. Consentire un ulteriore rinvio equivarrebbe a permettere alla parte inadempiente di procrastinare indefinitamente l’avvio della procedura, frustrando la funzione deflattiva della condizione di procedibilità. Nel caso concreto, relativo a un’ingiunzione per un contratto di somministrazione di energia elettrica, il giudice ha dichiarato improcedibile il ricorso monitorio, revocando il decreto ingiuntivo, per il mancato riscontro dell’opposta all’invito in mediazione.

Conciliazione obbligatoria ARERA (TICO) e opposizione a decreto ingiuntivo

Tribunale di Milano, sezione XI civile, sentenza 31 luglio 2026 n. 6465 – Giudice Terreri

Sempre il Tribunale di Milano affronta il tema della conciliazione obbligatoria nel settore energetico, disciplinata dal Testo Integrato Conciliazione (TICO) dell’ARERA. Il tentativo di conciliazione costituisce condizione di procedibilità solo per il cliente o utente finale che intenda agire in giudizio contro il gestore. Di conseguenza, tale onere non si applica quando è l’utente a proporre opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto dal fornitore per il recupero di un credito: l’opposizione, infatti, non è un’autonoma azione giudiziale ma un ordinario mezzo di difesa. Il giudice ha quindi respinto l’eccezione sollevata dall’opposta e dichiarato improcedibile il ricorso monitorio.

Notifica della domanda di mediazione per pubblici proclami

Tribunale di Macerata, sezione civile, decreto 2 agosto 2026 n. 1540 – Giudice Vadalà

Il decreto stabilisce che, ricorrendo i presupposti dell’art. 150 c.p.c., anche la domanda di mediazione può essere notificata mediante la modalità dei pubblici proclami. Nel caso esaminato, relativo a un giudizio di usucapione, il presidente del tribunale ha autorizzato tale forma di notifica nei confronti di tutti i litisconsorti necessari, non identificabili né rintracciabili, sia per la domanda di mediazione obbligatoria sia, in caso di esito negativo, per il successivo ricorso introduttivo.

FAQ: le domande frequenti sulle sentenze in materia di ADR

La mediazione obbligatoria si applica ai procedimenti cautelari?

No. Secondo il Tribunale di Larino (ordinanza 30 luglio 2026 n. 485), i procedimenti cautelari sono esclusi dall’obbligo di mediazione ex art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 28/2010, perché la loro funzione urgente è strumentale all’effettività della tutela giurisdizionale garantita dall’art. 24 Cost.

Le controversie su assegni bancari richiedono la mediazione obbligatoria?

No. Il Tribunale di Macerata (sentenza 30 luglio 2026 n. 529) ha confermato che gli assegni bancari, in quanto strumenti di pagamento autonomi, non rientrano nella materia dei “contratti bancari” soggetta a mediazione obbligatoria.

La richiesta di documentazione condominiale è soggetta a mediazione obbligatoria?

Sì. Secondo il Tribunale di Napoli (sentenza 30 luglio 2026 n. 11917), la domanda del condomino volta a ottenere la consegna della documentazione condominiale rientra tra le controversie condominiali soggette a mediazione obbligatoria.

Cosa succede se una parte non partecipa alla mediazione senza giustificato motivo?

Il giudice può condannarla al pagamento di una somma equitativa ex art. 12-bis, comma 3, D.Lgs. n. 28/2010. Tuttavia, il Tribunale di Pavia (sentenza 30 luglio 2026 n. 770) ha chiarito che tale sanzione non può essere applicata se la parte è rimasta contumace nel processo.

I contratti di finanziamento personale rientrano nella mediazione obbligatoria?

No. La Corte d’Appello di Milano (sentenza 31 luglio 2026 n. 2379) ha escluso i contratti di finanziamento e prestito personale dall’ambito della mediazione obbligatoria, poiché non riconducibili alla materia bancaria o finanziaria in senso proprio.

Il giudice può concedere più proroghe per l’esperimento della mediazione delegata?

No. Il Tribunale di Milano (sentenza 31 luglio 2026 n. 6465) ha stabilito che il potere di assegnare un termine per la mediazione si esaurisce con l’udienza di verifica fissata allo scopo, senza possibilità di ulteriori rinvii.

La conciliazione ARERA è obbligatoria anche per chi si oppone a un decreto ingiuntivo del fornitore di energia?

No. Sempre secondo il Tribunale di Milano (sentenza 31 luglio 2026 n. 6465), il tentativo di conciliazione previsto dal TICO è condizione di procedibilità solo per l’azione promossa dall’utente finale contro il gestore, non per l’opposizione a decreto ingiuntivo proposta dall’utente stesso.

È possibile notificare la domanda di mediazione tramite pubblici proclami?

Sì. Il Tribunale di Macerata (decreto 2 agosto 2026 n. 1540) ha ammesso, in presenza dei presupposti dell’art. 150 c.p.c., la notifica della domanda di mediazione mediante pubblici proclami, in particolare nei casi con litisconsorti necessari non identificabili.




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 Paolo Florio

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