quando gli spazi curano il benessere


Vivy Lombardo, progettista di interni

di Diletta Talenti

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Trascorriamo oltre il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi, eppure il nostro organismo resta biologicamente programmato per vivere a contatto con la natura. È un paradosso che la scienza ha iniziato a misurare con precisione: la disconnessione dal mondo naturale negli spazi in cui abitiamo e lavoriamo produce effetti tangibili su stress, produttività e salute mentale. Il fenomeno si è aggravato con la diffusione dello smart working, che ha trasformato le abitazioni in uffici permanenti senza che la progettazione degli interni si adeguasse a questa nuova funzione. Il risultato è che milioni di persone vivono e lavorano in ambienti pensati esclusivamente per l’estetica o per la funzionalità economica, ignorando completamente l’impatto che pareti, materiali e luce hanno sul loro equilibrio psicofisico. La risposta a questo problema arriva da una disciplina che sta guadagnando terreno nel mondo della progettazione: il biophilic design. Si tratta di un approccio che affonda le radici nel concetto di biofilia, termine coniato dallo psicologo Erich Fromm per descrivere la naturale predisposizione umana a cercare connessione con gli elementi viventi. La progettazione biofilica non si limita a inserire una pianta sul davanzale o un quadro con un paesaggio: integra sistematicamente vegetazione, luce naturale, acqua, texture organiche e suoni naturali negli spazi costruiti, con l’obiettivo dichiarato di migliorare il benessere degli occupanti. Secondo quanto documentato dall’IED, questo metodo si distingue dalle pratiche tradizionali di interior design perché non punta a fini esclusivamente estetici ma a risultati misurabili sulla salute.

Tra i professionisti che hanno fatto di questo approccio il centro della propria attività c’è Vivy Lombardo, progettista di interni catanese che dal 2007 porta avanti uno studio specializzato in ristrutturazioni e arredi su misura. La sua storia personale è inseparabile dalla sua evoluzione professionale. ‘Ho avuto sempre molti problemi di salute molto gravi e invalidanti, ho subito già quattro interventi. Da queste esperienze è nato il mio studio della biofilia e dello shinrin-yoku, l’arte giapponese del bagno nella foresta, dove studi scientifici hanno dimostrato che a contatto con la natura molti problemi fisici e psicologici si affievoliscono e addirittura spariscono’, racconta Lombardo. Lo shinrin-yoku, pratica terapeutica giapponese che prevede l’immersione sensoriale completa nell’ambiente forestale, è stato oggetto di ricerche cliniche che ne hanno confermato gli effetti sulla riduzione del cortisolo e sul rafforzamento del sistema immunitario. Lombardo ha tradotto questi principi in una filosofia progettuale registrata come marchio con il nome di Home Natural Chic®, completa di un brand book con linee guida precise per l’utilizzo di materiali naturali nella progettazione degli interni. ‘C’è una sottile differenza tra la casa che ti colpisce e la casa che ti accoglie. Quella che ti colpisce la stai guardando solamente con gli occhi, quella che ti accoglie ti permette di essere presente con tutto il tuo corpo, con tutti i sensi’, spiega la progettista. Il tema non è marginale. Con l’esplosione del lavoro da remoto, la casa ha assunto funzioni che prima non le appartenevano. Milioni di lavoratori passano intere giornate tra le stesse pareti, spesso in ambienti progettati decenni fa con criteri che non contemplavano né il benessere sensoriale né la permanenza prolungata. Il biophilic design propone una soluzione concreta: trasformare lo spazio domestico in un ambiente che non si limiti a contenere la vita quotidiana ma che la sostenga attivamente. Gli ingredienti, come documentato da Arper, includono elementi diretti come piante, acqua e suoni naturali, considerati una vera e propria scienza applicata per migliorare la qualità della vita negli ambienti costruiti. Lombardo sottolinea come la ristrutturazione stessa sia spesso il segnale di un cambiamento interiore. ‘Molto spesso la ristrutturazione è un segnale che hai fatto un passo avanti. Ti cambiano le esigenze, ti cambia il modo di vivere la casa, di sentirla, e quindi ti ritrovi a ristrutturare quella in cui sei oppure a volerne una completamente nuova’, osserva. Questo legame tra trasformazione personale e trasformazione dello spazio abitativo è un aspetto che la psicologia ambientale studia da tempo e che il design biofilico intercetta con particolare efficacia. La dimensione artigianale e su misura gioca un ruolo centrale in questo approccio. A differenza dell’arredamento standardizzato, la progettazione personalizzata consente di ottimizzare ogni centimetro, nascondere difetti strutturali o trasformarli in punti di forza, e soprattutto creare un’armonia complessiva che i mobili preconfezionati non possono garantire. Lombardo ha recentemente completato un progetto internazionale per un cliente in India che l’ha contattata attraverso la rete dopo aver apprezzato il suo stile online. ‘Con questo cliente mi rendo conto del rispetto che hanno per la mia professione. Mi hanno visto solo due volte in videochiamata e hanno un rispetto incredibile’, racconta, evidenziando come il digitale stia abbattendo le barriere geografiche anche per i professionisti del design.

Il territorio siciliano ha avuto un ruolo determinante nella formazione della sua sensibilità progettuale. Dopo gli studi a Perugia e un master a Milano, Lombardo è sempre tornata a Catania, attratta dalla compresenza di mare e montagna che caratterizza la città etnea. ‘Ogni volta che stavo fuori mi mancava da morire. La prima cosa che facevo quando tornavo era prendere la macchina e farmi tutto il lungomare da Catania a Messina’, ricorda. Questa connessione viscerale con il paesaggio naturale si è tradotta in un metodo progettuale che porta la natura dentro le mura domestiche. Le prospettive per il settore del biophilic design appaiono in forte espansione. La crescente attenzione delle nuove generazioni verso il benessere mentale, unita alla diffusione del lavoro ibrido e alla consapevolezza ambientale, sta creando una domanda sempre più ampia di spazi abitativi che non siano soltanto funzionali o belli, ma che contribuiscano attivamente alla salute di chi li abita. Il mercato dell’interior design si sta spostando da un paradigma puramente estetico a uno olistico, dove la qualità dei materiali, la presenza di elementi naturali e la personalizzazione degli ambienti diventano criteri di scelta prioritari. La rete, come dimostra il caso del cliente indiano di Lombardo, sta inoltre aprendo mercati internazionali a professionisti che operano anche da contesti geograficamente periferici, democratizzando l’accesso al design italiano di qualità.


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